Postato su 23. Ottobre 2015 In Vivere l’Alleanza

Una sala “João Pozzobon” nella Domus Pater Kentenich a Belmonte

ROMA, BELMONTE, di Maria Fischer •

Era la sera del 7 settembre. A Belmonte, durante la riunione della Direzione Generale dell’Istituto dei Sacerdoti Diocesani di Schoenstatt, fu presa la decisione di non aspettare fino a quando arrivasse la proposta di un nome per la terza ed ultima sala di riunioni – ancora “libera” – della Domus Pater Kentenich. Infatti, le altre due hanno già il nome di Padre Franz Reinisch e di Gertraud von Buillon, per iniziativa di amici di Padre Reinisch e della Federazione-Donne di Schoenstatt. La terza sala porterà il nome di Joao Pozzobon – e speriamo che la Campagna della Madonna Pellegrina di tutto il mondo si senta responsabile per questa sala!”

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Membri della Direzione Generale davanti alla porta della “Sala Joao-Pozzobon“ n. 261

Al punto di confluenza di tre eroi

Belmonte è un luogo di iniziative libere. Una cerchia di amici di Padre Franz Reinisch, intorno a Don Martin Emge, si impegna già da anni per ottenere che una sala di riunioni di Belmonte porti il nome di questo Martire della Coscienza. Hanno raccolto fondi con molto impegno e creatività, riuscendo a coprire quasi l’intero costo della sala. Ed hanno avuto una grandissima gioia nel momento in cui Papa Francesco benediceva il quadro di P. Franz Reinisch, durante l’Udienza giubilare del 25 ottobre 2014.

Alcuni mesi fa, la signora Bettina Betzner, della Federazione-Donne, aveva chiesto se ci fosse ancora qualche sala senza “patrocinio” e sentendo che: “Ce ne sono ancora due” ha risposto: “Allora una delle Sale porterà il nome della prima donna del nascente Schoenstatt “Gertraud von Buillon” e noi della Federazione-Donne ci impegniamo per la parte materiale e spirituale!” E come è stata grande la sorpresa, quando è arrivata la prima offerta da parte di qualcuno che non appartiene a questa Federazione. Accompagnata dal felice commento: “Belmonte trae dai ‘santi’ di una comunità persino dei ‘santi di noi tutti’.

Nell’Anno Santo della Misericordia, un gruppo della Federazione Donne ha intenzione di fare un pellegrinaggio a Roma e di portare un quadro/un’immagine di Gertraud da collocare in questa sala. La signora Betzner ha detto subito: “Dovrà essere la fotografia di Gertraud con il bel cappello” e ancora: “L’immagine di una donna moderna.” E che grande gioia vedere che dalla finestra della sala lo sguardo va dritto sull’Edicola della MTA, donata proprio da questa comunità!

Rimaneva ancora “libera” una sala. Chi l’avrebbe presa? È stato Don Daniel Lozano, Rettore del Santuario, a proporre di andare avanti e di offrire la sala a Don Pozzobon.

Ora ci sono tre sale di riunioni che portano il nome di tre persone, che – ciascuno a modo proprio – riflette tutto Schoenstatt, riflette l’Alleanza d’Amore vissuta secondo la propria specifica vocazione.

Cordialmente Benvenuti al “Punto di confluenza di tre eroi”!

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Una decisione in un momento speciale

La decisione era stata presa dalla Direzione Generale la sera del 7 settembre. Ma proprio undici anni prima, esattamente alla stessa ora in cui si prendeva questa decisione, centinaia di missionari tenevano in alto le loro Madonne Pellegrine, in processione nei Giardini Vaticani, alla Vigilia della Benedizione del Santuario di Belmonte. E sempre durante questa processione, l’Immagine della MTA destinata a questo Santuario era caduta a terra andando in mille frantumi. Un segno tacito e forte. Eccoci. Noi ci siamo. E continuiamo a portare la Madonna …

Don Pozzobon aveva portato a Roma l’Originale della Madonna Pellegrina per presentare ed offrire alla Chiesa tutta la fecondità di questa Campagna. Era il 1979.

Nel 2014, l’Originale era tornato a Roma “accidentado”, rimandando spontaneamente al “preferisco mille volte una Chiesa accidentata” – di Papa Francesco – “che si ammala a causa dell’aria viziata che respira stando nelle sua stanza chiusa”. Quest’Originale era presente all’Udienza di Papa Francesco in occasione del Giubileo del Centenario. E ha fatto visita anche a Belmonte.

Schoenstattiano in uscita

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Ora ci sarà a Belmonte una sala con il nome di Don Pozzobon, modello di “schoenstattiano in uscita”.

Quale quadro/fotografia parlerà in questa sala della sua vita e missione? Come si presenterà la missione del “burrito de la Mater” (asinello della MTA), in questo nuovo secolo di Schoenstatt?

Una missionaria del Portogallo aveva mandato alcune fotografie da Santa Maria del Brasile, la culla della Campagna, “per il caso che vogliate farne qualcosa per la sala di Pozzobon”. Ma la Sala-Pozzobon è un’offerta all’impegno, all’iniziativa libera.

“Ora la sala si deve riempire di vita, di capitale di grazie”, ha commentato Cristina White, missionaria della prim’ora dell’Argentina. “E si deve entrare a visitarla!”

E continuando dice: “Nella biografia ‘Eroe oggi’, ci sono parole molto belle che contengono gli elementi centrali del suo spirito schoenstattiano, ecclesiale e universale”. E aggiunge ancora la citazione:

“Amata Madre e Regina… Rinnovando la consacrazione di 31 anni fa, riconosco che tu accettasti il mio niente che somiglia a quello di un bambino piccolo, e che sono cresciuto per merito della formazione del tuo Santuario e pur scoprendo le ricchezze meravigliose: non vedevo, ma credevo. Che questa grandiosa Campagna del Rosario … possa significare una grande fioritura spirituale all’interno della grande Opera di Schoenstatt ed estendersi in tutto il mondo, per il maggior bene della Santa Chiesa”.

Originale: Spagnolo. Traduzione: Maria D. Congiu, Roma, Italia

 

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