Postato su 28. Giugno 2018 In Francesco - messaggio

Non ci sono in gioco solo “numeri”, ma persone

Di Maria Fischer •

“Sembrano migranti illegali”, questo pare che dica il funzionario alla frontiera… una di quelle tante frontiere affollate da centinaia di migranti e rifugiati che secondo l’opinione pubblica -e persino qualche partito emergente rivendicante il concetto del “il nostro paese per primo”- minacciano la cultura, il benessere e la sicurezza dei grandi Paesi. Qualcuno come quelle persone che si stanno avvicinando a questo confine dall’altra parte: un uomo in abiti logori, una donna che è troppo giovane per avere un figlio e che ora mostra il suo bambino di poche settimane, come se volesse dire: “Andiamo, per l’amor di Dio, fatelo per questo bambino che ha paura e fame”.—

Inoltre vorrei sottolineare che, nella questione sulla migrazione, non sono in gioco solo dei “numeri”, ma “persone” con la propria storia, la loro cultura, sentimenti e desideri…

I funzionari devono rispettare degli ordini. Rifiuta i migranti alla frontiera, separa i genitori dai loro figli, rimandali nel luogo in cui sono stati registrati, mandali in qualsiasi altro posto… eccetto il nostro Paese. Fortunatamente non arrivano in barca come molti altri. Anche dopo aver vissuto tanti anni, si prova un po di orrore nel vedere questi uomini annegare, o l’immagine di un bambino annegato sulla spiaggia…

Le 600 persone sulla barca dell’Acquarius almeno non sono affogate, hanno solo sofferto giorni senza sapere se qualcuno li avrebbe accolti, dal momento che nessun Paese ne aveva l’intenzione.

No, davvero non possiamo. Abbiamo già accolto la nostra quota, o ancora, perché lasciano la loro terra e vogliono vivere nella nostra? C’è davvero la guerra lì da dove vengono? Ci sono persecuzioni? O solo la fame?

È uno scenario giornaliero ben possibile al confine tra Messico e Stati Uniti, o ai confini con l’Ungheria, l’Austria, ora l’Italia, chissà se presto in Germania … o al confine con l’Egitto, 2000 anni fa. Vengono come rifugiati o immigrati, in fuga dalla guerra, dalla persecuzione, dalla fame, dalla povertà. Ognuno di loro è una storia e un mistero. Proprio come in quel momento Maria, Giuseppe e Gesù.

Quando arriverà l’ordine di Trump, o Seehofer, o Kurz di proibire nel presepe le figure di Maria, Giuseppe e il bambino Gesù in fuga dall’Egitto sul loro asinello?

Occorre un cambio di mentalità

‹‹Occorre un cambiamento di mentalità: passare dal considerare l’altro come una minaccia alla nostra comodità allo stimarlo come qualcuno che con la sua esperienza di vita e i suoi valori può apportare molto e contribuire alla ricchezza della nostra società. Perché ciò accada, il nostro approccio di base deve essere “incontrare l’altro, accogliere, conoscere e riconoscere lui o lei”››, ha detto Papa Francesco, che ha difeso i migranti sin dalla sua visita a Lampedusa, ma anche tramite l’importante indirizzo inviato al Parlamento europeo a Strasburgo e il suo recente messaggio in occasione del secondo colloquio, tenutosi in Vaticano lo scorso 14 giugno, tra Santa Sede e Messico sulle migrazioni internazionali.

‹‹Infine, vorrei sottolineare che la questione delle migrazioni non è semplicemente una questione di numeri, ma di persone, ognuna con la propria storia, cultura, sentimenti e aspirazioni… Queste persone, che sono nostri fratelli e sorelle, hanno bisogno di una protezione continua, indipendentemente dal loro status migratorio. I loro diritti fondamentali e la loro dignità devono essere protetti e difesi. Un’attenzione speciale va riservata ai migranti bambini, alle loro famiglie, a quanti sono vittime delle reti del traffico di esseri umani e a quelli che sono sfollati a causa di conflitti, disastri naturali e persecuzioni. Tutti costoro sperano che abbiamo il coraggio di abbattere il muro di quella complicità comoda e muta che aggrava la loro situazione di abbandono e che poniamo su di loro la nostra attenzione, la nostra compassione e la nostra dedizione››.

Per fortuna, 2000 anni fa l’Egitto non si comportava come molti paesi cristiani agiscono oggi.

Grazie, Papa Francesco, per averci mostrato ancora una volta che gli “immigrati” non sono numeri, o addirittura una minaccia, ma esseri umani che chiedono il nostro aiuto per avere una possibilità di vita.

Messaggio di Papa Francesco

Originale: Spagnolo, 17 Giugno. Traduzione: Alessia Lullo, Roma, Italia

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