Postato su 2020-04-28 In Notizie dal Belpaese

Il coraggio di sognare

ITALIA, Pamela Fabiano •

In tempo di pandemia, il Presidente Mattarella conferisce il titolo di Alfiere a Maria Lucrezia Rallo, dirigente delle Apostole di Maria in Sicilia.—

Come ogni anno, anche quest’anno in tempo di pandemia, il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha conferito 25 Attestati d’onore di “Alfiere della Repubblica” a giovani che si sono distinti come costruttori di comunità, attraverso la loro testimonianza, il loro impegno, le loro azioni coraggiose e solidali.

Sono giovani che rappresentano modelli positivi di cittadinanza e che sono esempi dei molti ragazzi meritevoli presenti nel nostro Paese.

Tra gli insigniti di quest’anno, con emozione ed enorme gratitudine, ritroviamo una giovane ragazza della Gioventù femminile italiana, Maria Lucrezia Rallo, di Marineo, Sicilia.

Maria Lucrezia, che è dirigente delle Apostole di Maria, riceve l’Attestato e il titolo di Alfiere della repubblica con questa motivazione:

Maria Lucrezia Rallo, 17 anni, residente a Marineo (PA) – Per il talento mostrato nella scrittura e nella poesia, talento che è riuscita ad unire a un impegno di cittadinanza attiva e ad azioni concrete di volontariato e di solidarietà.  

Dopo un iniziale momento di gioia, sorpresa e mille telefonate e messaggi di congratulazione, Maria Lucrezia ha trovato il tempo di rispondere alle nostre domande e di raccontarci le sue emozioni e la sua storia.

Maria Lucrezia, raccontaci come hai avuto la notizia e come ti sei sentita al leggere dell’onorificenza.

È stata una magica sorpresa. La mattina del 22 aprile, una chiamata dal Quirinale mi ha donato una gioia immensa! Papà ha risposto a questo numero un po’ strano e quando gli hanno comunicato la notizia, dalla forte emozione ha chiesto di ripetergli il tutto per ben due volte! Il problema è stato poi farmi capire che non era uno scherzo, ma la realtà. Chi poteva mai credere di essere diventata un Alfiere, così all’improvviso? Essere un Alfiere della Repubblica Italiana non può che essere un onore, ma anche una bella responsabilità. Sono stata riconosciuta come “esempio positivo” per la comunità e questo non può che essere un motore interiore che spero possa sempre portarmi al miglioramento personale e ad un più crescente impegno per la mia comunità.

Le motivazioni della onorificenza sono “Per il talento mostrato nella scrittura e nella poesia, talento che è riuscita ad unire a un impegno di cittadinanza attiva e ad azioni concrete di volontariato e di solidarietà”.  Quali sono, secondo te, i talenti dei giovani italiani oggi e cosa pensi di poter dire loro in base alla tua esperienza?

La motivazione mi descrive in pieno ed è molto bello poter leggere queste parole che così semplicemente descrivono tanti sacrifici ma anche tanti momenti belli fatti di passione e di amore per gli altri. Noi giovani abbiamo davvero tante belle qualità ma soprattutto abbiamo ancora il coraggio di sognare. Alcuni adulti ci descrivono come “nulla facenti” ma non è così. Vogliamo migliorare il nostro mondo perché lo amiamo e perché ancora riusciamo a meravigliarci delle piccole cose. Ciò che mi sento di dire a tutti i ragazzi è che ognuno di noi è diverso ma nella sua diversità è speciale. C’è qualcosa dentro di noi che splende e ci fa brillare, ma ciò succede solo se impariamo ad accertarci e volerci bene. Solo se impariamo ad amarci possiamo permettere agli altri di volerci bene e rispettarci.

La tua vita è saldamente intrecciata all’esperienza cristiana, nel percorso del Movimento di Schoenstatt. Come cristiana e schoenstattiana italiana, come vivi questi mesi di isolamento dovuto alla pandemia da Covid-19?

È un momento di grande prova, ma più che mai sento Dio e la Mater vicini. Le mie giornate sono piene di studio e cerco di tenermi impegnata insieme alla mia famiglia e sto riscoprendo una nuova spiritualità. È stato molto commovente vedere piazza San Pietro nel silenzio di un pomeriggio piovoso e un uomo vestito di un candido bianco attraversarla con una grande fede nel cuore: eravamo tutti con lui indipendentemente da tutto. Essendo, poi, responsabile del primo gruppo di Apostoline in Italia ho cercato con loro dei metodi alternativi per poter continuare la nostra missione. Ci vediamo tramite videochiamate e siamo più unite che mai! Il Signore opera miracoli. Preghiamo intensamente affinché tutto finisca presto e che un giorno (spero non troppo lontano) potremo abbracciarci nuovamente.

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