Postato su 11. Ottobre 2015 In secondo seculo

Tre domande … su Schoenstatt nel Secondo Secolo dell’Alleanza d’Amore (39)

Oggi risponde: Don Esteban Casquero. Appartiene all’Istituto Secolare dei Sacerdoti Diocesani di Schoenstatt. Svolge il suo ministero pastorale nella provincia di Buenos Aires, Argentina (Coronel Dorrego , Monte Hermoso e paesi circonvicini). Apparteneva già da giovane a Schoenstatt, in quanto membro della Gioventù Maschile. Da lì ha iniziato il Cammino dell’Alleanza, nel cuore del Santuario delle Nuove Sponde, Mar del Plata. “Ho vissuto momenti belli nella vita di Schoenstatt e della Chiesa, ho avuto i miei momenti di Dachau, ma ho sperimentato sempre la protezione della MTA… una realtà che mi ha spinto a continuare ‘a tirare il suo carro di trionfo ’”. A sei mesi dall’esserci incamminati nel secondo secolo dell’Alleanza d’Amore •

Come sogna questo Schoenstatt nel suo essere, nella sua localizzazione in Chiesa e mondo e nel suo operare?

Sogno Schoenstatt come famiglia in cui si vivono realmente i legami tra i fratelli-membri. E in cui compartecipiamo al compito di invitare all’Alleanza d’Amore, attirando molti altri, perché ci vedono così: come Famiglia.

Famiglia eroica: Sogno uomini e donne eroici, in cui tutti e ciascuno si preoccupa della vita e crescita degli altri. Dove non ci sono esclusi, bensì parti alleate. Famiglia che esce a cercare parti alleate…, che rischia come il nostro Padre e Fondatore, che come Profeta ha avuto il coraggio di fare dei passi che per il suo tempo erano troppo “audaci” e “impossibili”. Ma ‘la missione di profeta implica un destino di profeta… implica un salto mortale dopo l’altro’. “Preferisco mille volte una Chiesa accidentata per uscire, che una Chiesa che si ammala […] stando nella sua stanza chiusa” (Papa Francesco – 18 Maggio 2013)

Famiglia Comunione: Sogno una Famiglia in cui ogni “colonna” veglia per la fecondità dell’altra. Dove ogni Istituto, Federazione e Lega mostra “la gamma delle realtà vocazionali che abbiamo nel nostro carisma schoenstattiano” e accompagna la persona nella propria realtà di “chiamata”, guidandola verso quelli che la orienteranno, affinché si realizzi. Una Confederazione di forze apostoliche vive trasversalmente legata dall’amore fraterno. Una Famiglia Comunione in cui non ci sono gelosie “apostoliche”, ma la preoccupazione di generare apostoli ferventi per la causa del Regno del Padre. “Camminiamo tutti insieme, prendiamoci cura gli uni degli altri, siate attenti l’uno all’altro. Non fatevi del male. Proteggiamo la vita, la famiglia, la natura, i bambini, gli anziani. Che non ci sia odio, che non ci siano litigi, lasciate da parte l’invidia, non ferite nessuno con pettegolezzi” (Papa Francesco – 19 marzo 2013 Telefonata a Buenos Aires)

Famiglia ecclesiale: Sogno Schoenstatt inserito nelle parrocchie, che vivifica la vita, le realtà e le istituzioni parrocchiali. Una Famiglia di Schoenstatt che offre il suo servizio al sacerdote del posto. “Disponi di noi secondo la tua volontà / fa’ che attraverso Schoenstatt si gremiscano nuovamente /della Santa Chiesa le vaste navate / e riecheggino al tuo Trono le lodi innalzate. Possa tu impiegarci nel lavoro, donarci croce, pena e dolore; sia che successo o insuccesso troviamo: il tuo amore annunciare vogliamo. (cfr. P. K. in: Verso il Cielo, Cons. al Mattino p. 14)

Cosa dobbiamo lasciarci alle spalle o evitare, affinché questo sogno diventi realtà?

  • Risentimenti, gelosie, rancori, differenze, finzioni (maschere), ‘il guardare indifferenti dal balcone’, per esseri Accettando l’altro come ci accetta il Padre.
  • Egocentrismo e preferenze. Non crediamo di essere migliori degli altri e insostituibili. Che solo noi siamo in grado di portare avanti il compito affidato dal nostro Padre e Fondatore. Che siamo i prediletti del Padre, mentre gli altri possono mangiare solo le briciole che cadono dalla nostra tavola, senza potersi mai sedere a tavola. Non credersi insostituibili. Facendo l’Alleanza d’Amore con la MTA, ci rendiamo tutti corresponsabili e coeredi della missione del nostro Padre e Fondatore: “Con te, Padre, andiamo, il nostro cuore nel tuo cuore, il nostro pensiero nel tuo pensiero, la nostra mano nella tua mano. Padre, la tua eredità, – la nostra Missione”.
  • Ermetismo da colonnista: Quando pensiamo che “gli altri non devono conoscere gli accenti che abbiamo posto, come Comunità, o ciò che il Padre Fondatore ha pensato per noi’. La condivisione ci fa capire l’altro e individuare i doni che Dio ha dato ad ogni colonna di Schoenstatt per arricchire noi stessi e la Chiesa.
  • Consulenza di verticismo: Il direttore/la direttrice è chi “decide”. Ma a Schoenstatt, il direttore deve dirigere e “non imporre” (risvegliare nell’altro la vita e sostenerla). Consigliare, essere a servizio della vita, seguendo quel principio del nostro Padre e Fondatore, secondo cui: “Legami solo quanto è necessario, libertà quanta più possibile, ma soprattutto massima cura della vita spirituale” Che rispetta e valorizza le opinioni contrarie. Che sa tacere e rispettare senza ironia l’idea dell’altro.

Quale passo concreto dobbiamo intraprendere, affinché questo sogno diventi realtà?

  • Far sempre nostra la missione del Santo Padre e inserire questa “voce del tempo” nelle correnti di vita del nostro Schoenstatt Internazionale.
  • Lavorare congiuntamente, condividendo i compiti apostolici con le colonne di Schoenstatt. Vegliare per la crescita dell’altro. Stringere legami di amore fraterno. Creare più progetti tra comunità maschili e femminili all’interno di Schoenstatt. Che gli altri vedano che possiamo lavorare insieme, che ci stimiamo e rispettiamo.
  • Audaci nel rischio … uscire di più. Non solo nelle Misiones dei giovani o di famiglia. Ogni Schoenstattiano deve far sua l’esortazione del Santo Padre… “uscire alle periferie di ogni tipo” (esistenziali e concrete).
  • Dare priorità alla Campagna della Madonna Pellegrina … è una Campagna in cui tutti dovremmo coinvolgerci. Portare La MTA nelle case senza aspettare che la gente vada dalla Madonna, (Santuario). Non c’è dubbio, che una volta che la gente la conoscerà attraverso di noi, cercherà di andare verso la fonte della Grazia … che è il nostro amato Santuario.
  • Che la Famiglia Internazionale continui a fare suo “il desiderio del nostro Padre e Fondatore”, ossia il Centro Internazionale di Belmonte … Ancora è necessario che la nostra Famiglia, composta di Istituti, Federazioni e Leghe, faccia suo quest’ ideale. Non è solo compito dei Sacerdoti Diocesani … Essere a Roma è compito di tutti, come è compito di tutti sostenere le opere che si stanno facendo lì.

Nota: Desidero ringraziare il team di schoenstatt.org per la possibilità che offre a tutti noi di poter esprimere liberamente ciò che c’è nelle nostre aspirazioni e nei nostri cuori. Possa la nostra Famiglia Internazionale assumere e concretizzare ciò che abbiamo vissuto nel Giubileo dei 100 anni di Schoenstatt.

Benedizioni
P. Esteban

Originale: Spagnolo. Traduzione: Maria D. Congiu, Roma, Italia

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