Postato su 21. Settembre 2015 In Schoenstattiani

Cile trema

CILE, Carmen María Rogers •

16 settembre

È primavera. Le strade sono particolarmente belle sotto il cielo limpido, con i loro alberi fioriti e gli edifici imbandierati. I supermercati, i bancomat, le strade d’uscita da Santiago, le stazioni di servizio … dappertutto regna la tensione, nella gioia dell’attesa che precede il riposo di un fine settimana speciale: la vigilia della Festa dell’Indipendenza. Il giorno 17 solo pochi lavorano e massimo fino a mezzogiorno; tutti sono comunque occupati preparando lo spiedo, il viaggio, la festa.

Si discute sulla situazione politica della prossima settimana all’Aia, che dovrà decidere sulla controversia con la Bolivia per l’accesso al mare. Si fanno speculazioni sul con chi la Presidentessa ballerà la Cueca ufficiale per l’inaugurazione delle “Fondas” (fa parte della coppia tradizionale il sindaco di Santiago, ma è donna; ci sarebbe il figlio, ma è messo in discussione…). Si commenta la poco felice coincidenza dell’Opera per la Serata di gala ufficiale del 18 settembre, ossia “I due Foscari”, la cui trama tratta della difficile decisione di un padre costretto a punire il figlio con l’esilio. E si parla del “terremoto”, che è la bibita più popolare di queste feste e poi si censura, si critica, si discute … mentre il Congresso sta in procinto di legalizzare l’aborto, con l’aiuto del Partito Democristiano.

Al settimo piano – che qui in Cile chiamiamo “ottavo” perché da noi il primo è il pianterreno – mia madre di quasi 90 anni è già andata a letto, mia sorella si è appena preso, penso, il Rotavirus (un tipo di virus RNA), almeno così mi sembra, ed io termino i dettagli di una consegna che devo fare il 17, anche se nessuno lavora.

Ed ecco che prende a tremare. E continua. E non finisce

Non possiamo allontanarci dal letto di mamma. trema anche quando scrivo a Maria in Germania, la coordinatrice di schoenstatt.org , tramite email mentre ancora funziona. È la prima notizia di terremoto che arriva là, molto dopo la mezzanotte, orario locale.

Parlo con mia cognata per telefono, invio degli whatsapp … e sto mangiando una mela quando mi accorgo che la lampada a stelo non smette di oscillare.

E continuano ad oscillare la televisione, la luce, l’internet fino al cellulare operativo. Ma continuano a funzionare!

8,4 di magnitudo della scala Richter. Ci sono frane e smottamenti, allarme di tsunami per tutta la costa del Pacifico e finora una decina di morti.

La distruzione è grande, da non paragonare a quella del 27 f, perché abbraccia un’area di 400 km densamente popolata.

E abbiamo già il libro guinness dei record: è il terremoto più violento del 2015 nel mondo.

Ma, “siccome qui non è successo niente”, corriamo il rischio di dimenticarcene, come dimentichiamo i Siriani, i perseguitati e i persecutori e tutti coloro che soffrono!

È stata sospesa l’allerta dello tsunami, a un’ora dall’ultima scossa sensibile di assestamento, e mi dispongo a cominciare un nuovo giorno. Viva Cile, viva il 18.

In Alleanza solidale – e tecnologica, come ha soggiunto ieri Susana Stanley del nostro team…

Carmen Maria Rogers

Il terremoto di Illapel 2015 è un sisma che si è verificato alle 19:54 ora locale di mercoledì 16 settembre 2015 e che ha raggiunto la magnitudo 8,4 della scala sismica. L’epicentro si trova a 42 km di distanza da Canela Baia e a 46 km da Illapel, nel territorio di Coquimbo. Si è sentito in gran parte del Cile e in alcune zone dell’Argentina e del Brasile. A causa del terremoto è stata subito sospesa la festa tradizionale della “Pampilla de Coquimbo” che si fa tutti gli anni per l’anniversario dell’Indipendenza del Cile. E sono state sospese anche le lezioni di tutte le scuole tra i territori di Atacama e I Laghi. (Wikipedia)

Preghiamo per tutti coloro che sono stati colpiti da questo terremoto – in alleanza solidale e alla vigilia del 18 settembre.

Fotografie

Originale: Spagnolo. Traduzione: Maria D. Congiu, Roma, Italia

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