Postato su 10. Ottobre 2019 In Progetti

Un ordinario giorno di missione nel mese straordinario per la missione

PARAGUAY, Sady Fleitas •

Come ogni primo sabato del mese, oggi abbiamo fatto la nostra missione presso l’IPS (Instituto de Previsión Social – Istituto di Assistenza Sociale). Eravamo solo dodici di noi tra i missionari della Campagna del Rosario e tre ministri dell’Eucaristia, perciò potevamo andare solo due a due (massimo tre) e portavamo con noi immagini della Madonna Pellegrina. —

La missione IPS si svolge ogni primo sabato nell’Ospedale Centrale dell’Instituto de Previsión Social (IPS). Si inizia con una spedizione di un sacerdote e dei ministri dell’Eucaristia. I missionari della Campagna del Rosario e diverse persone coinvolte in questo apostolato percorrono gli otto piani dell’edificio, portando l’Eucaristia e visitando i malati e le loro famiglie con la Madonna Pellegrina. Quando il sacerdote partecipa, vengono offerti anche i sacramenti dell’unzione degli infermi e la confessione. Il tutto culmina con la preghiera del Santo Rosario nella cappella al primo piano.

Durante la preghiera di invio, si è unita a noi la signora Jorgelina, una missionaria che vive nelle zone interne del Paraguay e che si trovava lì perché aveva una parente ricoverata al quarto piano in traumatologia.

Si èè deciso che fosse il mio turno quello di essere missionaria al terzo piano, nell’area pediatrica, con Paty Báez che recentemente aveva ricevuto la sua Madonna Pellegrina in famiglia. Siamo stati ricevuti dalle dottoresse Zunilda e Luz per il permesso corrispondente. Nella prima stanza del reparto c’erano fratelli e sorelle di un’altra chiesa. Anche se non potevamo passare con la Madonnina, abbiamo saputo che il malato si chiamava Oscar e sua madre Sandra. Nella stanza accanto abbiamo incontrato Emma e sua madre, Patricia: una bambina miracolosa che è stata ricoverata per cardiopatia congenita. La madre ci ha anche detto che stava cercando di informarsi su Mateo, un altro bambino che si trovava in condizioni peggiori di sua figlia.

I malati erano tanti  tra cui Analía, Ángel, Norma, Rossana, Jessica e Elías.

Quando abbiamo lasciato l’area di terapia per bambini, Patricia e Olga ci hanno seguito. La prima ci ha detto: “Prendi questo per comprare una candela per la Vergine”, ho guardato ed erano 6 mila guaraníes e ho detto: “No, no, no, no. Guarda. Preghiamo per voi nel Rosario e vi abbracciamo per salutarvi”.

 

Il Battesimo di Lucas

La stanza accanto apparteneva ad una “sacra famiglia”. C’era un bambino di 7 anni con l’occhio destro coperto: aveva un tumore alla testa. Ho chiesto loro se era stato battezzato e mi hanno detto che prima della sua operazione, quando poteva ancora parlare, ha chiesto loro perché non era ancora stato battezzato. Doveva essere un figlio di Dio! E così è stato, grazie alla sua insistenza lo hanno battezzato quando è cresciuto, e io ho chiesto loro quale fosse il suo nome. Si chiamava Lucas; suo nonno, prima di andare in cielo, disse alla madre che se era un bambino si sarebbe chiamato Lucas e, così, dopo aver saputo che era un bambino, gli hanno messo quel nome in onore del nonno che morì prima di incontrarlo.

Lucas sentiva spesso mal di testa ma non hanno trovato una diagnosi, fino a quando dopo una visita dall’oculista hanno rilevato il tumore dietro l’occhio e lo hanno preso in tempo. Sono stati in grado di operare e lui in quel momento stava lottando contro un’infezione che gli provocava convulsioni.

“Lasciate che i bambini vengano da me”

Ho incontrato anche Mayra, un’adolescente che era entrata il giorno prima e che aveva già fatto la sua prima comunione. Era molto commossa perché era in grado di ricevere la Comunione.

Infine, abbiamo visitato Jhosias, un bambino di tre anni. Non ha detto una parola perché pensava che fossi il suo dottore per via del vestito da ministro!

Credete in un grande Dio e vedrete un grande Dio

Nel reparto di traumatologia per adulti, le signore Liliana, Pelusia e Welcome mi aspettavano per ricevere l’Eucaristia. Quanto è grande l’amore di una nonna. La signora Pelusia sdraiata nel letto d’ospedale ci ha chiesto di pregare per il suo nipotino Osvaldo che era un neonato appena dimesso.

Mi era rimasta una sola Ostia…..

Uscendo dall’ospedale, la signora Gladys mi stava aspettando. Martedì 8 ottobre sarà sottoposta ad una delicata operazione. Mi ha detto che anche lei è ministro dell’Eucaristia. Lei sta ancora andando a visitare alcuni malati e questo è un grande servizio. In passato si era recata anche lei al IPS con i malati e mi ha salutata dicendo: “Hai appena scritto il tuo nome in cielo”.

E questo tipo di servizio è proprio come il Vangelo di oggi (Lc 10,17-24), quando gli apostoli tornati dal loro viaggio  l’hanno condiviso con il Signore.

In ogni stanza ho ricordato loro una frase del mio musicista cattolico preferito, Martin Valverde: “Credete in un grande Dio, e vedrete un grande Dio”.

Originale: spagnolo. Traduzione: Pamela Fabiano, Roma, Italia

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