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Postato su 2021-05-26 In Missioni, Notizie dal Belpaese

PASQUA 2021: La missione è più forte del Covid

ITALIA, Francesca Cesarini e Anna Minici •

Per raccontarvi la Missione di Pasqua 2021 abbiamo deciso di far parlare le testimonianze di tre ragazze che vi hanno partecipato. Per cui faremo seguire delle domande guida che accompagneranno le parole di Maria Lucrezia, Alessandra e Manuela. —

missione“La Missione di Pasqua 2021 quest’anno si è svolta in modo differente: una missione virtuale”; infatti “il momento storico particolarmente difficile che tutti stiamo vivendo non ha sicuramente scoraggiato gli infiammanti cuori” delle gioventù di Roma, Puglia, Campania e Sicilia! “Ragazzi e ragazze si sono dedicati anima e corpo in questo percorso di crescita spirituale e maturazione individuale e sociale”.

La missione era basata sulle olimpiadi per cui “siamo stati divisi in tre squadre a cui i membri hanno dato un nome e assegnato una mascotte”. Le squadre si chiamavano: Colibrì, Svestiamo l’indifferenza ed AlterEco. “Ogni squadra aveva un compito ben preciso, come aiutare il prossimo donando cibo e vestiti, perdonare, pregare per i vivi e i morti e salvaguardare l’ambiente”. In questo modo “ognuno con la propria Opera di Misericordia si è avvicinato al fratello, alla natura e a Dio tramite la preghiere”. Tramite queste attività quindi “abbiamo avuto settimane di allenamento (riprendendo il linguaggio sportivo) affinché ci preparassimo al meglio alla Pasqua e, per stimolare tutti i ragazzi, ogni regione preparava video che trasmettevano un messaggio”, input settimanale per rinnovare l’impegno preso e le energie. Alessandra afferma che “utilizzando i mezzi a disposizione ci siamo sentiti uniti anche se distanti. In un momento così difficile avevamo bisogno di sentire la presenza di altre persone”. Anche Manuela ci racconta che “durante lo svolgimento delle missioni noi partecipanti condividevamo sul gruppo WhatsApp tutti i nostri progressi”.

Le opere di misericordia

missioneOgni gruppo aveva delle missioni specifiche da compiere; Manuela della squadra “Svestiamo l’indifferenza” scrive: “le nostre missioni erano due: vestire gli ignudi e perdonare le offese. E poi la missione comune a tutte e tre le squadre era quella di pregare per i vivi e per i morti”. Maria Lucrezia, appartenente alla squadra “AlterEco” dice, parlando delle opere di misericordia specifiche del suo gruppo: “chiamare gli anziani per fargli compagnia (in tempo di covid non si può fare altrimenti), raccogliere le cartacce da terra o regalare dei vestiti ai più bisognosi sono apparentemente piccoli gesti, ma in realtà riempiono il cuore di chi li compie e di chi li riceve. Anche lo smartphone, che tutti noi usiamo giornalmente per googlare qualsiasi cosa ci venga in mente o qualsiasi cosa di cui abbiamo bisogno, può essere usato come mezzo per fare un’opera di bene. Come? Semplice…basta cambiare motore di ricerca! Attraverso Ecosia (motore di ricerca al pari di Google) molti di noi hanno contribuito a piantare degli alberi facendo un certo numero di ricerche. Ecco cosa significa usare i nostri cellulari in maniera sostenibile e responsabile. Anche ascoltare un amico che ha bisogno di un consiglio e saper essere la mano di Dio per quella persona che ha bisogno di conforto”. Infine, il gruppo Colibrì si è occupato di dare da mangiare agli affamati e di consigliare i dubbiosi.

Sono state settimane intense, in cui ognuno si è dato da fare in modo originale e condividendo, regalando sorrisi e facendosi forza a vicenda. La Missione si è poi conclusa, come ci racconta Manuela, con un incontro al santuario di Belmonte per una via crucis molto originale e con un incontro collettivo su zoom dove ogni squadra ha dovuto scrivere una poesia utilizzando i vari dialetti dei membri.

Da tutta Italia in un solo cuore per Maria

missioneÈ stata sicuramente un’esperienza unica, bella e allo stesso tempo complicata, una vera e propria sfida! Questo il bilancio delle nostre testimoni:

Alessandra, dalla Puglia, scrive: “È stato bello conoscere altri ragazzi: conoscere i loro dialetti, i loro pensieri e soprattutto i loro valore per il movimento. In questo movimento ci si sente una vera e propria famiglia. Un grazie in particolare va a suor Julia e padre Facundo perché si sono messi a nostra disposizione e per averci donato esperienza di missione. Un’esperienza indimenticabile; attraverso i piccoli gesti abbiamo reso felici altre persone ma anche noi stessi. Il vero modo di essere felici nella vita è quello di procurare la felicità agli altri.”

Manuela, da Roma, condivide la sua esperienza dicendo che “sicuramente tra le missioni, la più difficile è stata per me quella di perdonare le offese. Il perdono è sempre un argomento spinoso e non sempre è semplice porgere l’altra guancia”. Aggiunge poi che “la collaborazione è sicuramente il bene più prezioso per vincere e portare avanti gli obiettivi comuni. Questo è l’insegnamento più grande che ho ricevuto”.

Infine, riportiamo quanto dice Maria Lucrezia, dalla Sicilia, che parlando del compito di ascoltare gli amici afferma che “le parole giuste hanno un gran potere e sono un mezzo per trasmettere pensieri positivi e l’amore di Dio”; rispetto al pregare gli uni per gli altri ritiene che “ci permette di credere ancora nella fratellanza umana e nel sentire con fervore la vicinanza dei cuori anche se ora siamo distanziati un metro e con le mascherine”. Infine, tirando le somme scrive che “la Missione 2021 seppur unica per modalità e attività che si sono svolte ha il sapore, come tutto ciò che facciamo in questo periodo, di libertà nell’amore e di vicinanza come forse mai l’avevamo sentita. Da tutta Italia in un solo cuore per Maria”.

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