Postato su 8. Ottobre 2015 In secondo seculo

Tre domande … su Schoenstatt nel Secondo Secolo dell’Alleanza d’Amore (31)

Oggi rispondono Alicia e Carlos Ferré, collaboratori del Movimento delle Famiglie, Diocesi di San Miguel, Provincia di Buenos Aires, Argentina. Carlos Ferré è autore del libro “Il santo sociale. Pensiero e prassi di Josef Kentenich circa la Dottrina Sociale della Chiesa” e coautore di “Francisco: La gioia che venne dal popolo” •

Sono già sei mesi che ci siamo incamminati nel secondo secolo di Alleanza d’Amore … : Come sogna questo Schoenstatt nel suo essere, nella sua localizzazione in Chiesa e mondo e nel suo operare?

Rinnovando la fedeltà al carisma originale, in un momento di grazia speciale per la Chiesa che desideriamo fortemente e che abbiamo chiesto per un secolo alla Mater ter Admirabilis, mettendo Gesù al centro di tutto.

Ci stiamo avvicinando alla Chiesa della Nuova Sponda. L’incontro con la Chiesa sognata e amata da Padre Kentenich è in vista. È quella che Papa Francesco sta rivelando giorno per giorno. Non chiudiamo gli occhi. Non guardiamo dall’altra parte.

Il nostro Giubileo del Centenario è trascorso nella gioia di tutto il Popolo di Dio e si sta compiendo la profezia del nostro Fondatore. Si sta affermando l’annuncio del Concilio Vaticano II, e il Vicario di Cristo ci invita a farlo diventare realtà e ad annunciare la gioia del Vangelo.

Sogniamo una famiglia in uscita, umile e vittoriosa, che collabora per l’edificazione della Cultura dell’Incontro, che è la proiezione della nostra Cultura d’Alleanza, promotrice di pace e costruttrice di legami in tutti gli ambiti ed è animata dalla misericordia, con l’impegno della trasformazione della realtà nel senso del Regno, che ci accrediti ad esser chiamati santi sociali come ci voleva il nostro Fondatore: generatori di una Chiesa povera per i poveri.

Cosa dobbiamo lasciarci alle spalle o evitare, affinché questo sogno diventi realtà?

Dobbiamo evitare la “Sindrome Tabor”. Non proporci di costruire tre capanne per restare in cima alla montagna, ma di scendere dal monte – trasfigurati da e con Gesù – per assumersi la missione.

Smettere di “sentirci bene” nel nostro piccolo rifugio per assumerci, con audacia nel rischio, i pericoli della strada, sul cammino del Popolo di Dio, in un atteggiamento veramente solidale con il mondo.

L’eredità di Padre Kentenich non può essere una collezione di ricordi. Non siamo un museo. Egli ci voleva come movimento, sempre in cammino, sempre innovativo e in linea con la storia, assumendo il nuovo per annunciare la salvezza.

Come famiglia dobbiamo abbandonare la tentazione di “pettinare le pecore” e deciderci di essere di guardia nell’ospedale da campo, accudendo i feriti della nostra società causati da individualismo, relativismo e idolatria del dio denaro e del potere.

Quale passo concreto dobbiamo intraprendere, affinché questo sogno diventi realtà?

Dare ascolto al consiglio di Papa Francesco, che è quello di: essere pastori con l’odore delle pecore. Amare tutto il popolo di Dio e apprezzare di esserne parte. Non siamo né i migliori né i peggiori. Siamo ciò che siamo: servi inutili; ma se mettiamo il nostro impegno per essere discepoli missionari, attenti all’esempio di Don Pozzobon, tutto si semplifica.

Abbandonare ogni condotta che ci porti all’egocentrismo e all’auto-referenzialità.

Siamo un movimento apostolico il cui obiettivo è di trasformare il mondo e la Chiesa. Il nostro posto è “nella strada”, nelle case e ovunque ci sia emergenza. Ogni Edicola della Madonna, ogni Santuario, dovrebbero essere le prime “postazioni sanitarie” dell’ospedale da campo.

Stare con Maria e con la gente accanto al cristiano in cammino che ha bisogno delle grazie che la Vergine dispensa e che noi dobbiamo incarnare con le opere di misericordia.

Personificare una permanente formazione nell’azione come metodologia pedagogica, affinché il contatto con la realtà ci aiuti a discernere i segni dei tempi.

Insistere nell’essere una grande famiglia, in cui tutti sono solleciti l’uno dell’altro.

Foto in basso: Carlos Ferré (sin.) in una riunione di rappresentanti di “Generación Francisco” e schoenstatt.org a Buenos Aires
Originale: Spagnolo. Traduzione: Maria D. Congiu, Roma, Italia

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