Postato su 13. Ottobre 2019 In Alleanza solidale

Urgente alleanza di solidarietà con il popolo dell’Ecuador

ECUADOR, Redazione Schoenstatt.org •

“Chiediamo a tutta la famiglia di unirsi in preghiera per l’Ecuador, in questa domenica 13 di ottobre. Una sola famiglia nel cuore del Padre”, scrive Erika Sardinia, di Guayaquil, Ecuador. Un Ecuador stretto tra le fiamme della violenza, la paura della gente, gente che ricorre alla preghiera e spera si possa raggiungere un dialogo invece di sanguinosi scontri”. —

 

Proteste sempre più violente si sono sollevate in seguito alla volontà espressa dal governo di eliminare i sussidi per benzina e diesel. Il prezzo dei carburanti è una delle questioni più delicate per le tasche dei consumatori, indipendentemente dal fatto che possiedano o meno un veicolo. Il costo di un litro di carburante non solo determina quanto spende una persona per utilizzare la propria auto, ma influenza anche i prezzi delle materie prime, un fattore questo che genera inflazione. Mentre in molti paesi i consumatori pagano le tasse quando acquistano carburanti, e quindi pagano un prezzo molto più elevato in parte rispetto a quello del mercato petrolifero internazionale, altri paesi – come l’Ecuador fino a questo momento – offrono un prezzo sovvenzionato dallo Stato, cioè inferiore rispetto a quello sul mercato internazionale. Questa politica, tra l’altro, ha portato l’Ecuador a una drammatica crisi economica. Ma qualunque sia la ragione, comprensibile o no: ogni aumento di prezzo che tocca la vita quotidiana fa male e spesso porta a proteste. Proteste che ben presto ottengono un auto-dinamismo che fa crescere la spirale della violenza e aggiunge rabbia, obiettivi politici e azioni che non hanno nulla a che fare con l’indignazione iniziale.

E’ quello che sta succedendo in Ecuador. C’è violenza in tutto il paese: saccheggi organizzati, distruzione di aziende, carenza di cibo, rapimenti. L’intero gabinetto (tra cui vi è uno schoenstattiano, il ministro dell’agricoltura) si è trasferito a Guayaquil lunedì scorso per evitare scontri sanguinosi con i manifestanti.

La sede del quotidiano ecuadoriano El Comercio e il canale televisivo Teleamazonas sono stati attaccati sabato 12 ottobre a Quito, e lo stesso giorno le manifestazioni hanno portato all’assalto della costruzione dell’Ufficio del Controllore, incendiato e saccheggiato da dimostranti incappucciati. Il quartier generale è stato avvolto in un fumo denso…..

Da quando sono scoppiate le manifestazioni, sei civili sono morti e 2.100 sono stati feriti e arrestati, secondo l’ultimo bilancio dell’Ufficio del Mediatore.

 

12.10., preghiera nel Santuario di Quito (città)

Il miracolo del dialogo e della pace

“Aiutaci a chiedere il miracolo del dialogo e della pace per il paese, che è stato consacrato al cuore di Gesù. Possa Egli stendere il suo mantello sul governo, i militari, gli indigeni e i nostri santuari”, chiedono all’Ecuador.

“Oggi (12.10.), circa 20 persone sono andate al nostro Santuario della città per recitare un rosario, e subito dopo sono state chiuse diverse strade della città di Quito”, dice Jorge Durán-Ballén nella chat di CIEES. “Insomma, sono stati ‘intrappolati’ lì, che è anche la residenza dei Padri, e accanto c’è la nostra scuola per i poveri del quartiere”. C’è molto tempo per pregare.

Da Piazza San Pietro, subito dopo la recita dell’Angelus, la preghiera di Papa Francesco si leva anche per l’America Latina e in particolare per l’Ecuador, visitato nel luglio del 2015 ed oggi scosso da gravi scontri tra forze dell’ordine e manifestanti che protestano contro le misure di austerità del presidente Lenín Moreno.

“Insieme a tutti i membri del Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica, specialmente a quelli provenienti dall’Ecuador, seguo con preoccupazione quanto sta accadendo nelle ultime settimane in quel Paese. Lo affido alla preghiera comune e all’intercessione dei nuovi Santi, e mi unisco al dolore per i morti, i feriti e i dispersi. Incoraggio a cercare la pace sociale, con particolare attenzione alle popolazioni più vulnerabili, ai poveri e ai diritti umani.”

Preghiamo per il popolo ecuadoriano, per le vittime della violenza, e che la Beata Madre non solo protegga i due santuari di Schoenstatt e il Collegio di Schoenstatt a Quito, ma che dai suoi santuari si manifesti come Madre del popolo e Regina di Pace e dialogo.

Originale: Spagnolo; Traduzione: Alessia Lullo, Roma, Italia

 

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