Postato su 2. Dicembre 2016 In Alleanza solidale, Campagna, opere di misericordia

La Mater è in Siria e in Iraq. Ella farà miracoli.

ITALIA, Pamela Fabiano •

Un aggiornamento su Aleppo e sulla storia di Suor Maria Guadalupe

Da qualche mese, sul nostro sito, cerchiamo di mantenere vivi l’attenzione e l’interesse, per come possiamo, sulle vicende che stanno avendo luogo in Siria e in Iraq. La guerra, come tutti sappiamo, non accenna affatto a diminuire e le popolazioni inermi non possono far altro che fuggire – ancora, fino a quando? –  o vivere di stenti in mezzo alle rovine di città rase al suolo. I media di tutto il mondo, però, sembrano non interessarsene quasi più. Solo alcune tra le grandi agenzie di stampa continuano a trasmettere notizie su quanto sta accadendo, ma con fatica.

Di recente, abbiamo pubblicato la notizia di una iniziativa di preghiera in Germania e la commovente storia dell’invio di tre immagini della Madonna Pellegrina ad Aleppo, tramite una suora argentina, sr. Maria Guadalupe de Rodrigo, missionaria del Verbo Incarnato.

Oggi, l’Aiuto alla Chiesa che Soffre, fondazione pontificia che realizza progetti atti a sostenere le popolazioni cristiane in terre dove vengono perseguitate, ha diramato questo comunicato stampa, che riportiamo di seguito, nel quale è proprio sr. Guadalupe a parlare.

Siamo felici che, almeno attraverso questo comunicato stampa, siamo in grado di seguire le vicende che in qualche modo ci legano ad Aleppo, dove si trovano le immagini della nostra Mater.

Ella farà miracoli: nel deserto, luogo di morte e distruzione per eccellenza nella Bibbia, troveremo la salvezza. Maria, salda e fedele, farà rinascere Gesù in nuovo Natale e la speranza, per tutti coloro che ora non vedono alcuna  via d’uscita, tornerà a rivivere nella amata terra del Medio Oriente.

Suor Maria Guadalupe de Rodrigo ad ACS-Italia: “Ad Aleppo la persecuzione contro i cristiani è evidente”

suor-guadalupe“Ad Aleppo la persecuzione nei confronti dei cristiani c’è ed è evidente”. Sono parole di Suor Maria Guadalupe de Rodrigo, missionaria argentina dell’Istituto del Verbo Incarnato (IVE), che questa mattina ha incontrato Alessandro Monteduro, Direttore di ACS-Italia, nella sede romana della Fondazione pontificia. “Ero ad Aleppo per un periodo di riposo, e quando è scoppiata la guerra ho capito che Dio mi voleva lì per una nuova missione”, ha esordito la religiosa, che ha descritto una comunità cristiana ben diversa da quelle, spesso tiepide, che si incontrano in Europa. “Ad Aleppo non ci sono cristiani solo di nome, ma cristiani-testimoni, cioè possibili martiri. Le mamme chiedono ai monaci di tatuare il segno della croce sulle braccia dei figli, e li preparano alla possibilità del martirio. I giovani sono preparati, e dicono che i terroristi possono togliere loro la vita, ma non il Cielo.”.

Suor Maria Guadalupe mette a nudo un pericoloso deficit di comprensione, tipico delle società europee, affermando che “il Medio Oriente non si può valutare con criteri occidentali, sia quanto alla politica, sia quanto alla sfera religiosa”. Sul conflitto in corso è perentoria: “Non è una guerra civile, ma un’invasione di terroristi, protagonisti della persecuzione, anzitutto ai danni dei cristiani.”. Gli scenari descritti dalla religiosa fanno venire in mente le pagine più oscure del XX Secolo: “La persecuzione è aperta” ribadisce, e “che sia contro le minoranze è dimostrato anche dal fatto che ai cristiani che vengono rapiti viene imposta la conversione forzata all’Islam. I cosiddetti ribelli – precisa – sono in realtà terroristi jihadisti.”.

Non si può parlare solo di Aleppo Est, perché “nei quartieri cristiani di Aleppo Ovest la popolazione sperimenta quella che la gente chiama la “pioggia”, cioè razzi in grande quantità, “pioggia” che si intensifica in occasione delle feste cristiane. In città – prosegue – sono rimasti solo 25.000 cristiani.”. Tutta la città geme per l’embargo: “Non a caso i Vescovi locali ne hanno chiesto la rimozione, perché danneggia la popolazione.”. La sua testimonianza è anche un duro esame della coscienza europea: “I rifugiati siriani sono delusi dall’Europa. Pensavano di essere “in famiglia”, nell’Europa cristiana, e invece hanno trovato un continente chiuso, secolarizzato. A ciò si aggiungono i maltrattamenti che patiscono dai rifugiati islamici”, precisando tuttavia che “tali maltrattamenti provengono dai rifugiati islamici di nazionalità diversa dalla siriana, perché con i musulmani in Siria non ci sono mai stati problemi di convivenza.”. Questi cristiani siriani non vogliono essere rifugiati, al contrario “vogliono tornare in Siria”. Suor Guadalupe ha infine lanciato un appello ai cattolici italiani: “Non abbandonateci. I cristiani siriani hanno bisogno anzitutto della vostra preghiera, per prepararsi al martirio, e poi di aiuto finanziario. Loro ci insegnano come vivere da veri cristiani”, ha concluso.

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“Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS), Fondazione di diritto pontificio fondata nel 1947, si contraddistingue come l’unica organizzazione che realizza progetti per sostenere la pastorale della Chiesa laddove essa è perseguitata o priva di mezzi per adempiere la sua missione. Nel 2015 ha raccolto oltre 124 milioni di euro nei 22 Paesi dove è presente con Sedi Nazionali e ha realizzato 6.209 progetti in 146 nazioni.

 

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