Postato su 1. maggio 2018 In Progetti

Camminare eretti ha un prezzo

GERMANIA, Markus Hauck/Ufficio stampa del Vescovato di  Wurzburg •

È la storia di un martire, che ti entra nella pelle. Non solo per la musica variegata ed abilmente eseguita, ma anche e soprattutto per il personaggio principale, il sacerdote pallottino Franz Reinisch. La storia dell’unico sacerdote che, durante il tempo del Nazionalsocialismo, si rifiutò di prestare giuramento di lealtà a Hitler e fu giustiziato nel 1942, è la trama del musical “Pericoloso” – il musical su un uomo integro, dell’autore, compositore e direttore Wilfried Röhrig.—

La prima si è tenuta sabato 14 aprile nella sala Max Littmann di Bad Kissingen, situata a circa un chilometro e mezzo dalla posizione della caserma nella quale Reinisch si rifiutò di prestare giuramento. Più di 700 spettatori hanno assistito alla rappresentazione. Al termine, erano talmente impressionati che, alzatisi in piedi, hanno cantato tra gli applausi la canzone finale e il bis, continuando poi con fragorosi applausi.

Con poche risorse – qualche scenografia, casse di vino che servivano come sedie o come giaciglio nella cella e uno schermo al centro – sono state create numerose decorazioni per le due storie parallele. La cornice dell’evento era anche la storia reale del trasporto segreto delle ceneri di Reinisch dalla zona occupata dai sovietici fino a Schoenstatt. Il luogo che ha cullato in modo decisivo la spiritualità di Reinisch. P. Schwan, compagno di P. Reinisch, si incontra a Magdeburgo con una giovane coppia, con la quale intavola una conversazione. Vogliono sapere chi è esattamente questo Reinisch, per il quale Schwan corre il rischio di contrabbandare, all’Ovest, l’urna, senza avere i relativi documenti. Il Padre racconta loro la storia di Reinisch mentre affronta le diverse disavventure, come il rapimento da parte dei militari russi, o la fuga, di nascosto, dal vagone del carbone in cerca della libertà.

Politico e attuale

Convincono la voce e la recitazione di Mathias Gall. In generale, i circa 40 attori presentano dentro e fuori la scena un livello da professionisti. Si dimentica facilmente che sono “solo” degli ambiziosi amatori che recitano, cantano e ballano. Le parti strumentali, fantasiosamente arrangiate da Hans-Werner Scharnowski, sono state gradite da riconosciuti esperti della musica rock cristiana tedesca.

La grande forza del musical su Reinisch si evidenza nella condensazione scenica e musicale delle 23 canzoni: il direttore Röhrig ha posto, quasi come prologo, la canzone “sulla montagna russa” nella quale la voce fuori campo di Amin Jan Sayed parla di demagoghi e “abnegazione senza coraggio”, ma anche di “pazzia collettiva”, facendo un chiaro riferimento al tempo attuale delle false notizie e dei presunti salvatori dell’Occidente.

Cosa avrei fatto io al posto di Reinisch?

Particolarmente interessante è l’implacabile rappresentazione molto naturale delle sfaccettature umane di Franz Reinisch: essendo un giovane scapolo ballava per ore con la sua fidanzata Ludovika Linhard, spettacolarmente impersonata vocalmente e sulla scena da Carolin Ankenbauer. Quando Reinisch sente che il suo amore per Dio è maggiore del suo amore per Ludowika, scommette tutto su questo, sceglie di essere sacerdote ed entra tra i pallottini. Presto scopre che l’ideologia nazionalsocialista è atea e distruttiva. I ballerini barcollano come spettri, come zombie per il palcoscenico; nella canzone seguente, le persone che stanno ballando si trasformano in un gruppo di “cloni” mascherati, che finiscono per ascoltare gli ordini del Führer. E continuamente rimbalza tra le righe la domanda: cosa avrebbe fatto lo spettatore al posto di Reinisch?

Molto toccanti sul piano emozionale sono le scene nelle quali il chierico spiega le sue ragioni, prima di rifiutarsi di giurare lealtà a Hitler davanti al tribunale della guerra, o la lotta con se stesso e con la sua presa di coscienza nella cella della prigione.

In questo musical, Franz Reinisch è soprattutto attraente ed autentico, non è descritto come un supereroe, ma come un uomo che pone domande, come un credente che, nonostante le sue debolezze, si avvia verso il patibolo. Il rapporto con Dio è la fonte della forza di Reinisch. Nonostante tutto, sperimenta in profondità paura e disperazione. “Libertà, amore, camminare eretti ha un prezzo” puntualizza P. Schwan alla fine del viaggio. La sua canzone finale “Che facciamo con le sue ceneri?” è più un compito che una domanda.

 

frany reinisch

Il suo messaggio è attuale.

La Presidente del Parlamento e patrocinatrice, Barbara Stamm, aveva dato al pubblico un suggerimento molto simile prima della presentazione: “è bello sentirsi commossi dal messaggio Franz Reinisch in un momento nel quale è necessario impegnarsi con la democrazia, proteggere la dignità umana e difendere i valori”
Prossime rappresentazioni:

  • Sabato 16 giugno, ore 19:00, parrocchia Sankt Martin, a Bamberg;
  • Sabato 20 ottobre, ore 19, nella chiesa dei Pellegrini, a Vallendar-Schoenstatt;
  • Sabato 3 novembre, ore 19:00, presso Kurtheater a Hall vicino Innsbruck/Austria
  • Domenica 18 novembre, ore 17:00, preso la sala Hermann-Kimling, di Östringen – Bruchsal.

Dal musical sono stati estratti un cd, il testo dell’opera e la partitura musicale, che si possono scaricare su www.rigma-shop.de (sito in lingua tedesca)

 

Franz Reinisch

Pfr. Armin Haas

Sulla persona: Franz Reinisch

Franz Reinisch nasce il 1° febbraio 1903 a Feldkirch-Altenstadt (Austria). Cresce a Innsbruck. Nel 1922 inizia lì i suoi studi di diritto. Nel 1923 si trasferisce a Kiel, per studiare medicina legale. A luglio torna a casa con la decisone di diventare sacerdote. A Innsbruck inizia a studiare Teologia e Filosofia. Nel 1925 entra nel seminario di Brixen. Il 29 giugno 1928 riceve l’ordinazione sacerdotale a Innsbruck e nel novembre dello stesso anno entra nei pallottini, a Untermerzbach, in Haßbergen. Nel 1930 prende i voti e diventa professore di filosofia. Nel 1933 si trasferisce a Friedberg, vicino Asburgo, dove assume l’incarico di lavorare con i giovani, nella Casa Madre dei pallottini della provincia del sud della Germania. Attraverso la rivista dei sacerdoti “Sale della terra” entra in contatto con Schoenstatt. Nel 1934 è nominato direttore spirituale a Salisburgo. Nel 1935 i pallottini si trasferiscono a Costanza. Reinisch si ammala ai reni, ed è trasferito, nel 1936, a Hohenrechberg. Nel 1937 è trasferito a Salisburgo, nel 1938 la sua comunità lo invia a Schoenstatt. Su incarico del Movimento predica esercizi, ritiri e giornate in tutta la Germania. Nel 1940, la Gestapo gli vieta di parlare. Il 14 aprile risponde intenzionalmente con un giorno di ritardo all’ordine di presentarsi al cospetto dell’esercito tedesco. Il 7 luglio 1942 è condannato a morte dal consiglio della guerra del Reich e il 21 agosto 1942 viene decapitato a Brandemburgo. Il processo di canonizzazione di Reinisch è iniziato nel 2013.

Originale: tedesco, 16.4.2018. Traduzione: Federico Bauml, Roma, Italia

 

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