Ukrainische Flüchtlinge

Postato su 2022-03-22 In opere di misericordia, Schoenstatt in uscita

I rifugiati ucraini nella casa dei Padri di Schoenstatt in Polonia

POLONIA/UCRAINA, P. Arkadiusz Sosna/mf. •

“Da oggi accogliamo in casa nostra gente dall’Ucraina. In questo momento sto viaggiando in treno. Vedo molte persone. La maggior parte donne con figli. In questo momento qui è tutto tranquillo. Fino a ieri, sono arrivati più di 700mila profughi. Gli uomini vanno a combattere in Ucraina. Sono circa 70.000”, così ha scritto padre Arkadiusz Sosna dalla Polonia lo scorso 5 marzo, chiedendo preghiere per la pace. —

Alcuni si sono fermati solo poco tempo, “di passaggio”, il tempo necessario per raggiungere parenti all’estero o altre strutture ricettive. Chi invece non ha altra destinazione si fermerà con noi a tempo indeterminato.

Per esempio, vivono con noi una professoressa di lingua e letteratura ucraina con i suoi parenti. Vengono da Zaporizzia. Il marito e il figlio maggiore di 29 anni sono rimasti in Ucraina a difendere il proprio Paese dall’invasione di Putin. Il figlio più piccolo di 16 anni è invece venuto in Polonia insieme a sua madre.

Zug mit Flüchtlingen

Tren con refugiados

Una storia come tante altre eppure unica

Il 24 febbraio, mentre il mondo occidentale sconvolto festeggiava l’inizio del Carnevale, una famiglia – che ora soggiorna a casa dei Padri – è stata svegliata da esplosioni di bombe e razzi. Dal 25 febbraio al 1° marzo sono stati vittime di bombardamenti e proiettili. Ogni giorno sentivano risuonare l’ululato delle sirene antiaeree. Più volte al giorno… e anche di notte. Le pareti della casa tremavano e il rifugio era la loro unica sicurezza. La casa, ormai danneggiata, è stata abbandonata perché i nonni hanno deciso di salvare i loro figli e nipoti. Il 4 marzo sono riusciti a fuggire in treno fino al confine polacco. In dodici ore sono arrivati a Lviv (Lemberg), con poche borse e zaini contenenti i documenti e gli effetti personali più importanti. La tappa successiva è stata Chelm, in Polonia.

Poi hanno preso il treno per Varsavia, dove sono stati accolti da volontari, registrati e inviati a Józefów. Sono stati ospitati insieme ad altri rifugiati all’interno di una palestra scolastica. Una delle donne di questa famiglia è partita con suo figlio di 10 anni ed è incinta. Grazie all’attenzione dimostrata dall’amministrazione comunale, non sono rimasti nella palestra, ma sono stati portati a casa nostra. Grazie alla buona collaborazione tra le autorità comunali e la nostra comunità, siamo ora in grado di soddisfare le aspettative e le esigenze delle persone più colpite. Anche se questa è solo una goccia nell’oceano. Prima di venire da noi, queste persone conducevano una vita pacifica in Ucraina come insegnanti, operai, scolari o studenti universitari.

Il momento per me più commovente è stato il saluto tra una donna e la sua nuora, quest’ultima arrivata da noi tre giorni dopo. C’è stato un caloroso abbraccio, e poi la telefonata al figlio che è in guerra vicino a Kyiv. Gli hanno chiesto: “Sei qui bene, va tutto bene?” E poi solo una preghiera costante: “Andrà tutto bene, andrà tutto bene…” Si rivedranno? La gioia più grande è stata potersi parlare e sapere che tutti stanno bene.

Flüchtlinge aus der Ukraine

La famiglia della panetteria di Kiev

Sono una nonna e una madre con due figli. Venivano da Kiev. Conducevano una vita tranquilla, con una pasticceria e un panificio. C’era pace, sicurezza, stabilità finanziaria e felicità familiare.

La mattina del 25 febbraio, un razzo è caduto davanti al negozio, ma non è esploso. Hanno capito che tutto era diventato molto pericoloso. Il costante bombardamento li ha costretti a fuggire in un villaggio vicino a Kiev. Sono fuggiti in auto. Nonni, genitori e due figli. Hanno vissuto alcuni giorni relativamente tranquilli. Tuttavia, la sensazione di sicurezza è durata poco. Una colonna di carri armati russi si era avvicinata al villaggio, fermandosi appena cinque chilometri al di fuori. Si è scatenato l’inferno. Ed è iniziata la fuga. Nel panico, i nonni si sono persi. Tuttavia, dopo due giorni sono riusciti a ritrovare la strada. I costanti raid aerei e i bombardamenti, la mancanza di elettricità, acqua e riscaldamento li hanno costretti a fuggire dall’Ucraina. Sono fuggiti, ma non tutti: gli uomini sono rimasti sul posto, le donne e i bambini si sono diretti verso il confine polacco. Il viaggio, interrotto da attacchi aerei e dal fuoco dei razzi, si è concluso fortunatamente con l’arrivo in Polonia. Questi rifugiati resteranno con noi per qualche giorno e poi potranno continuare il viaggio con i loro amici.

Il volontario

C’è anche un uomo che torna sempre da noi, quando accompagna donne con bambini da Kiev alla Polonia, così come fanno Benjamin e Juan Arizu da Madrid. Dopo aver passato la notte e un pasto veloce con noi, torna a raccogliere altre donne e bambini. Racconta: “Finché posso, lo farò”.

Quanto durerà tutto questo? Non lo sappiamo. Per noi, la vita nel nostro santuario di Sion ha preso un nuovo ritmo. Colleghiamo la vita della comunità con la situazione dei nostri ospiti. Cerchiamo di aiutare i rifugiati il più possibile, e loro partecipano attivamente in casa: le donne soprattutto in cucina e gli uomini dentro la casa e nel campo. Vogliono un po’ di normalità, in una situazione per la quale non ci sono quasi parole.

Domenica ho celebrato la messa nel nostro santuario. Lacrime, emozione, lo scambio di pace, la comunione ricevuta… Attraverso la diretta su YouTube hanno partecipato molte famiglie della Polonia. Abbiamo pregato insieme per la pace. Il santuario è ora un luogo di preghiera, comune e individuale, per la pace.


Realizzato con materiale tratto dall’appello dei Padri di Schoenstatt/Izabela Jahn

Per le donazioni
Conto per le donazioni in Polonia:
Titolare del conto: Instytut Ojców Szensztackich, Prowinzja
Causale: Ucraina
IBAN: PL04 1600 1462 1813 6457 5000 0002
BIC/SWIFT PPABPLPK

Conto per le donazioni in Germania:
Titolare del conto: Schoenstatt-Patres International e.V.
Causale: Ucraina
IBAN: DE10 4006 0265 0003 1616 29
BIC: GENODEM1DKM
Queste donazioni in Germania sono deducibili dalle tasse.

Ukraine

Originale: Tedesco, 19.03.2022. Traduzione: Alessia Lullo, Gian Francesco Romano, Roma, Italia

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