Postato su 25. Luglio 2019 In Santuario Originale

I laici in prima linea nella vita della Chiesa

SANTUARIO ORIGINALE, Maria Fischer •

“I laici sono in prima linea nella vita della Chiesa. Abbiamo bisogno della loro testimonianza della verità del Vangelo e del loro esempio nell’esprimere la loro fede attraverso la pratica della solidarietà. Ringraziamo per i laici che rischiano, che non hanno paura e che offrono motivi di speranza ai più poveri, agli esclusi, agli emarginati”. Un’audace dichiarazione in una celebrazione familiare e internazionale dell’Istituto dei Fratelli di Maria, in cui Roberto Gonzalez ha suggellato il suo contratto-consacrazione, alla presenza di amici di diversi paesi, lingue e comunità di Schoenstatt. Una dichiarazione coraggiosa, come se fosse stata pensata per questa celebrazione e che, invece, è stata pronunciata da Papa Francesco. —

 

Pedro Dillinger, il maestro di cerimonie della celebrazione che si è tenuta questo sabato 20 luglio a Schoenstatt, ha promesso che sarebbe stato breve quando ha presentato la vocazione dei Fratelli di Maria, il più piccolo e meno conosciuto Istituto Secolare di Schoenstatt la cui missione laicale è unire cielo e terra nel e attraverso il mondo del lavoro.

È stata una grande idea dare la parola al Santo Padre (attraverso il “Video del Papa” del maggio 2018), per risvegliare nei presenti la curiosità per questa vocazione, alla quale si è consacrato Roberto González, di Asunción, Paraguay, dopo aver terminato il noviziato (e una laurea post-laurea in giurisprudenza all’Università di Magonza).

Mario Hiriart ha mostrato la via alla santità nella vita professionale.

I giovani della Scuola dei Capi della Gioventù Maschile, provenienti da Costa Rica, Stati Uniti, Argentina, Cile e Paraguay, invitati a questa celebrazione, tra cui futuri avvocati, ingegneri, fotografi, giornalisti, medici, hanno ascoltato con attenzione quando Roberto González ha citato Mario Hiriart, il cileno Fratello di Maria, il grande eroe della santità nella professione e nella vita lavorativa:

Abbiamo bisogno di ingegneri che cambino il concetto vitale dell’ingegneria semplicemente vivendola in un altro modo e fino in fondo, e di architetti, avvocati, agronomi, ecc. che facciano lo stesso nella loro professione; abbiamo bisogno di filosofi che capiscano questi problemi, che li afferrino e, a contatto con tutte le manifestazioni della vita del tempo, li interpretino e li incanalino nella creazione di una struttura filosofica e teocentrica del tutto nuova. Abbiamo bisogno di artisti, poeti, musicisti, pittori, che facciano arte incentrata su Dio, e allo stesso tempo catturino i valori vitali del loro tempo, raccogliendone tutte le preoccupazioni e gli impulsi.

Questo breve momento tra la Messa con il contratto di consacrazione e il pranzo familiare, è stato come un prisma vocazionale, che ha mostrato l’essenza di Schoenstatt, dove non c’è nulla di restrittivo o esclusivo, ma in cui tutti, secondo la propria opzione vocazionale e in modo coordinato, in alleanza, servono la Chiesa, la  missione e il mondo che Dio ci ha affidato, come popolo santo di Dio di tutte le nazioni e lingue. È stato un momento per respirare questa ampiezza e libertà, che richiede, e allo stesso tempo dona, libertà interiore e amore per la varietà.

 

Presentazione Fratelli di Maria 2019 pdf – spagnolo

Ognuno nella sua originalità, tutti insieme come una famiglia, senza competizione.

Questa libertà e ampiezza si sentiva già quando la comunità festosa si è riunita alle 10 nella cappella della Casa Tabor, splendidamente decorata con girasoli, opera delle Sorelle di Maria del Centro dei Pellegrini. Pedro Dillinger, maestro di cerimonie, ha presentato gli ospiti, tutti parte della grande rete di vincoli di Roberto: i suoi ospiti di Magonza e i parenti che ha recentemente incontrato in Germania, Teresa e Konstantin Blumers, le già citate Sorelle di Maria dal Messico, Argentina ed Ecuador, Sr. Cacilda del Coordinamento Internazionale, i superiori dell’Istituto delle Famiglie, Pepo e Patricia Köstner, i padri Angel Strada, Facundo Bernabei e Joselo Zabala, i giovani della Scuola dei Capi, i Fratelli di Maria, Maria Fischer con Sebas Valdez e Zachary Larsson, giovani collaboratori di Schoenstatt.org, alla cui equipe Roberto appartiene da tre anni.

Sebas Valdez ha fotografato l’evento di questo articolo, dopo aver depositato il busto di P. Kentenich per il Santuario domestico, accanto all’altare. Tutto il Paraguay era presente in quel momento, dove questo busto è andato in pellegrinaggio per quasi un anno, e dove aspettano l’inizio della produzione del busto per poter avere P. Kentenich a casa e durante le missioni.

 

Saggezza, originalità, giustizia

La Messa si è svolta in modo festoso e gioioso tra canti in spagnolo e tedesco, letture e preghiere in entrambe le lingue. Durante la predica (in spagnolo e tradotta in tedesco), P. Joselo, partendo dalle letture scelte, ha detto che questo Sì che Roberto ha pronunciato fa parte del grande SÌ di Maria e che vogliamo, e dobbiamo, accompagnare Roberto in questo cammino.

Nella sua lettera, Giacomo sviluppa aspetti della saggezza divina, aspetti della saggezza divina incarnata in Gesù, saggezza che facilita l’originalità senza competizione.

Nelle Beatitudini, Gesù mostra tutta l’ampiezza del vivere come suoi discepoli, ampiezza e diversità che nessuno può vivere completamente, ma sì, ha evidenziato, si può vivere secondo la vocazione e l’originalità, l’una o l’altra delle Beatitudini.

P. Joselo ha sottolineato che l’originalità è un regalo e una sfida per la vita comunitaria e per la vita di ogni schoenstattiano. Alla fine, ha evidenziato la questione della giustizia, grande tema di Roberto a causa della sua professione e vita lavorativa, alla quale tornerà tra poche settimane, incoraggiandolo a lavorare per la giustizia in tutti gli ambiti della sua vocazione laicale e del suo impegno di Fratello di Maria.

SÌ nel Santuario

In silenzio ci siamo recati tutti in pellegrinaggio al Santuario, dove le litanie di tutti i Santi con musica latinoamericana ci hanno accompagnati con un ritmo di gioia. L’atto stesso del contratto-consacrazione è semplice; un sì alla vita secondo le norme dell’Istituto dei Fratelli di Maria, un sì dell’Istituto ai suoi nuovi membri, la firma del contratto e il rinnovo dell’Alleanza d’Amore di Roberto, a cui tutti si sono uniti.

È stato un momento semplice e solenne, pieno di speranza ed emozione, di canti, di foto e applausi, di preghiere e gratitudine.

 

Reti e vincoli

Dopo un brindisi, l’imperdibile foto di gruppo (grazie, Sebas, per aver insistito) e le prime foto e video condivisi via Instagram e Whatsapp, tutti si sono recati in sala da pranzo –  “con mia grande sorpresa, molto diligentemente”, come ha commentato Pedro Dillinger. Lì, l’invito era quello di sedersi a tavola non solo con gli amici, ma anche di conoscere gli altri.

Poi è stato il momento di rafforzare e creare legami. Momenti di ricongiungimento dopo tanti anni, momenti di aggiornamento sulla vita e i progetti altrui. Ci sono quelli che sono quasi vicini nell’arcidiocesi di Colonia e non si conoscevano, si intrecciano reti con la Mision Roma (che speriamo si trasformi in più articoli in schoenstatt.org), si inviano “selfie” ad amici comuni, si parla di esperienze condivise da molto tempo e recentemente si traduce e si dimentica di tradurre, si sente familiarità e si sente internazionalità, originalità, libertà e tanta gioia.

Resta da ringraziare Roberto e l’Istituto dei Fratelli di Maria per aver aperto le porte di questa esperienza familiare con tutto il suo grande spazio di originalità.

Presente l’équipe di Schoenstatt.org: Zachary E. Larsson (Stati Uniti), Maria Fischer, Roberto Gonzáles, Sebas Váldez (Paraguay).

Fotos: Sebas Váldez @schoenstatt.org

Originale: spagnolo. Traduzione: Pamela Fabiano, Roma, Italia

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