Postato su 2015-04-13 In Riflessioni e opinioni

Cultura dell’Alleanza – Cultura del’Incontro

Lettera di Alianza del P. Guillermo Carmona, Direttore del Movimento di Schoenstatt in Argentina. Il tema di quest’anno è: In Alleanza, usciamo al incontro

Questa prima lettera d’Alleanza vuole aprire le meditazioni che faremo quest’anno. L’obbiettivo è, ogni 18 del mese, incominciando ad entrare nel motto della Famiglia di Shoenstatt 2015: “In Alleanza, usciamo al incontro”.

Oggi voglio parlarvi del rapporto fra “alleanza” e “incontro”. Da tanti anni fa si viene parlando della cultura dell’alleanza, terminologia che é finito coniare dalla preparazione del Giubileo. Papa Francesco, parla anche di “cultura del’incontro”. Queste due terminologie sono considerate sinonimo, e lo sono, ma allo stesso tempo ci sono differenze.

L’alleanza profila una forma di relazione: è mutuo e consapevole da entrambi le parti: si consolida quando c’è più o meno un obbiettivo chiaro, dove i contraenti cercano un beneficio. L’alleanza di Dio con il suo popolo, tema centrale nella Bibbia, è il rapporto dove il uomo riceve protezione, amore e benevolenza dal alto; e Dio percepisce la riconoscenza umile e amorosa da i suoi figli. La cultura dell’alleanza è uno stile di vita, dove il uomo vive ogni giorno il vincolo con Dio.

Ma l’alleanza può darsi anche con gli altri. Nella Bibbia si racconta d’allianze tra popoli e persone. Tutte percepiscono qualcosa; cé uno che prende l’iniziativa ma l´ altro accetta l´offerta ed entrambi compiono requisiti. In tutte le alleanze ci sono diritti e doveri; l´inosservanza puó essere motivo di rottura, separazione e distanza fra le parti. Quanto più seria è l’alleanza, meno innocuo é lei, come ad esempio l’alleanza matrimoniale.

Qualsiasi alleanza, sia onerosa o gratuita, hanno un obbiettivo: pretende un modo di vincolo che, se é presso seriamente, impegna tempo, denaro, dedizione, e in certi casi, anche la propria vita. E’ mutua: io guadagno, tu guadagni. Ha un costo e un beneficio, spirituale, materiale o sociale.

A differenza dell’alleanza “l’incontro” non ha maggior intenzioni. Non pretende niente dall’altra persona, può generare accettazione o rifiuto, vicinanza o distanza. Uscire all’incontro è andare alla ricerca senza altra intenzione che lo stesso incontro. Si parte dalla base che l´altro è una persona, figlio di Dio, qualcuno da rispettare e con chi posso dialogare.

E’ molto probabile che nessuno faccia alleanza con chi non condivida la sua ideologia, valori o desideri. Ma è possibile uscire all’incontro degli altri senza discriminazione, senza preconcetto o qualche giudizio. Uscire all’incontro può darsi con qualcuno che non ha la mia stessa ideologia sessuale, non condivide la mia religione, non abbia la mia linea politica oppure che non partecipe ne anche delle mie opzioni. E’ più universale.

Quando in novembre del 2014 abbiamo definito come meta: “usciamo all’incontro” li abbiamo dato una motivazione no un fine: uscire per trovare Gesucristo che vive in ogni uomo. Non abbiamo cercato di inculcare nulla, e non c’è intenzione proselitista. E’ esigente, perché implica la dimenticanza di se stesso, distacco sincero.

In questa Quaresima, guardando giá la vicinanza della Settimana Santa e la Pasqua, abbiamo l’occasione di scoprire quante volte il Signore e la Mater ci dicono: “usciamo all’incontro”. Ci hanno trovato, e secondo la nostra disponibilità ci hanno fatto una proposta in piú: “fare alleanza”. La Quaresima è l’occasione per riscoprire a Dio che ci cerca e vuole abbracciarci. Come un umile mendicante ci avviciniamo al Calvario e baciamo la croce di Gesucristo. Lì ci sarà sua Madre. Lei ci sarà offerta perché l’incontro finisca con l’allegria della Pasqua. Perché loro sono usciti al incontro, anche noi lo faremo specialmente quest’anno.

Un abbraccio cordial ad ogni uno di voi e la mia benedizione in questo giorno d’Alleanza.

P. Guillermo Carmona

 

Originale: Argentina – Traduzione: Gisela Ciola- Trento, Italia

 

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