Postato su 21. Novembre 2018 In Vivere l’Alleanza

Freschi nel vento – una nuova forma di ritiro

GERMANIA, Klaus Heizmann •

Dieci uomini in un veliero per una settimana, di fronte alla bellissima costa della Croazia e sotto ad un cielo da sogno sopra l’azzurro mare Adriatico, quello che invita a nuotare anche ad ottobre, è qualcosa che probabilmente accade di frequente. Però che uno degli uomini sia Padre Hans-Martin Samietz, che ha dato un’impronta a molti ritiri, nel quale tutti hanno potuto trovare lo spunto adatto per se stessi in quei giorni, questo probabilmente non è molto comune. –

Allo skipper Wolfgang (un esperto marinaio dotato di veri e propri certificati), insieme a Christian e Peter, è venuta questa idea: hanno motivato un facoltoso compagno di ritiri e in poco tempo il veliero era pieno. Uomini che venivano da posti tra Dresden e il Lago di Costanza, con dialetti differenti e diversi modi di arrivo a Schoenstatt, con diverse conoscenze in merito alla navigazione, al transito nelle acque, con equipaggiamento professionale fatto di vestiti impermeabili, arnesi e corda di sicurezza salvavita… tutto ciò ha contribuito a dare un interessante mix al nostro team!

Dopo essere arrivati con l’autobus da Klein-Schoenstatt (Monaco) o in aereo, ci siamo incontrati nel porto turistico di Split e la prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di andare a comprare alimenti. Abbiamo comprato talmente tante cose che sul molo ci hanno chiesto se stavamo venendo qualcosa. Però il nostro cuoco spirituale e i suoi aiutanti avevano comprato sistematicamente secondo le informazioni del libro di cucina di un negozio svizzero di mobili e questo ci ha fornito davvero una gustosa base per il pasto spirituale. E, ovviamente, c’erano anche delle bevande alcoliche spirituali.

Mantenere il silenzio, ascoltare, pregare

Il ritiro è consistito in un breve pensiero prima della colazione tutti insieme, che è iniziata in silenzio. Dopo aver recitato la preghiera della mattina del “Verso il Padre” e la benedizione del giorno, abbiamo riflettuto sulla rotta giornaliera, che dipendeva dal vento. Dopo salpavamo (le notti le abbiamo passate tutte nei porti, a bordo del veliero nelle nostre 5 cabine doppie) ed issavamo le vele o avanzavamo a motore, mentre veniva pulita la rispettabile cucina sottocoperta. Mentre uno di noi teneva il timone, P. Hans-Martin dava l’impulso per il giorno. Si introduceva la sua illuminazione con una canzone adeguata, per esempio: “Il Pescatore di Perle” di Puhdys o “Ragazze di Managua” di Gerhard Schöne. Giona è stato il nostro filo conduttore biblico. Nel tempo di silenzio, si sono annidate in noi domande connesse con la nostra storia e la nostra situazione di vita: scappo da me stesso? Per quali esperienze sono grato? Quando mi lamento con Dio?

È stato un sogno astrarsi nei propri pensieri sul ponte del veliero a vele spiegate, molte volte senza sapere nemmeno che ora fosse. Ogni giorno abbiamo potuto celebrare la Santa Messa sul ponte, a volte con, altre volte senza riparo, la maggior parte delle volte accompagnati dal viavai delle onde, ossia, senza vele e senza motore. Dopo mangiavamo un panino, soprattutto pane e strutto (così come caffè e bibite superalcoliche portate da casa). Molte volte Thomas doveva sparire sottocoperta per ridare a Klaus, il più grande, chiamato Flaxe) ciò che mancava.

Lunghe conversazioni

Le ore del pomeriggio erano piene di manovre con le vele e con la barca, girare e spostare, stare seduti in un gommoncino, gettare l’ancora e nuotare, in volo con il drone di Kuno sopra il nostro veliero.. una volta, il percorso e il vento ci hanno permesso di navigare ad una velocità sopra i 7 nodi! E questo con un’inclinazione tanto grande che tutti noi dovevamo stare legati! Incluso Matthias, il nostro instancabile fotografo. Da lui abbiamo imparato che, per un sassone, un mal di mare si chiama “gaksch”, mentre una visita ad una misteriosa grotta azzurra era abbastanza “naksch”.

Dopo piacevoli passeggiate notturne sulla riva, spesso potevamo attraccare sul moletto del porto, per esempio in Rogoniza o a Milna, e dopo guardare dall’alto il tramonto sulle isole, ci sedevamo insieme per fare una valutazione. La riflessione sulla giornata e gli spunti che ci erano venuti un mente ci hanno portato a lunghe conversazioni. Dopo la benedizione della notte, si tiravano fuori i canzonieri e mentre la ciurma lentamente si ritirava, continuavamo a cantare, accompagnati dal bellissimo contrabbasso di Karl, il grande Flaxe con il suo piccolo flauto e Kuno con la sua chitarra. Con le risate sulle molte storie e scherzi che c’erano nel mezzo, sembrava andare tutto abbastanza bene, perché la mattina seguente nessuno ci guardava male mentre andavamo a farci la doccia.

Duraturo

L’ultima sera, quando siamo arrivati al molo marittimo di Split contornato di palme, siamo passati insieme ad un enorme nave da crociera. Dalla parte alta della nave qualcuno dei passeggeri ci salutava. Ci invidiavano? Ad ogni modo, noi non li invidiavamo. Una cena a Split ha concluso questa meravigliosa settimana riccamente caricata da molte belle e profonde esperienze, prima dell’ultima notte nel nostro veliero. L’indomani, alle 5.00, siam partiti per il viaggio di ritorno. Durante le pause sull’autostrad, potevamo ancora sentire la dolce oscillazione della nostra barca. E questa sensazione è durata anche nei giorni successivi…

 

Foto: K. Heizmann, M. Horwarth

Originale: Tedesco 26/10/2018. Traduzione: Virginia Cosola, Roma, Italia

 

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