Postato su 2020-07-30 In Casa Madre de Tuparenda, opere di misericordia, Progetti

Il grande sogno dell’autosostenibilità della Casa Madre di Tuparenda

PARAGUAY, CMT, P. Pedro Kühlcke e Maria Fischer •

Come arriva la benedizione degli “Sternsinger”, i bambini vestiti come “i re magi” dalla Germania, davanti alla futura panetteria della Casa Madre di Tuparenda? Devo ammettere che è tutta una storia piena di magia, di sogno, di speranza contro ogni razionalità… •

Tutto è accaduto durante una messa in una parrocchia, a gennaio alla fine del periodo natalizio, nei giorni in cui in Germania migliaia di bambini, vestiti da re magi, camminano per le strade delle città e dei paesi per cantare i canti di Natale e per chiedere donazioni per altri bambini che sono in condizioni meno favorevoli di loro. Come segno della loro visita nelle case, scrivono sulla porta quei segni che tutti conoscono: C + M + B, Cristus mansionem benedicat, Cristo benedica questa casa, seguito dall’anno. Oggi, invece di scrivere, attaccano un adesivo, come quelli davanti al presepe in parrocchia.

Durante quella messa, quando il parroco disse: “Chi ha saltato la visita può trovare un adesivo con la benedizione”, pensai: “Ne prenderò due”. Una per la mia casa, e un’altra per una casa che ancora non esiste, ma che un giorno lavorerà per il bene di molti bambini e giovani. Pensavo al panificio della Casa Madre di Tuparenda (CMT), la cui attrezzatura sarà finanziata dagli “Sternsingers”, questi bambini che camminano per le strade per altri bambini, in una bella tradizione della Pia Opera della Missione dei bambini in Germania.

L’adesivo è ancora a casa mia, in attesa del viaggio che ho dovuto cancellare a causa del coronavirus. Per questo motivo ho fatto ricorso al mio programma di fotoritocco, quando oggi, dopo quasi sette mesi, nel mezzo di una pandemia e di una tempesta interna che scuote tutto Schoenstatt, è arrivata la notizia tanto attesa: “Oggi è stato presentato il progetto del nuovo panificio sul terreno della Casa Madre di Tuparenda”. L’adesivo dei bambini tedeschi ha già il suo posto in una casa sudamericana.

 

Una storia di momenti sempre sull’orlo del burrone

È vero. Una volta che sarà pienamente funzionante, ci mancheranno (forse) questi momenti di “SOS” quando le risorse della Casa Madre di Tuparenda si esaurivano per mancanza di sussidi statali, per Covid, per qualsiasi cosa, e quando ancora una volta, tutta questa grande comunità di solidarietà intorno alla CMT sembra gridare: No, non lasceremo che fallisca; no, non lasceremo i nostri figli nei guai; e sì, contro ogni previsione, proveremo l’impossibile e cercheremo donazioni.

 

Laboratorio di panetteria al CMT

Verso l’autosostenibilità

Fin dall’inizio, e in ognuno di questi momenti, il piano per raggiungere, un giorno, l’autosostenibilità è cresciuto. Per avvicinarsi a questo obiettivo, come primo grande passo, c’è già il panificio, che offrirà posti di lavoro ai giovani che escono dal programma CMT e che, con la vendita dei suoi prodotti, sarà in grado di generare un reddito costante.

“Questo progetto tanto atteso nasce in risposta al primo passo di generare una micro-impresa sostenibile in grado di rispondere alle esigenze del programma stesso, che si sta svolgendo negli ultimi tempi, in relazione a un rapido ingresso nel mondo del lavoro dei minorenni e anche per fornire un supporto economico per il mantenimento della CMT”, ha spiegato Ricardo Acosta, nel corso della posa della prima pietra, il 12 dicembre 2019.

“La panetteria non è ancora completa, ci sono ancora dettagli e altre parti da finire, che per motivi di mancanza di denaro lasceremo per dopo. Ma abbiamo la fondata speranza di poter iniziare presto la produzione e in questo modo avvicinarci all’auspicata autosostenibilità del programma”, ha spiegato padre Pedro Kühlcke. “Possiamo acquistare l’attrezzatura, con la donazione degli ‘Sternsingers’, quando avremo elettricità, sicurezza, ecc.”.

 

I cinque pani nelle mani di Gesù

È un passo in più, un passo che ci permetterà di offrire ai giovani che non hanno mai avuto una vera opportunità, la possibilità di imparare, di crescere, di credere in se stessi, di poter essere buoni genitori per le loro famiglie, buoni genitori di buone famiglie, qualcosa che loro stessi, in molti casi, non hanno mai avuto.

Gesù ebbe bisogno di soli cinque pani per sfamare migliaia di persone. Di quanti pani, da questo panificio, ci sarà bisogno? Quanti “cinque pani” di noi avrà Gesù per operare il grande miracolo di salvare la vita di 20 giovani che ora si trovano nella CMT, e di altri 20, e di altri 20… e delle loro famiglie… e di altri ancora…?

Cinque pani nelle mani di Gesù possono cambiare il mondo, ma che siano, però, cinque pani offerti e consegnati a Lui dalle nostre mani, oggi.

 

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Causale: P. Pedro Kühlcke, Casa Madre de Tupãrenda

 

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