Postato su 18. Giugno 2015 In secondo seculo

Tre domande … su Schoenstatt nel Secondo Secolo dell’Alleanza d’Amore (15)

Un saluto cordiale a tutti dal Santuario di Tupãrenda in Paraguay. Sono P. Oscar Iván Saldívar, Padre di Schoenstatt paraguayano. Ho 33 anni di età. Sono stato ordinato sacerdote il 9 Novembre 2013 nella chiesa ancora in costruzione di Santa Maria della Trinità, a Tupãrenda (Ypacaraí-Paraguay). Ho conosciuto il Movimento Apostolico di Schoenstatt, proprio a Tupãrenda, il 18 Ottobre del 2000. Le mie prime esperienze con Schoenstatt mi hanno aiutato a percepire la paternità e misericordia di Dio. Per questo motivo e in Alleanza d’Amore con Maria – ho stretto la mia Alleanza con Lei il 16 Settembre 2001 – mi son deciso per il sacerdozio, con l’anelito di testimoniare questa misericordia di Dio Padre. A quest’anelito si unisce il desiderio di essere padre nella e per la Famiglia di Schoenstatt. Le mie prime esperienze sacerdotali le ho vissute nella Parrocchia-Santuario di Nandejara Guazu (in lingua guaranì Nostro Grande Signore) della citta di Piribebuy. Da gennaio di quest’anno vivo e lavoro nel Santuario di Tupãrenda (in guaranì Dimora di Dio). Attualmente il mio compito principale è quello di accompagnare, come assistente, la Gioventù Maschile della Diocesi di San Lorenzo (che ha compiuto da poco 5 anni di fondazione!), la quale è per me al contempo una grande gioia e una grande sfida •

Sono già sei mesi che ci siamo incamminati nel secondo secolo di Alleanza d’Amore … : Come sogna questo Schoenstatt nel suo essere, nella sua localizzazione in Chiesa e mondo e nel suo operare?

Sogno un movimento di Schoenstatt molto presente nella vita ecclesiale e sociale di ogni paese in cui operiamo come Famiglia di Schoenstatt. Un movimento di Schoenstatt che è aperto al servizio della Chiesa; che condivide senza timore e senza orgoglio la sua vita spirituale; che ha il coraggio di coinvolgersi nella vita diocesana e il coraggio di imparare da altre esperienze ecclesiali. Un movimento di Schoenstatt che sappia offrire l’Alleanza d’Amore con Maria come cammino di sequela di Cristo, un cammino che ci rende maggiormente cristiani, anzi maggiormente Cristo.

Cosa dobbiamo lasciarci alle spalle o evitare, affinché questo sogno diventi realtà?

Forse dovremmo evitare qualcosa di molto concreto … Evitare la pretesa di sapere tutto… Evitare la pretesa di avere una risposta a tutto… Non si tratta certamente di non riconoscere il nostro carisma, ma di farsene pienamente carico. Sia l’Alleanza d’Amore con Maria che la Fede pratica nella Divina Provvidenza ci aprono fiduciosamente alle realtà presenti nella Chiesa e nel mondo. Parte del nostro carisma consiste nell’esser vigili alla voce di Dio nei segni dei tempi e nell’audacia di farsi carico di ciò che interpretiamo come voce di Dio per noi.

Il pensiero, la vita e la spiritualità di Padre Josef Kentenich ci donano due categorie fondamentali per percepire la realtà: la categoria teologica e spirituale dell’Alleanza e la categoria filosofico- pedagogica del pensare organico. Entrambe le categorie ci aiutano a congiungere le realtà e a vederle in un insieme armonico.

Quale passo concreto dobbiamo intraprendere, affinché questo sogno diventi realtà?

Penso che dovremmo avere più coraggio di essere presenti nelle diverse realtà ecclesiali a livello locale. Ed essere presenti significa farsi trovare anche dove non coordiniamo o pilotiamo iniziative. Servire in comunione con altri, conoscere altri e lasciarsi conoscere da altri: Cultura dell’Incontro!

Altro passo concreto – che sembra esser stato già fatto, stando alle risonanze del Giubileo del Centenario 2014 – è quello di presentare la nostra spiritualità con un linguaggio più semplice ed accessibile, senza che per questo se ne perda la profondità e l’originalità. Avendo il coraggio di offrire come dono l’Alleanza d’Amore con Maria.

Originale: Spagnolo. Traduzione: Maria Dolores Congiu, Roma, Italia

 

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