Postato su 18. ottobre 2018 In Riflessioni e opinioni

Famiglie cattoliche, forti e libere

Ingeborg y Richard Sickinger, Austria •

“La domanda che ci muove è: cosa deve offrire Schoenstatt alla Chiesa?” chiedono Ingeborg e Richard Sickinger. La loro risposta: Famiglie cattoliche, forti e libere. Non come un’idea o una teoria, ma come un piano maestro da implementare. Questa coppia condivide frequentemente questo messaggio, come è successo recentemente nell’Incontro Mondiale delle Famiglie in Irlanda, nel contesto di una conferenza intitolata: “chi lava i piatti? – Papa Francesco avvicina le piccole cose che sono importanti nella vita familiare”. Con molto piacere cogliamo l’opportunità di pubblicare il testo di questa conferenza. —

 

Ingeborg & Richard Sickinger - Familien

Nel mondo che ci circonda, vedendo e studiando i segni del tempo, riconosciamo che la cultura che ci circonda non è più cristiana. Viviamo ora in un mondo secolare con valori secolari.

Per esempio, una domenica mattina stavamo camminando verso la Chiesa, chiacchierando e guardandoci intorno. Velocemente ci siamo resi conto che c’era più gente con vestiti sportivi facendo esercizi mattutini che gente che andava alla messa domenicale.

Posso ricordare con chiarezza quel momento esatto, quando eravamo lì fermi e ci fu chiaro: lo sport è una grande attività e attrae sempre più persone, però il tempo di Dio in qualche maniera sta svanendo…

Questo mondo secolare non è neutrale, ha una grande forza per influire in ognuno di noi nei nostri pensieri, valori e opinioni, con tutte le impressioni e tentazioni, di maniera tale che va a modellare la nostra forma di vita familiare dalle piccole cose, come gli sport o i vestiti, fino a grandi temi come l’aborto o l’eutanasia.

Questa situazione è naturale: vivere in una cultura ci rende parte di quella stessa cultura, così come entrare in un bar impregna i nostri vestiti dell’odore di bar. Quando arriviamo a casa e togliamo il giubbotto, ancora si percepisce l’olore del bar sui vestiti.

Che ci dice Dio attraverso questi segni del tempo? Qual è la missione che ci comanda?

Abbiamo bisogno di convertirci in famiglie cattoliche, forti e libere, che possano resistere all’influenza della cultura secolare, che possano crescere nella santità e convertirsi in fari di speranza per altre famiglie in questa nuova era secolare.

Vivere vite autentiche! – ogni famiglia può essere un’isola di vita cattolica 

P. J. Kentenich, fondatore di Schoenstatt, invitava le famiglie attuali ad essere “isole di autentica vita cristiana” e diceva: “se una famiglia cattolica non modella la sua vita giornaliera, sarà trascinata dalle tendenza della cultura secolare”.

Come possiamo compiere i piani di Dio e costruire una autentica vita cristiana?

Per esempio, all’inizio di quest’anno è salito al potere un nuovo governo in Austria e 100 giorni dopo c’è stata una conferenza all’università. Uno degli esperti disse che, in questi primi 100 giorni, erano stati pubblicati circa 60 o 70 temi erano dalla nuova coalizione al nuovo governo (una nuova legge del lavoro, una nuova strategia per la sicurezza sociale, ecc). Quasi ogni giorno appariva un nuovo tema nelle notizie e nelle reti sociali. Chiamò questa fuoriuscita di informazioni la “età della distrazione”. L’effetto: dopo tre giorni non ci si ricordava più esattamente di che trattava il tema, così che l’informazione entra da un orecchio e esce dall’altro. Tutto rimane su un piano superficiale.

Che ci dice Dio attraverso questa “era della distrazione”? qual è il messaggio?

  • In primo luogo, non sorprenderti se tu stesso diventi superficiale (forse non ti ricordi di quello che il tuo coniuge ti ha detto cinque minuti fa):
  • Però, in secondo luogo: vivi differentemente, vai oltre! Fai della tua casa un luogo dove puoi andare oltre quella superficialità!

Qual è la nostra missione come famiglia? Sviluppare nuove tradizioni nella nostra vita di tutti i giorni. P.K. diceva che l’abilità di ascoltare è “poco comune ma vitale”!

Essere cattolico significa ascoltare con rispetto il coniuge, le necessità dei miei figli e ciò che dice Dio.

Possiamo farne una maniera pratica di vivere: possiamo fare dei nostri pasti un tempo e un luogo per condividere ed ascoltare senza distrazioni. Emily e Stephan, con due figli, sono quel tipo di famiglia: facendo loro una visita si può vedere una mensola speciale a un lato del loro tavolo con un cartello che dice “cellulari, per favore”. Gli invitati e i membri della famiglia sono invitati a lasciare lì i loro telefoni così la cena si converte in uno spazio libero da cellulari. Il figlio maggiore, Lorenz (4) non batteva ciglio quando qualche telefono squillava (e di solito Lorenz può distinguere tra il rumore di un messaggino da quello di un whatsapp o di una mail).

Sopravvivere e prosperare come una famiglia cattolica oggigiorno significa vivere in maniera differente da ciò che ci circonda, vivere come monaci nel mondo, costruire le strutture e abitudini necessarie per sostenere il nostro pellegrinare e vivere attivamente la nostra vede coltivando una forma cattolica e singolare di vita.

La maniera cattolica: agire e pregare!

Lo sviluppo di un autentico e globale stile di vita cattolico si basa nel combinare entrambe le dimensioni della vita cattolica: i due principi ancestrali della pratica monastica. Del lavoro e della preghiera, della azione e della contemplazione, giacché entrambe ci aprono all’iniziativa divina e all’agire per amore, come dice l’esortazione Apostolica “Amoris Laetitia: “..l’amore non è solo un sentimento, ma deve capire il senso che ha il verbo “amare” in ebraico: fare il bene (A.L. 94).

Nel suo Discorso della Montagna, Gesù riassunse il suo messaggio con le parole “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Mat. 7-21)

La questione di “chi lava i piatti” non è, conseguentemente, una domanda banale, è molto importante!

Per colui cui è indirizzato l’amore ( Dio o il nostro coniuge) non sono tanto importanti le parole, ma i fatti. Le piccole cose nella vita familiare sono davvero importanti!

Ci sono molte cose da fare in una casa abitata da 2 persone, 5 o a volte anche più persone: lavare, cucinare, far la spesa, lavare i vestiti e i piatti…

La suddivisione del lavoro domestico è, di fatto, una delle aree di conflitto più comuni nelle famiglie. La meta non è tanto dividere i compiti in parti uguali, ma dividere il carico domestico in maniera tale che a tutti appaia giusto.

Come famiglia cattolica abbiamo questo grande vantaggio: le cose piccole hanno molto più senso quando le si vede come parte di un tutto: non si tratta di dividere solamente il lavoro, ma stiamo costruendo un mondo insieme.

L’amore è un verbo: da un lato, preghiamo per qualcuno in più e, dall’altro, ci assumiamo responsabilità e contribuiamo attivamente. Come famiglie cattoliche abbiamo la missione di combinare entrambe le pratiche, agire e pregare, nelle nostre case e nei nostri cuori. “Questo (l’amore) si vive e si coltiva nella vita che condividono tutti i giorni gli sposi, tra di loro e con i loro figli” – (A.L. 90). Questa testimonianza ci fa essere importanti (essere cattolico funziona!), credibili (fate ciò che predicate) e attrattivi per altre famiglie (vogliamo essere come loro!). Nell’Amoris Laetitia (A.L.), per esempio, nel capitolo “il nostro amore quotidiano” possiamo trovare molte idee che possono essere poste in pratica nella nostra vita familiare giornaliera.

Il potere di amare: Maria, Madre delle famiglie

Questa vocazione è qualcosa di eccessivo, smisurato perché una famiglia possa raggiungerla? A volte ci sentiamo indifesi e deboli. Come può crescere la nostra capacità di amare? Come possiamo sviluppare il nostro potenziale?

Ci piacerebbe condividere l’esperienza del Santuario Domestico. L’esperienza di molte famiglie mostra che dare alla Santissima Vergine un luogo d’onore nella nostra casa crea una piattaforma sulla quale si possa sviluppare uno stile di vita personale cattolico. Ci dà accesso alle grazie di cui abbiamo bisogno per costruire una casa cattolica.

Maria porta Gesù nelle nostre case, come disse l’arcivescovo Gracias durante la messa di ieri. Il desiderio più grande della Santissima Vergine è entrare in casa nostra, prendere possesso di essa e aiutarci a crescere fino ad essere un’ “isola di autentica vita cristiana” a portare Cristo nel nostro matrimonio e nelle nostre vite. Lei è una educatrice e un esempio, perché cerca la nostra cooperazione per, a sua volta, aiutarci: “provatemi per primi con i fatti che mi amate realmente…allora con piacere mi stabilirà in questo luogo e distribuirò abbondanti doni e grazie”, come recita l’Atto di Fondazione di Schoenstatt.

Questo lo si può riscontrare nel miracolo di Cana (Giovanni 2,1). Maria notò le difficoltà dei giovani sposi: sono rimasti senza vino. Lei disse a Gesù: “non hanno più vino” e la reazione fu “riempite questi bicchieri con acqua”. Attraverso l’intercessione di sua Madre, Gesù ha trasformato l’acqua in vino.

Questo è quello che molte famiglie sperimentano nel loro Santuario Domestico. Le offrono le loro azioni d’amore. I loro sforzi nello sviluppo personale, autoeducazione e l’amore familiare – le piccole cose che sono importanti nella vita familiare, e confidano che la loro “acqua” si trasformi in vino. Non dobbiamo fare tutto da soli, però dobbiamo essere disposti a fare la nostra parte, da lavare i piatti ad ascoltare a cuore aperti, per mostrare il nostro “amore giornaliero” (A.L. 90)

Questa è la sinergia d’amore di cui abbiamo bisogno come famiglia: fare il meglio che possiamo, però allo stesso tempo confidare completamente nel fatto che Gesù compirà miracoli nella nostra vita familiare. Questa è la sinergia che può trasformare la nostra casa e convertirla in una sorgente di acque vive o una luce nella collina.

Le famiglie come agenti attivi – il piano di Dio per un mondo nuovo

La nostra speranza è che molte di quelle famiglie, quelle case, si connettano tra loro formando reti collaborative; che si colleghino con le loro parrocchie per creare un organismo dinamico e affidabile di vita cattolica rinnovata e basata su uno stile di vita cristiano ben fondato e nell’iniziativa di Dio. Tanto nell’azione come nella preghiera!

Questo è un piano realista per rinnovare la nostra società attraverso il sacramento del matrimonio, tenendo conto di quello che ha detto Papa Francesco: “tutto l’amore che sorge è una potenza di trasformazione…” (Papa Francesco, udienza generale 20.9.17) e cambia il mondo.

Dobbiamo curarci l’uno dell’altra e curarci degli altri, della “famiglia grande “( 196) intorno a noi. Non siamo solamente noi e i bambini, ma “l’intera rete di reazione”, che è “rafforzata dal sacramento” (74).

Per esempio, una mattina molto occupata stavo sul punto di uscire di casa quando suonò il telefono.

Era un amico che aveva conosciuto una compagna con cui si trovava molto bene, ma stavano avendo dei problemi nel costruire quella relazione ed erano arrivati ad un punto di crisi.

Quella notte avrebbero avuto una discussione decisiva e il mio amico voleva un mio consiglio su alcune cose. Io lo ascoltavo e provai ad aiutarlo, però dovevo proprio uscire di casa.

Andai al Santuario Domestico, lo guardai e dissi al mio amico: “ascolta, devo proprio andare, però quando tornerò a casa accenderò una candela e pregherò per te”. Il mio amico non è molto cattolico, però capì che era il meglio che io potessi fare per lui.

Fu un giorno difficile. Quando tornai accesi la candela e pregai per lui e per la sua discussione. Più tardi, quella notte, mi chiamò e tutto ciò che disse fu: “a che ora hai accesso la candela?”.

Come matrimoni cattolici, abbiamo una vocazione all’amore, che è un “cammino di permanente crescita” (A.L. 134), e siamo chiamati all’apostolato. La Nostra Chiesa ci prende sul serio quando ascoltiamo la chiamata delle famiglia ad essere gli “agenti principali” e i “principali soggetti della pastorale familiare” (A.L. 200), con la missione di convertirci in “chiesa domestica e una cellula vitale per trasformare il mondo (A.L. 324).

 

Foto del encabezado: iStock Getty Images, evgenyatamanenko. Con licencia para schoenstatt.org

Originale: Tedesco. Traduzione: Virginia Cosola, Italia, Roma

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