Postato su 2016-01-19 In Francesco - messaggio

Santa Madre di Dio, Madre della Misericordia

PAPA FRANCESCO NELLA CITTÀ DI ROMA – ANNO SANTO DELLA MISERICORDIA •

“Non hai altre domande?” Anche lui sentiva l’imminenza del nostro commiato e forse mi voleva dare la gioia di approfittare fino all’ultimo momento di quel contatto, di cui sapevamo che in questo modo non si sarebbe ripetuto. Ero venuto per fargli un’intervista, ma alla fine è stato lui che con delicatezza si è preoccupato del fatto che io potessi formulare tutte le mie domande… Cercando l’estro per un’ultima domanda, gli dissi un po’ ex abrupto: “Sì, Santo Padre! C’è un’ultima domanda che vorrei porre, nello stile che amano usare i giornalisti – cosa che io non sono! Le chiedo che cosa risponderebbe, brevemente e in poche parole, alla domanda: “Chi è per Lei la Madonna?”. Il Papa ha respirato profondamente, ha riflettuto un po’ e non ha esitato a dire con una voce dolce e piena di affetto: “Lei è mia Madre.” E dopo una breve pausa ha proseguito: ” E forse è l’unica persona con cui ho il coraggio di piangere. Perché io sono molto duro. Non ho l’abitudine di piangere”, ha affermato con un candore che non concordava del tutto con il contenuto delle sue parole. “Ma con la Madonna, sì, l’ho fatto. Lei lo sa. Sento che con lei posso piangere…”

Un estratto dal libro “Lei è mia Madre” di Padre Alexandre Awi, frutto di una delle interviste più personali fatte a Papa Francesco. Se si trova una casa editrice e il finanziamento, uscirà presto anche in tedesco.

Lei è mia Madre: Si è sentito una volta di più anche questo 1° gennaio, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, la sua chiesa preferita di Roma, la chiesa dei suoi mazzi di fiori per Maria.

Nell’ambito di quest’Anno Santo straordinario della Misericordia, Papa Francesco ha aperto, il 1° gennaio u.s., la Porta Santa della Basilica di Santa Maria Maggiore, presentando la Madonna come Madre della misericordia, icona del perdono senza limiti. Ha sottolineato che “E’ più che mai appropriato che in questo giorno noi invochiamo la Vergine Maria, anzitutto, come Madre della misericordia” e ha soggiunto: “Per noi, Maria diventa icona di come la Chiesa deve estendere il perdono a quanti lo invocano.”

Testo integrale dell’Omelia di Papa Francesco in occasione dell’Apertura della Porta Santa della Basilica di Santa Maria Maggiore, 1° gennaio 2016

Salve, Mater misericordiae!

E’ con questo saluto che vogliamo rivolgerci alla Vergine Maria nella Basilica romana a lei dedicata con il titolo di Madre di Dio. E’ l’inizio di un antico inno, che canteremo al termine di questa santa Eucaristia, risalente a un autore ignoto e giunto fino a noi come una preghiera che sgorga spontanea dal cuore dei credenti: “Salve Madre di misericordia, Madre di Dio e Madre del perdono, Madre della speranza e Madre della grazia, Madre piena di santa letizia”. In queste poche parole trova sintesi la fede di generazioni di persone che, tenendo fissi i loro occhi sull’icona della Vergine, chiedono a lei l’intercessione e la consolazione.

E’ più che mai appropriato che in questo giorno noi invochiamo la Vergine Maria, anzitutto, come Madre della misericordia. La Porta Santa che abbiamo aperto è di fatto una Porta della Misericordia. Chiunque varca quella soglia è chiamato a immergersi nell’amore misericordioso del Padre, con piena fiducia e senza alcun timore; e può ripartire da questa Basilica con la certezza – con la certezza! – che avrà accanto a sé la compagnia di Maria. Lei è Madre della misericordia, perché ha generato nel suo grembo il Volto stesso della divina misericordia, Gesù, l’Emmanuele, l’Atteso da tutti i popoli, il «Principe della pace» (Is 9,5). Il Figlio di Dio, fattosi carne per la nostra salvezza, ci ha donato la sua Madre che, insieme a noi, si fa pellegrina per non lasciarci mai soli nel cammino della nostra vita, soprattutto nei momenti di incertezza e di dolore.

Maria è Madre di Dio, è Madre di Dio che perdona, che dà il perdono, e per questo possiamo dire che è Madre del perdono. Questa parola – “perdono” – tanto incompresa dalla mentalità mondana, indica invece il frutto proprio, originale della fede cristiana. Chi non sa perdonare non ha ancora conosciuto la pienezza dell’amore. E solo chi ama veramente è in grado di giungere fino al perdono, dimenticando l’offesa ricevuta. Ai piedi della Croce, Maria vede il suo Figlio che offre tutto Sé stesso e così testimonia che cosa significa amare come ama Dio. In quel momento sente pronunciare da Gesù parole che probabilmente nascono da quello che lei stessa gli aveva insegnato fin da bambino: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno» (Lc 23,34). In quel momento, Maria è diventata per tutti noi Madre del perdono. Lei stessa, sull’esempio di Gesù e con la sua grazia, è stata capace di perdonare quanti stavano uccidendo il suo Figlio innocente.

Per noi, Maria diventa icona di come la Chiesa deve estendere il perdono a quanti lo invocano. La Madre del perdono insegna alla Chiesa che il perdono offerto sul Golgota non conosce limiti. Non può fermarlo la legge con i suoi cavilli, né la sapienza di questo mondo con le sue distinzioni. Il perdono della Chiesa deve avere la stessa estensione di quello di Gesù sulla Croce, e di Maria ai suoi piedi. Non c’è alternativa. E’ per questo che lo Spirito Santo ha reso gli Apostoli strumenti efficaci di perdono, perché quanto è stato ottenuto dalla morte di Gesù possa raggiungere ogni uomo in ogni luogo e in ogni tempo (cfr Gv 20,19-23).

L’inno mariano, infine, continua dicendo: «Madre della speranza e Madre della grazia, Madre piena di santa letizia». La speranza, la grazia e la santa letizia sono sorelle: tutte sono dono di Cristo, anzi, sono altrettanti nomi di Lui, scritti, per così dire, nella sua carne. Il regalo che Maria ci dona dandoci Gesù Cristo è quello del perdono che rinnova la vita, che le consente di compiere di nuovo la volontà di Dio, e che la riempie di vera felicità. Questa grazia apre il cuore per guardare al futuro con la gioia di chi spera. E’ l’insegnamento che proviene anche dal Salmo: «Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo. […] Rendimi la gioia della tua salvezza» (51,12.14). La forza del perdono è il vero antidoto alla tristezza provocata dal rancore e dalla vendetta. Il perdono apre alla gioia e alla serenità perché libera l’anima dai pensieri di morte, mentre il rancore e la vendetta sobillano la mente e lacerano il cuore togliendogli il riposo e la pace. Cose brutte sono il rancore e la vendetta.

Attraversiamo, dunque, la Porta Santa della Misericordia con la certezza della compagnia della Vergine Madre, la Santa Madre di Dio, che intercede per noi. Lasciamoci accompagnare da lei per riscoprire la bellezza dell’incontro con il suo Figlio Gesù. Spalanchiamo il nostro cuore alla gioia del perdono, consapevoli della fiduciosa speranza che ci viene restituita, per fare della nostra esistenza quotidiana un’umile strumento dell’amore di Dio.

E con amore di figli acclamiamola con le stesse parole del popolo di Efeso, al tempo dello storico Concilio: “Santa Madre di Dio!”. E vi invito, tutti insieme, a fare questa acclamazione tre volte, forte, con tutto il cuore e l’amore. Tutti insieme: “Santa Madre di Dio! Santa Madre di Dio! Santa Madre di Dio!”.

Papst Franziskus Kardinal Jorge Mario Bergoglio wurde am 13.3.2013 vom Konklave zum Papst gewählt. Bild: Papst Franziskus besuchte am 14. März 2013 die Basilika Santa Maria Maggiore in Rom. REUTERS/Osservatore Romano (ITALY - Tags: RELIGION) FOR EDITORIAL USE ONLY. NOT FOR SALE FOR MARKETING OR ADVERTISING CAMPAIGNS. THIS IMAGE HAS BEEN SUPPLIED BY A THIRD PARTY. IT IS DISTRIBUTED, EXACTLY AS RECEIVED BY REUTERS, AS A SERVICE TO CLIENTS. - RTR3EZ1X

[Testo originale: Italiano]

Tags: , , , , , , , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *