Postato su 19. Giugno 2015 In Dilexit ecclesiam

23.000 Rintocchi di Campane per i Profughi che hanno perso la vita nel Mediterraneo

Da radioduomo di Colonia (domradio) e Redazione •

È un segno spettacolare e rattrista. 23.000 rintocchi di campane riecheggeranno per gli scomparsi nel Mediterraneo e per i profughi che hanno lasciato la patria per terrore, per fame e paura costante e forse anche “solo” per una vita eventualmente migliore, affidando la loro sorte ad un barcone sballottante e fragile e alla compassione degli europei.

Nell’Arcidiocesi di Colonia, 23000 Rintocchi di Campane ricorderanno i Profughi annegati nel Mediterraneo. “Corriamo pericolo di dimenticare queste persone”, ha detto l’Arcivescovo Rainer Maria Woelki. Quest’azione è pensata come rintocco da morto e rintocco da monito. A questo riecheggiare di campane prenderanno parte 230 chiese – tra Bonn, Düsseldorf e Wuppertal. A Colonia sono previsti 100 rintocchi della più grande campana oscillante del mondo, la cosiddetta Campana di San Pietro (in dialetto colonese “decke Pitter”) – che alcuni anni fa ha ricevuto un nuovo battaglio da Michael Plitzner del Movimento di Schoenstatt -. La Campana, dal peso di 24 tonnellate, si può sentire solo in rare occasioni. L’azione di solidarietà ha luogo alla vigilia della Giornata Mondiale dei Profughi. L’Arcivescovo Woelki ha preannunciato che: “23.000 rintocchi di campane risuoneranno per coloro che dal 2000 sono annegati durante la fuga in Europa”. E ha soggiunto che: “Dietro ogni rintocco c’è un bambino, una mamma, un padre, i nonni”. La sorte dei profughi è stata definita una delle più grandi catastrofi dell’umanità del nostro tempo. Le Chiese dovrebbero esprimersi chiaramente in merito e impegnarsi per una “Globalizzazione dell’amore del prossimo”.

Serata di solidarietà davanti al Duomo di Colonia

La sera del 19 Giugno avrà luogo una Serata di Solidarietà per i Profughi su Piazza Roncalli (Roncalliplatz) antistante il Duomo di Colonia. La domradio.de trasmetterà in diretta, via internet, la Celebrazione commemorativa ecumenica a partire dalle ore 19:30. Prenderanno parte alla celebrazione anche il Vice Presidente della Chiesa evangelica della Renania, Christoph Pistorius e il Metropolita della Chiesa Ortodossa di Antiochia Isaak Barakat. È previsto anche l’arrivo della Presidente dei Ministri del Land Nord Reno-Vestfalia, Sylvia Löhrmann (Verdi).

 

Sul palcoscenico ci saranno persone che raccontano la storia della loro fuga e avrà luogo una tavola rotonda alla quale parteciperanno Rupert Neudeck, cofondatore di Cap Anamur e il direttore-amministrativo di “Misereor”, Martin Bröckelmann-Simon. Su Piazza Roncalli ci saranno inoltre informazioni sulla situazione attuale dei profughi. Le opere assistenziali ecclesiali presenteranno il loro lavoro, accompagnate da musica live e da un buffet internazionale. Con i proventi della serata si sosterranno le Operazioni di Salvataggio dei profughi del Mar Mediterraneo.

 

Uno sguardo ai sopravvissuti

 

L’Arcivescovo Woelki sollecita una politica di immigrazione solidale in Germania e in Europa. È necessario che ci siano vie legali per l’immigrazione. I profughi devono essere accolti nello spirito della tradizione giudaico-cristiana. Gli immigrati sarebbero un’opportunità per l’Europa, che davanti allo sviluppo demografico si confronta con tempi difficili.

 

Lo scorso Novembre, l’Arcivescovo aveva lanciato l’azione “Nuovo Vicinato”. Scopo dell’Azione è di promuovere nell’Arcidiocesi di Colonia la Cultura del Benvenuto per Profughi.

 

In libertà con accanto la funicolare di Wuppertal

Il 26enne Saddam Hairiri sta in questi giorni al centro dell’attenzione del “Nuovo Vicinato”. Saddam è fuggito dalla Siria con i genitori e sei fratelli nel 2011. Non riuscivano più a sopportare la paura costante e le minacce di morte, come racconta Hairiri al portale in diretta di “Nuovo Vicinato”. Alla sua famiglia è stato risparmiato il viaggio pericoloso attraverso il Mediterraneo. La famiglia ha dormito due settimane all’aperto e le è poi riuscita, aiutandosi con denaro di estorsione, la fuga nel Libano e con molta fortuna è giunta due anni dopo in Germania.

 

Saddam Hairiri è riconoscente per l’alloggio ricevuto allora in una casa per profughi presso Hannover, anche se spesso si è sentito indesiderato. La famiglia avrebbe avuto bisogno proprio allora di appoggio, soprattutto per imparare il tedesco. Ricordando quel tempo dice: “Hanno detto molte cose pesanti sugli stranieri. Ma allora non capivamo”.

 

Oggi Saddam vive in un piccolo appartamento di Wuppertal, direttamente vicino alla funicolare. Il suo tedesco ha fatto netti progressi, nel gioco di calcio ha trovato amici ed ora spera di trovare lavoro. I suoi genitori vogliono ritornare un giorno in Siria. Saddam Hairiri rimarrebbe, se potesse, in entrambi i paesi: “Lavorare qui in Germania. Ma far visita molto spesso in Siria.”

 

E perché non oggi?

Woelki ricorda che dopo la fine della guerra avevano trovato alloggio in Germania otto milioni di profughi. “Attualmente parliamo di 300.000. Dopo la guerra, in una situazione molto più difficile, ce l’abbiamo fatta. Non dovremmo anche oggi, dopo la riunificazione e in una Germania molto più ricca, superare un qualcosa del genere?”

 

Originale: Tedesco. Traduzione: Maria Dolores Congiu, Roma, Italia

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