Postato su 18. Giugno 2015 In secondo seculo

Tre domande … su Schoenstatt nel Secondo Secolo dell’Alleanza d’Amore (19)

Oggi risponde: Alejandro Blanco Araujo, Ph. D. Membro della Federazione-Sacerdoti di Schoenstatt, Regione Argentina. Membro della Direzione Internazionale della Federazione, Direttore Spirituale del Movimento di Schoenstatt, Argentina. Consulente Pedagogico dell’Istituto Estrada – City Bell (Scuola Kentenich). Professore di Filosofia della Religione presso la USAL, Universidad del Salvador, Buenos Aires

Sono già sei mesi che ci siamo incamminati nel secondo secolo di Alleanza d’Amore … : Come sogna questo Schoenstatt nel suo essere, nella sua localizzazione in Chiesa e mondo e nel suo operare?

Sogno Schoenstatt che libera il carisma di Padre Kentenich per la Chiesa e per il mondo. Uno Schoenstatt che fa ritornare definitivamente Padre Kentenich dall’esilio. Il Carisma-Kentenich contribuisce ad una visione singolare dell’uomo, del mondo e di Dio, che unita ad altre correnti del tempo permette alla Chiesa di integrare la Modernità e dialogare con la cultura contemporanea nella sua complessità. Questa visione – che considero la missione storica di Kentenich e della sua opera – potrebbe perdersi se Schoenstatt diventa un mero movimento di pietà.

Cosa dobbiamo lasciarci alle spalle o evitare, affinché questo sogno diventi realtà? Quale passo concreto dobbiamo intraprendere, affinché questo sogno diventi realtà?

È ovvio che Schoenstatt debba restare fedele alla sua forma originale di vivere l’Alleanza d’Amore con la MTA nel Santuario. Ma affinché possa contribuire efficientemente, Schoenstatt deve “uscire” (come recita il Memorandum del Congresso di Pentecoste 2015) da se stesso e “de-centrarsi” (come sollecita il Papa nell’Udienza alla Famiglia di Schoenstatt dell’Ottobre 2014).

Affinché questa “uscita” diventi realtà, Schoenstatt deve:

  1. In primo luogo, capire la missione storica di Padre Kentenich e la sua “visione”, che lo obbliga ad abbandonare forme fin troppo ancorate alla “Chiesa dell’antica riva”, che gli forniscono “sicurezza” (davanti alla paura del nuovo) al prezzo di perdere la sua virtù di movimento di “rinnovamento”. Alcune di queste forme fossilizzate hanno a che vedere con uno stile di conduzione velatamente autoritario , poco democratico, che riproduce forme classiche di “verticalismo clericale” (in laici, clero, uomini o donne) in via di esser superate ( speriamo) nella Chiesa di Papa Francesco. La struttura federativa di Schoenstatt dovrebbe incarnare in se stessa, per la Chiesa, una forma di organizzazione emancipatrice da clericalismi e verticalismi. Altre forme fossilizzate si manifestano nelle difficoltà che Schoenstatt sperimenta elaborando nuove situazioni che affiorano nella vita familiare e sociale, creando l’esclusione di alcune persone dalle fonti di spiritualità, contrariamente ad una prassi in cui la cosa principale è la misericordia, secondo il corso indicato dalla Evangelii Gaudium e Misericordiae Vultus. In relazione a quest’ultima c’è una revisione coraggiosa e più profonda dell’etica della sessualità, alla luce di ciò che Josef Kentenich ha abbondantemente riflettuto e segnalato.
  2. In secondo luogo, Schoenstatt deve abbandonare un linguaggio verbale e gestuale troppo ermetico che lo porta a chiudersi in se stesso e che rende difficile il dialogo con la cultura.
  3. Ed infine, deve decidersi ad inserire il Carisma-Kentenich nei fori della cultura contemporanea. Ciò si concretizzerà se Schoenstatt fa sì che la visione di Kentenich disputi (contribuendo ed ascoltando) con le correnti del tempo negli ambiti accademici, nell’arte, nel pensiero, nell’educazione, nella politica. Il nostro contributo più importante, in vista delle rivendicazioni sociali degli esclusi, passa inserendo nella vita politica congegni ispirati ad un’altra forma di concepire l’uomo, il mondo, Dio e la relazione dell’uomo con Lui, contribuendo così essenzialmente alla Visione- Kentenich.
Originale: Spagnolo. Traduzione: Maria Dolores Congiu, Roma, Italia

 

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