Postato su 7. Febbraio 2020 In Kentenich

Responsabilità civile come cattolici, come schoenstattiani

CILE, Rafael Mascayano •

Presto in Cile ci troveremo di fronte alla decisione se assumerci o meno il compito di costruire una nuova Costituzione. Ed è qui che, come laici e sotto il pensiero di P. Kentenich, è conveniente guardare alla nostra decisione di assumerci questo compito, non per discutere i pro e i contro di ciascuna delle posizioni, cosa che comunque aiuterebbe molto, ma primariamente per fermarci a pensare, discernere e agire secondo dei criteri, e non per mera emotività. —

Una caratteristica di P. Joseph Kentenich era quella di essere adeguatamente informato sulle situazioni sociali, politiche, economiche e culturali di ogni luogo che visitava. Faceva anche molte domande su queste realtà ai laici che avevano una certa responsabilità politica, e non mancava di dare la sua opinione al riguardo.

Il professor Ernesto Livacic, quand’era Sottosegretario all’Educazione nel 1966, dovette andare ad una riunione a Parigi e trovò del tempo per andare a visitare P. Kentenich. Ecco come raccontò poi quel momento:

“Mi ha fatto innumerevoli domande sull’educazione in Cile (il mio campo di lavoro), sulle attività dell’UNESCO (in occasione delle riunioni alle quali ho partecipato a Parigi), sul Movimento e il Ramo delle Famiglie in Cile, sulla situazione generale del nostro Paese. Era aggiornato non appena veniva messo in circolazione un pensiero o un libro importante. Ha risposto alle mie domande con ammirevole sicurezza, profondità e precisione”.

In questo grande dibattito che abbiamo davanti a noi nel nostro Paese, è normale che come cittadini assumiamo varie posizioni e che si creino persino vere e proprie “trincee”. Data la situazione, sorgono gruppi che presentano in modo ragionato e argomentato le loro posizioni, e altri che cercano di convincere con l’emotività delle posizioni politiche che professano, con lo scopo di generare adesione ai loro approcci. Intendo quest’ultima modalità come quella dell’emotività, quando invece di parlare o discutere con idee, argomenti, posizioni dottrinali, lo facciamo a partire da “opinioni”, “paure”, “arroganza”, “interessi individuali o di gruppo”…

Su quali criteri prendiamo una decisione?

P. Kentenich ci avverte costantemente del pericolo di essere guidati più dall’emotività che dai fondamenti delle cose. Non si sta dicendo che dovremmo mettere da parte le nostre emozioni, ma piuttosto dell’accentuazione che si fa di esse, poiché il dialogo e i legami personali non danno luogo ad accentuazioni, mentre così si cerca di convincere gli altri a forza. Così perdiamo la capacità di ascoltarci e di imparare dalle idee dell’altro.

Così, conviene essere chiari che ogni Costituzione per sua natura comporta una dichiarazione di principi, una visione della persona, della comunità, di come vengono stabiliti il rapporto con i beni e la convivenza di quel determinato Paese. Ed è qui che nascono le diverse posizioni, che tutti legittimamente possono avere, e a questo scopo si cercano accordi, consensi e punti in comune. E come membri di una società, è un dovere a cui nessuno può sottrarsi.

“Le nuove situazioni, sia ecclesiali che sociali, economiche, politiche e culturali, richiedono oggi, con una forza molto particolare, l’azione dei fedeli laici. Se il disimpegno è sempre stato inaccettabile, il tempo presente lo rende ancora più inaccettabile. Non è lecito che qualcuno resti inattivo”. (Christifideles Laici, Giovanni Paolo II)

Come ho già detto, nell’elaborazione di una Costituzione, indipendentemente dal Paese, si cercano innanzitutto idee sulla visione della persona, della società, delle relazioni che i diversi gruppi o poteri dello Stato avranno, ecc. Così, nella loro origine, le più antiche Costituzioni si nutrivano delle idee di alcuni filosofi come Locke (padre del Liberalismo), dell’esperienza vissuta del rapporto tra il Re e il popolo, dell’uso della proprietà e della distribuzione dei beni, dell’equità e della giustizia sociale, e di altri aspetti rilevanti della convivenza sociale.

In un modo o nell’altro, influenze politiche, sociali ed economiche, come il capitalismo, il marxismo, il socialismo, la socialdemocrazia hanno permeato le attuali Costituzioni dei diversi Paesi, dalle quali il nostro Paese non è esente. Fu così che durante la dittatura civile-militare si generò una nuova Costituzione, in cui si formò una visione determinata della persona, della società, dei principi economici, sociali, della salute, ecc. Padre Kentenich propone un’altra via, che è il Solidarismo, una visione sociale che è da tenere presente nelle nostre analisi e decisioni.

Come figli del nostro P. Kentenich, è importante fermarsi, informarsi adeguatamente, riflettere sui fondamenti che la possibile prossima Costituzione contempla. Si tratta di esaminarla a partire dai principi della Dottrina Sociale della Chiesa, dal pensiero sociale elaborato da p. Kentenich. Guardare il dibattito dal punto di vista dei principi, piuttosto che dalle nostre posizioni politiche di parte. Come laici che vogliono costruire un nuovo ordine sociale, dove la dignità della persona e lo sviluppo della sua libertà siano al centro, non possiamo rimanere solo nel sentimentalismo o con opinioni senza grandi fondamenta. Dobbiamo cercare criteri che ci illuminino e ci aiutino nella nostra realtà di costruttori laici di questa società, di ciascuna delle realtà in cui dobbiamo agire come cittadini.

P. Kentenich ci dice che ogni persona ha due diritti fondamentali:

  1. Il diritto di ottenere beni materiali adeguati alle sue esigenze

  2. Il diritto di avere ciò che è necessario per educare una famiglia e condurre una vita dignitosa

La nostra risposta al problema della giustizia sociale non si basa sull’economia, ma sulla dignità della persona.

Joseph Kentenich, La Chiave della Giustizia Sociale: la persona umana,
Intervento a Madison, 1955.
(Estratta dalla rivista
Vínculo, dicembre de 2019, anno XXXV, N° 337)

Per analizzare e cercare questi criteri da cui confrontare le nostre posizioni personali, vorrei raccomandare vivamente la rivista Vinculo già menzionata nel paragrafo precedente, specialmente l’ultima parte sui “Criteri di discernimento, Testi di P. Kentenich“, poiché indipendentemente dalla decisione che assumiamo al momento del voto, quello che non possiamo non fare è che tale gesto sia il prodotto di un profondo discernimento sul Vangelo e sul pensiero di P. Kentenich.

Allo stesso tempo, vorrei raccomandare il n. 31 sulla Dottrina sociale della Collezione Charisma, edito da Ed. Patris, agosto 1992, e in particolare gli articoli di P. Patricio Moore e di P. Guillermo Carmona.

Il Padre ci esorta nella nostra responsabilità di laici e come membri della nostra società, quindi, è tempo di documentare il nostro pensiero sociale, di riflettere seriamente, per prendere una decisione informata, formata e libera.

E, soprattutto, approfittiamo dell’applicazione dei criteri di discernimento di P. Kentenich: osservare, comparare, confrontare a partire dai principi, applicare e/o agire.

 

Riguardo all’autore:

Rafael Mascayano è presente in Schoenstatt in Cile da più di 50 anni, è professore di Filosofia, ha lavorato come insegnante e con posizioni amministrative in diverse scuole, e anche nell’Educazione dell’Università Cattolica del Cile e Alberto Hurtado. Ha scritto diversi articoli su Schoenstatt Vivo e appartiene alla Militanza delle Famiglie (Militancia de Matrimonios) in Cile.

Foto: iStock Getty Images, melecis, ID 673386868

Originale: spagnolo. Traduzione: Gianfrancesco Romano, Roma, Italia

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