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Postato su 2022-03-15 In Alleanza solidale

L’Ucraina ha bisogno di noi

Bárbara de Franceschi, Spagna •

“L’orrore della guerra risveglia il peggio e il meglio degli esseri umani”. Da 11 giorni, l’orrore della guerra in Ucraina ha risvegliato in gran parte del mondo una sensazione di impotenza di fronte a una situazione impensabile nel XXI secolo. —

Foto: Twitter, Alessandro Gisotti

La Russia può essersi sentita minacciata quando l’Ucraina ha preso in considerazione l’adesione alla NATO, ma nulla giustificava un’invasione russa di un territorio fino ad allora amico, che presto ha dato il via a bombardamenti, distruzione, occupazione di città e punti strategici. Centinaia di persone hanno cercato rifugio nella metropolitana o in bunker di fortuna quando le sirene hanno annunciato i bombardamenti aerei, e centinaia di migliaia sono fuggite verso confini più sicuri, a piedi, in auto, in treno o in barca. Lunghe code di bambini, donne, anziani, che lasciavano le loro vite, le loro case, i loro mariti, padri, fratelli e sorelle che sarebbero dovuti rimanere a difendere il loro paese e la loro patria con un esiguo esercito.

Stiamo assistendo al più grande esodo dalla seconda guerra mondiale. I princìpi del diritto internazionale vengono violati quando i bombardamenti sono indiscriminati e colpiscono i civili e gli innocenti senza nemmeno rispettare i corridoi umanitari. Le minacce di armi nucleari preoccupano non solo i diplomatici, i governi, i militari e gli strateghi. Preoccupano milioni di cittadini comuni che non hanno mai considerato una tale situazione prima e che temono anche le dimensioni internazionali di questa drammatica situazione.

Desde los santuarios...

La guerra risveglia la parte migliore degli esseri umani

Ma la guerra risveglia anche la parte migliore degli esseri umani. Siamo testimoni di come la popolazione ucraina si aiuti a vicenda, condividendo quel poco che le è rimasto e quello che presto le mancherà: cibo e riparo. Vediamo la solidarietà e l’amore tra di loro. Ma riceviamo anche le immagini di folle provenienti dai paesi vicini che raggiungono i confini per accogliere tutti coloro che sono fuggiti con solo quello che indossavano. Vediamo gli abbracci ai confini, il cibo, i giocattoli per i bambini, i rifugi improvvisati per accoglierli. Tutto questo ci parla della nobiltà dell’uomo. Tutto questo ci urla contro quanto nessuno voglia rivivere il genocidio prodotto dalle guerre passate. Confini e porte si spalancano per le persone che subiscono le terribili conseguenze di queste guerre. Forse non comprendiamo gli interessi nascosti delle cosiddette grandi potenze, ma comprendiamo che possiamo fare qualcosa. contro il potere demoniaco della distruzione e della morte.

Possiamo fare qualcosa

Abbiamo a disposizione le armi più forti che esistono per costruire la pace e combattere la guerra. Sono le armi della preghiera, del digiuno e dell’elemosina. C’è un ritornello spagnolo che recita così: “A Dios rogando y con el mazo dando” (n.d.t.. “prega il Signore e usa il martello”). Oltre al martello, ossia alla persuasione, in molti a partire da oggi vogliamo occuparci della preghiera. In questo modo il “colpo di martello” sarà molto più efficace, giacché contiamo sulla forza dell’aiuto di Dio. Se in ogni casa del mondo si pregherà consapevolmente per la pace. Se faremo lo sforzo comune di pregare in famiglia; se digiuneremo per lasciare che lo Spirito Santo occupi più spazio nelle nostre vite; se uniremo le nostre forze per ricevere i Sacramenti e ascoltare la Parola di Dio; se loderemo Dio con parole e gesti di amore, se ci prenderemo cura della natura con il rispetto che merita un dono di Dio … saremo capaci di fermare le guerre. Non abbiamo il minimo dubbio. Pertanto: riempiamo le nostre chiese; riuniamoci nelle strade e nelle piazze per pregare, come recentemente hanno fatto i giovani a Madrid; interrompiamo le nostre giornate lavorative con piccoli momenti di preghiera con i colleghi; sfruttiamo le domeniche per pregare con gli amici in un ambiente fraterno. Che tutti ci riconoscano per il modo con cui amiamo.

Una proposta: ogni giorno un rosario da un santuario domestico

E noi, una comunità ufficiale della Federazione in Spagna, vi facciamo una proposta: che le migliaia di famiglie che nei cinque continenti hanno dei santuari domestici organizzino in ciascuno di essi dei turni di preghiera – ogni giorno un rosario da un santuario domestico. Offriamo ad ogni gruppo di giovani, madri, uomini, professionisti, coppie, gruppi di pellegrini, ad istituti, federazioni, leghe, (organizzati ciascuno nel proprio piccolo gruppo o corso), che ogni giorno presso un santuario domestico si reciti un rosario per la pace. Cominciamo oggi. Un esempio concreto: oggi preghiamo nel mio santuario domestico, noi che siamo a casa, senza preoccuparci dell’assenza di un familiare che non può essere presente e senza stressarci per altri motivi. E poi mandiamo una foto alla chat della mia comunità: “Dai nostri santuari domestici, preghiamo per la pace”. Domani un altro dei miei fratelli prega nel suo santuario domestico e manda la foto alla nostra chat comunitaria, il giorno dopo un altro, e così via ogni giorno. Per questo scopo ogni comunità o gruppo o corso indipendente ha bisogno soltanto di: una chat del gruppo; l’impegno di un giorno concreto per recitare un rosario; una foto da inviare alla chat, attraverso la quale ogni giorno assicuriamo la preghiera di un rosario da un santuario domestico; e l’unità tra noi, all’interno del nostro gruppo o piccola comunità. Facile e semplice. Non dobbiamo muoverci. La Madre è all’opera in ogni “Chiesa domestica”, in ogni cuore consacrato a Lei.

L’unione fa la forza e noi abbiamo con noi la migliore alleata, che è la Madre. I figli di Maria non moriranno. E Lei ci porta a Cristo e Cristo vuole la pace.

L’Ucraina se lo merita, e se lo meritano i cittadini russi che non vogliono la guerra, e lo merita il mondo intero. Non credi?

Originale: spagnolo. Traduzione di: Pamela Fabiano, Alessia Lullo, Federico Bauml e Gianfrancesco Romano, Roma, Italia

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