Postato su 14. febbraio 2018 In Alleanza solidale con Papa Francesco, Schoenstattiani

La gioventù di Schoenstatt si affaccia dalla finestra più bella del Mondo.

ITALIA, Federico Bauml •

Ogni domenica, milioni di persone si collegano per ascoltare l’Angelus del Papa, in televisione, su internet e – i più fortunati – direttamente a piazza San Pietro.

Tra questi milioni di persone, ce n’è uno che l’Angelus di domenica scorsa non lo dimenticherà mai, perché lo ha vissuto a fianco del Papa, dalla finestra che si affaccia su Piazza San Pietro.

Ricardo Villalba, per tutti “Riki”, è uno dei “nostri”, ed è uno dei due ragazzi che hanno avuto l’onore di essere accanto al Papa nel momento dell’iscrizione alla GMG di Panama 2019.

Nelle ore successive, tra una telefonata e l’altra, i preparativi per il viaggio, e con gli occhi ancora lucidi per l’emozione, ha trovato il tempo per raccontarci di questo giorno indimenticabile.

Ma conosciamolo meglio.

“Mi chiamo Ricardo Villalba, ho 22 anni, e da 5 faccio parte della Gioventù Maschile di Schoenstatt ad Asuncion. Nel 2015 è iniziato il nostro progetto apostolico chiamato “Mision Roma”, progetto che nasce dal cuore di un gruppo di giovani e di sacerdoti paraguaiani, con il fine di essere il braccio laico nella fondazione del nostro movimento a Roma, in Italia.

Ho fatto patto del terzo gruppo di missionari “Misión Roma 3”, ho vissuto per un anno a Roma. Le fondamenta più profonde della nostra missione si trovano nella testimonanza di fede, siamo giovani che per un profondo amore alla Mater (la Vergine Maria) offriamo un anno della nostra vita alla conquista di cuori.

È stato l’anno migliore della mia vita, mi sono donato agli altri, ho ricevuto l’affetto e l’amore di una famiglia italiana che mi ha sorpreso per il suo calore, la sua vicinanza e la sua fiducia. Un anno di crescita in tutti i pilastri della nostra missione, personale, culturale, comunitario e spirituale.

Fin dal momento in cui il Papa fu eletto, ho sentito un contatto e un’ammirazione, sicuramente perché, essendo un ex alunno del Colegio Cristo Rey, un’istituzione geuita, condividevamo una vicinanza con Sant’Ignazio di Loyola.

 

Quando ho avuto la conferma che sarei stato parte di Mision Roma, mi sono posto come obiettivo di avere la possibilità di salutare il Santo Padre, di fargli sapere che noi giovani paraguaiani preghiamo per lui e accompagnamo il suo lavoro. In tutto quest’anno ho assistito a messe udienze e tutti gli eventi possibili sfruttando il momento, sempre accompagnando con una preghiere semplice e fedele per il Papa.”

 

Un incontro indimenticabile.

A tre giorni dalla conclusione di questo incredibile anno della mia vita ho ricevuto un invito unico, la possibilità di stare al Suo fianco in un evento tanto importante come quello dell’apertura delle iscrizioni per la giornata Mondiale della Gioventù.

È difficile spiegare l’emozione, i sentimenti che iniziavano a muoversi nel mio cuore; la Mater non si fa battere in quanto a generosità, non le è bastato regalarmi un anno pieno di frutti, desiderava regalarmi anche questo. Ma per capriccio, lo ha lasciato alla fine… che grande!

Domenica mattina sono arrivato poco dopo le 11 a Porta Sant’Anna dove sono stato ricevuto da un sacerdote che mi ha accompagnato al Palazzo Apostolico. In una sala mi hanno dato il tablet da utilizzare per l’iscrizione e mi hanno spiegato il percorso dandomi alcune istruzioni ulteriori, dicendomi che il Papa sarebbe arrivato a breve e che dopo l’Angelus avrei avuto la possibilità di salutarlo. Mancavano 20 minuti all’Angelus e all’improvviso si è aperta una porta del salone e Lui era lì, sorridente, e ci chiamava con la mano. Afferro la mia Madonna Pellegrina e il borsello con i regali e il tablet. Mi avvicino e lo saluto in italiano, al che lui mi risponde “ di dove sei?”, del Paraguay Santo Padre, e sempre sorridente ha salutato la ragazza italiana, e ci ha invitati ad accompagnarlo.

Siamo entrati nella sala dove ci sarebbe stato l’Angelus, ci ha presentati ai suoi colleghi e ci siamo accomodati in un angolo; era lì, così reale, con una presenza che sprigionava Dio, con un sorriso semplice, una serenità commovente; è stato uno di quei momenti in cui il cuore non sa come reagire; si è avvicinato di nuovo e ci ha offerto della cioccolata. Ho accettato, con la mano che tremava tutta. Poco dopo, ci ha chiesto di accompagnarlo in silenzio nella preghiera.

L’Angelus.

“Ed è arrivato mezzogiorno, con un Sole raggiante che batteva sulla finestra e il grido dei pellegrini; il Papa si è affacciato e con il suo tradizionale saluto ha dato inizio all’Angelus. Ci siamo posizionati in siilenzio alle sue spalle e lo abbiamo accompagnato in silenzio. Arriva il momento dell’iscrizione, con il cuore che batteva all’impazzata mi avvicino al suo fianco e guardo sorpreso Piazza San Pietro, e gli presento la procedura d’iscrizione. Quelli successivi sono stati i secondi più lunghi e emozionanti della mia vita; ero lì, rappresentando il mio paese, la gioventù, Mision Roma.

 

Un messaggero di pace, una luce di speranza

Alla fine, ho avuto l’opportunità di dargli dei regali: una chipa (piatto tipico paraguaiano, ndr), un ramoscello di palo santo (un albero che cresce in Sud America, ndr), un rosario e due lettere. Ho avuto una conversazione distesa conLui, gli ho spiegato un po’ del mio anno, del nostro progetto; ho potuto dirgli che Lui per noi giovani è un messaggero di pace, una luce di speranza, che come missionari crediamo nel suo progetto, crediamo in una Chiesa di Dio che va all’incontro con i suoi pellegrini.

Gli ho chiesto una benedizione per la mia famiglia, per i missionari che sono stati a Roma e per quelli che iniziano il loro anno di missione, per i sacerdoti che ci accompagnano e le loro famiglie, per il Paraguay e per i giovani d’Italia. Ha benedetto la Madonna Pellegrina, la mia medaglietta dell’Alleanza e mi ha abbracciato.

Ci siamo scattati un selfie e si è congedato da noi, augurandomi un buon ritorno a casa e chiedendomi di salutargli il Paraguay.”

Senza parole.

“È difficile rendere in parole ciò che ha significato per me quest’incontro. Siccome tornerò in Paraguay giovedì, sto attraversando un momento particolare, salutando tutte le persone qui, ringraziando e vivendo ogni giorno al massimo; ed è difficile fermare le cose per poterci riflettere su in modo da “digerire” i sentimenti e le emozioni.

Ringrazio Maria che coraggiosamente continua a conquistare cuori giovanili, e che ha scelto i paraguaiani per un incarico tanto difficile”.

“Chi ha una missione deve compierla, anche se conduce all’abisso più profondo e oscuro, anche un salto mortale dopo l’altro” Padre José Kentenich

Grazie, Riki, per quel sorriso che hai mostrato al mondo, quando il Papa ti ha detto “saluda, saluda”. E perché, nel momento più emozionante della tua vita, ti sei ricordato di noi.

Traduzione: Federico Bauml

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