Postato su 23. Ottobre 2015 In Santuario Originale

Maria, Donna del Risveglio: l’Arcivescovo emerito, Dr. Robert Zollitsch, in pellegrinaggio a Schoenstatt con la Corale del Duomo di Friburgo

SANTUARIO ORIGINALE / GERMANIA, di Maria Fischer *

“Schoenstatt, una frazione di Vallendar sul Reno – che l’anno scorso ha festeggiato il suo giubileo di centenario – è centro di un Movimento spirituale internazionale. Il suo punto focale è una Cappella di valle, dove Maria viene venerata come “Madre tre volte Ammirabile”. L’Immagine di grazie, arrivata a Schoenstatt 100 anni fa da Friburgo, è diffusa in tutto il mondo, come hanno potuto sperimentare anche i coristi del Duomo della stessa Friburgo, durante il loro viaggio dello scorso anno in Sudamerica” – Questo è il testo dell’annuncio del pellegrinaggio, con cui la Corale del Duomo ha invitato i propri componenti, gli amici e i conoscenti. Durante il viaggio succitato, la Corale ha preparato, tra l’altro, la Celebrazione del Centenario del Movimento di Schoenstatt di Buenos Aires nel Teatro Colón, il teatro più celebre della città – un’esperienza che commuove ed entusiasma fino ad oggi. Accompagnata spiritualmente dall’Arcivescovo emerito Dr. Robert Zollitsch, la Corale ha fatto ora un pellegrinaggio di fine settimana a Schoenstatt e a Kevelaer.

Nel comunicato stampa di “Musica Duomo di Friburgo – Scuola di Canto del Duomo”, del 1° Ottobre 2015, si legge: “L’ospitalità della Casa Marienau e il saluto del Rettore Don Egon M. Zillekens sono l’espressione di benvenuto nel Centro di Schoenstatt”. E il decorso della serata viene determinato da un “Richiamo umoristico sul fatto che tutte le cose importanti cominciano qui per K (C)…”. La Cucina ci offre una cena ricca d’allegria, nella Cappella partecipiamo ad una funzione serale, non senza un piccolo intermezzo musicale e nella Clause (Cella-Eremo) finisce, per fortuna non troppo in fretta … la serata. Il Rettore Don Zillekens viene più tardi da noi nell’eremo per vedere se è tutto a posto e dopo un po’ di esitazione, lasciandosi convincere a restare con noi, racconta in modo commovente e vivace della sua vita come pastore d’anime.

Donna del Risveglio, Missionaria, Donna attiva

Nella predica, tenuta nella Chiesa dei Pellegrini, l’Arcivescovo emerito Dr. Zollitsch presenta la Madonna ai coristi come Donna del Risveglio, Donna dell’uscita secondo la Evangelii Gaudium: “Come Madre, lei non è l’osservatrice distante e l’icona di beatitudine rapita al mondo. Come Madre è rivolta e dedita ad ognuno dei suoi figli con amore tenero ed ardente. Come a Cana, lei “È l’amica – come scrive Papa Francesco – sempre attenta perché non venga a mancare il vino nella nostra vita. È colei che ha il cuore trafitto dalla spada, che comprende tutte le pene”. (EG 286). Lei ci tende la mano e ci invita a porgerle la nostra, affinché alla sua mano e sotto la sua protezione intraprendiamo il pellegrinaggio della nostra fede ed anche a giungere alla meta che Dio ci ha promesso, dove lei ci attende per racchiudere nelle sue braccia noi suoi figli”. Questa – ha detto Dr. Zollitsch – sarebbe l’esperienza dei pellegrini che vengono a Schoenstatt da 100 anni in qua. “E ciò fa parte – continua Dr. Zollitsch – della peculiarità del luogo di pellegrinaggio di Schoenstatt, ossia: Maria sta davanti a noi non solo come grande modello e madre consolatrice e comprensiva; lei è – come Papa Francesco non si stanca di mettere in risalto – la missionaria, la donna attiva, che anche oggi si mette in cammino ed agisce – per la Chiesa e per ciascuno.”

 

Testo completo della Predica, nella Versione autorizzata dall’Arcivescovo emerito Dr. Robert Zollitsch

Maria, Donna del Risveglio

Come abbiamo appena sentito dal Vangelo, la prima cosa che fa Maria – dopo aver saputo che diverrà Madre del Figlio di Dio – è di mettersi in cammino. Si alza e va verso la regione montuosa, dalla cugina Elisabetta, per portare il Redentore agli uomini, ancor prima di averlo dato alla luce.

I

1 Lei ha sperimentato che Dio irrompe nella sua vita, nella sua vita borghesemente tranquilla di Nazareth. Attraverso l’annuncio dell’Angelo, attraverso la sua missione di servire Dio in modo unico, come Ancella del Signore, la sua vita cambia totalmente e di colpo. Lei non esita. Dà chiaramente la risposta: Sì, “«Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola»”. Dio agisce; Maria pronuncia il Sì. Non sta lì ad attendere che cosa succederà. Non resta nel suo idillico Nazareth. No, prende l’iniziativa. Ha appena saputo che sua cugina Elisabetta sta per diventare madre, ancorché in età avanzata, e che è già nel sesto mese. Si alza e va persino in fretta da Elisabetta, passando per la regione montuosa. Porta dentro di sé il grande segreto di Dio, un annuncio che raggiungerà tutti gli uomini.

Lei porta il Nuovo e l’Immenso – che ha preso inizio nel suo grembo – agli uomini che l’attendono. E ha la grazia di vivere il momento in cui Elisabetta e Giovanni riconoscono il Nuovo: Giovanni sussulta di gioia nel seno di sua madre ed Elisabetta proclama Maria “beata”.

2 Quando Dio irrompe nel nostro mondo, nella nostra vita, si hanno delle conseguenze. Così, la vita di Maria ha cambiato tutta d’un tratto. Lei si adegua alla nuova situazione, si adegua totalmente al Nuovo, senza sapere che cosa significherà tutto questo per lei e per la sua vita. In futuro determinerà la sua vita Uno solo e una Cosa sola: il Figlio di Dio e il suo Cammino con lui. Egli è meta e contenuto del suo cammino, egli determina tutte le fasi e tutti i passi.

3 Sì, il cammino di Maria si fa cammino con il Figlio e per lui: È quel tratto di strada della Donna di Nazareth “in attesa”, che va a Betlemme per la registrazione nelle liste fiscali e per la nascita del Figlio nell’umile stalla. È quel lungo cammino della Fuga da Erode verso l’Egitto. Condivide con il Figlio il rigetto, la fuga, la perdita della patria, il paese straniero. Vive l’entusiasmo degli uomini per il Figlio, di fronte alla sua imponente comparsa in pubblico e ai suoi prodigi. Vive però anche il rifiuto e l’odio che riceve. Con la sua parentela, Maria teme per la sua vita ed esce in cerca di lui per riportarlo a casa. Va insieme al Figlio anche dove non lo capisce e dove tutto diventa buio. Gli sta accanto presso la Croce. Il suo cammino è un risveglio con e per il Figlio e per noi: il risveglio è una dimensione del tutto nuova, verso la quale Dio conduce.

II

Quale motivo, quale garanzia ha Maria per fare questa strada? È la parola dell’Angelo, l’esperienza del Natale, la vita con il Figlio – anche se nella semplicità e nel nascondimento di Nazareth. Sono però anche i cupi interrogativi del rigetto e della fuga, la ricerca angosciosa del figlio dodicenne smarrito e la sua risposta inaspettata ai genitori. È l’immensa oscurità martoriante del Golgota. Maria è sfidata nella sua fede, nella fede alla promessa di Dio. Lei è la Prima che sente l’annuncio del Redentore Gesù Cristo, la Prima di cui è richiesta la fede; la Prima che s’incammina con lui e segue lui: la prima Credente della Nuova Alleanza, la prima Discepola di suo Figlio, Pioniere del Nuovo, Pioniere del “Nuovo Cammino”, del Cammino della Redenzione, Pioniere della nostra Salvezza, Donna del perenne Risveglio.

2 Ed è a tutto questo che Dio ha chiamato ed eletto questa giovane donna, la piccola ancella di Nazareth, preparandola a tal fine. In vista di questo compito quasi incomprensibile, Dio l’ha preservata – così ci dice la nostra fede cattolica – da ogni peccato e tenuta fuori dal coinvolgimento con il peccato dell’umanità. E l’ha anche assunta in cielo come prima Redenta e prima Credente della Nuova Alleanza, e come colei che è “piena di grazia”, assunta in cielo in anima e corpo nella sua beatitudine. Ecco come Dio agisce grandiosamente nei confronti della Madre del Figlio suo. Ecco come Dio pensa grandiosamente dell’uomo.

3 Sì, così agisce Dio nei confronti della sua piccola serva, per amore del Figlio, ma anche per amore nostro. Poiché Gesù ha dato sua Madre a tutti noi come Madre. “Sulla Croce”- scrive Papa Francesco nella sua Esortazione Apostolica “Evangelii Gaudium”in quel momento cruciale, prima di dichiarare compiuta l’opera che il Padre gli aveva affidato, Gesù disse a Maria: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse all’amico amato: «Ecco tua madre!» (Gv 19,26-27) … Gesù ci lasciava sua madre come madre nostra. Solo dopo aver fatto questo Gesù ha potuto sentire che «tutto era compiuto» (Gv 19, 28). Ai piedi della croce, nell’ora suprema della nuova creazione Cristo ci conduce a Maria. Ci conduce a Lei, perché non vuole che camminiamo senza una Madre … Ella (Maria), che lo generò (Gesù) con tanta fede, accompagna pure «il resto della sua discendenza, […] quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù» (Ap 12,17).” (EG 285)

III

1 Come Madre, Lei non è l’osservatrice distante e l’icona di beatitudine rapita al mondo. Come Madre è rivolta e dedita ad ognuno dei suoi figli con amore tenero e ardente. Come a Cana, lei “È l’amica – come scrive Papa Francesco – sempre attenta perché non venga a mancare il vino nella nostra vita. È colei che ha il cuore trafitto dalla spada, che comprende tutte le pene”. (EG 286). Lei ci tende la mano e ci invita a porgerle la nostra, affinché alla sua mano e sotto la sua protezione intraprendiamo il pellegrinaggio della nostra fede ed anche a giungere alla meta che Dio ci ha promesso, dove lei ci attende per racchiudere nelle sue braccia noi suoi figli.

2 Ecco, quale madre ci ha donato Dio. Lei è presente, ci comprende ed è sempre pronta ad aiutarci. Questa è indubbiamente l’esperienza di numerosi pellegrini e viandanti, che vengono da 100 anni qui dalla Madonna. E come i discepoli si sono riuniti dopo l’Ascensione di Gesù intorno a Maria nel Cenacolo, così anche noi siamo oggi qui da lei e riponiamo la nostra fiducia in lei, Madre della Chiesa. Ci sappiamo incoraggiati e sostenuti dalle molteplici esperienze dei pellegrini prima di noi e ci rivolgiamo a lei con le invocazioni delle Litanie Lauretane: “Consolatrice degli Afflitti “ e “Aiuto dei Cristiani”. Lei ci tende le braccia come “Vergine d’immenso Soccorso” e sta davanti a noi come “Torre Fortificata” (Sal 61), in cui troviamo protezione e rifugio; e come “Porta del Cielo” che ci invita sempre a Dio e a lui ci conduce.

3 Nella sua Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium, Papa Francesco fa un passo decisivo in avanti. Per lui si tratta di una Chiesa che si mette in cammino secondo l’immagine di Maria e sotto la sua guida. A lui sta a cuore una nuova dinamica, un “dinamismo di “uscita” (EG 20), vale a dire una “nuova tappa evangelizzatrice marcata da questa gioia e indicare vie per il cammino della Chiesa nei prossimi anni.” (EG 1) Per lui si tratta di una nuova “uscita” missionaria (EG 20), di una Chiesa missionaria fino in fondo. E la “Madre della Chiesa missionaria ”, come dice il Papa, è “Maria”, poiché “senza di lei non possiamo comprendere pienamente lo spirito della nuova evangelizzazione”. (EG 284) “Con lo Spirito Santo, in mezzo al popolo sta sempre Maria. Lei radunava i discepoli per invocarlo (At 1,14), e così ha reso possibile l’esplosione missionaria che avvenne a Pentecoste.” (EG 284)

Secondo Papa Francesco, Vi è uno stile mariano nell’attività evangelizzatrice della Chiesa. Perché ogni volta che guardiamo a Maria torniamo a credere nella forza rivoluzionaria della tenerezza e dell’affetto. In lei vediamo che l’umiltà e la tenerezza non sono virtù dei deboli ma dei forti.” (EG 288)

Cammino mariano di evangelizzazione significa stare presso gli uomini, sapere che cosa li anima. (Significa) accoglierli nelle situazioni e preoccupazioni della vita e percorrere con loro e “nei loro panni” il cammino di fede e di lotta. Cammino mariano di Evangelizzazione significa essere una Chiesa accogliente. Dove Maria è presente ed opera, là nasce comunità, là cresce la Chiesa: una Chiesa materna che protegge e dà patria interiore. Una Chiesa fraterna , sostenuta dall’amore e dalla solidarietà. Una Chiesa mariana che si orienta giorno per giorno a Dio, per portare gli uomini a Cristo e far sperimentare il suo amore accogliente e la sua misericordia perdonante.

E ciò fa parte della peculiarità del luogo di pellegrinaggio di Schoenstatt, ossia: Maria sta davanti a noi non solo come grande modello e madre consolatrice e comprensiva; Lei è – come Papa Francesco non si stanca di mettere in risalto – la missionaria, la donna attiva, che anche oggi si mette in cammino ed agisce – per la Chiesa e per ciascuno. Così, lei ci tende la mano per formarci a discepoli di Cristo e accompagnarci attivamente sul nostro pellegrinaggio. Lei vuole aiutarci a riempire di vita l’Alleanza che Dio ha stretto nel Battesimo con ciascuno e ciascuna di noi. E per aiutarci in tal senso ci invita ad affidarci a lei, ad afferrare la sua mano tesa e ad entrare con lei in Alleanza, a stringere con lei un’Alleanza d’Amore, perché lei, come madre affettuosa, conosce una cosa sola: Unire più profondamente a Dio noi suoi figli e condurci a lui.

Nel contesto, a lei non sta a cuore solo il nostro proprio cammino verso Dio e con Dio. Da Donna missionaria lei ci guida a dare testimonianza del Vangelo, a rendere altri partecipi della nostra fede, trasmettendo così il messaggio della vita. I membri e gli amici della nostra Corale del Duomo di Friburgo ne hanno sperimentato qualcosa nel loro Tour-di-concerti in Sudamerica – Argentina, Uruguay e Cile. Ed è singolare e fa riflettere, che un’Immagine della Madonna – che un certo professor Huggle aveva acquistato cento anni fa per 23 marchi in un antiquariato di oggetti devozionali nella via Herrenstrasse di Friburgo, portandola poi qui a Schoenstatt – sia diventata un’Immagine di grazie e venga oggi annoverata – secondo Google – tra le prime sette immagini di Maria più celebri al mondo. Anzi, che Maria si sia messa in cammino proprio sotto le sembianze di quest’immagine per percorrere il nostro mondo.

Ad un diacono del Brasile, Don Pozzobon, è venuta l’idea di portare Maria agli uomini con quest’Immagine. Per 35 anni l’ha portata sulle sue spalle, andando da un paese all’altro. E ciò facendo, ha attivato una catena a reazione inaspettata e sorprendente. Maria, come Madonna Pellegrina, è oggi in viaggio verso gli uomini, con 200.000 immagini pellegrine, in quasi cento Paesi di tutti i continenti.

Lei porge la mano anche a noi, invitandoci a camminare insieme. Ci incoraggia a metterci come lei in cammino e a porre la nostra vita fiduciosamente nelle sue mani – con la preghiera di Papa Francesco nel cuore: “Vergine e Madre Maria, […] dacci la santa audacia di cercare nuove strade…” (EG 288) Fidiamoci: Lei ci precede. Amen

 

Originale: Tedesco. Traduzione: Maria Congiu, Roma, Italia

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