Postato su 30. Aprile 2010 In Anno sacerdotale

Chiamati ad appoggiare i nostri sacerdoti

Called to support the priests (photo: Auxiliary Bishop Rafael Biernaski)AFRICA DEL SUD, Sarah-Leah Pimentel. Quest’anno la Famiglia di Schoenstatt a Johannesburg concentra la sua attenzione sul sacerdozio, poiché mancano ancora alcuni mesi per terminare l’Anno Sacerdotale e anche si commemora il centenario dell’ordinazione di P. Kentenich. Alla luce della visione negativa trasmessa dai massmedia su i nostri sacerdoti nelle ultime settimane, la Lega Femminile ha fatto conoscere l’ultimo Giorno dell’Alleanza la seguente riflessione come risposta.

 


In giugno dell’anno scorso, il Santo Padre ha dichiarato l’Anno Sacerdotale. Quest’anno anche celebriamo il centenario dell’ordinazione di Padre Giuseppe Kentenich, Padre e Fondatore del Movimento di Schoenstatt.

Alla luce di questi due eventi, siamo chiamati in modo speciale ad appoggiare i nostri sacerdoti, forse ancora di più ora, quando la Chiesa nel suo complesso riconosce l’esistenza di sacerdoti, che hanno provocato un gran danno a membri della Chiesa. Questi uomini, che rappresentano Cristo in terra, hanno distrutto per molti la possibilità di avere una relazione tenera e profonda con Cristo.

Noi, membri della Lega Femminile di Schoenstatt a Johannesburgo, Africa del Sud, consideriamo che come laici, ci sono molti modi di appoggiare i nostri sacerdoti, come contributo all’altare di nostro Signore.

Pregando

Spesso ci lamentiamo dei nostri sacerdoti, per avere fatto quello che non dovevano aver fatto o per tutto quello che non hanno fatto. Commentiamo i difetti del loro carattere. Forse chissà questo mese siamo chiamati ad astenerci da questo tipo di pettegolezzi, ed usare, invece, la nostra lingua per pregare per loro. Possiamo dedicare una preghiera ogni giorno al nostro parroco e a qualsiasi sacerdote che sia passato nella nostra vita negli ultimi anni.

Di quali preghiere hanno bisogno i nostri sacerdoti? Possiamo pregare per il loro sacerdozio. Tutti i giorni, infatti, osserviamo quanto la loro vocazione sia minacciata. Possiamo pregare, perché anche quando si sentiranno vuoti, saranno colmati di molti doni e grazie. Possiamo pregare, perché ogni giorno si alzino pieni di entusiasmo per la loro missione, con forza per affrontare le difficoltà quotidiane. Possiamo pregare, affinché sentano che Dio ascolta le loro preghiere.

Elogiando

Dobbiamo riconoscere pubblicamente la loro opera, e ringraziarli per il buon lavoro che fanno nelle nostre comunità. Elogiamo a chi se lo merita, ripete l’antico detto. Perché non raccontare, quando n’abbiamo l’opportunità, un’esperienza positiva vissuta con un sacerdote? O alcune virtù che ammiriamo dei nostri sacerdoti, con i quali abbiamo vissuto esperienze durante gli ultimi anni? Potremmo ringraziare il nostro parroco una volta la settimana di qualcosa che ci ha colpito personalmente.

Aiutandoli

Spesso, quando assistiamo alla Messa, ci dimentichiamo che i nostri sacerdoti hanno tanti altri obblighi da compiere. Devono visitare i malati, consigliare tanta gente che chiede loro consigli, aiuto, assistere la comunità locale, organizzare programmi spirituali, occuparsi della manutenzione della chiesa e per tante altre innumerevoli attività che ci sono in una parrocchia.

Non sarebbe più facile il loro lavoro se potessimo liberarli di alcuni dei loro incarichi? Non importa che si può aiutare solo un poco, se ciascun fedele apportasse la sua piccola collaborazione alla vita della Chiesa, sicuramente il lavoro del parroco sarebbe molto più facile. Immaginatevi che bene sarebbe per la parrocchia, se il sacerdote avesse a sua disposizione un elettricista, un idraulico o un giardiniere per la manutenzione della Chiesa. Chi ha attitudini basiche per l’informatica e l’attenzione telefonica, potrebbe facilmente risolvere la metà dei problemi amministrativi, con cui i sacerdoti devono lottare. Non sarebbe meglio dare ad una persona di fiducia il compito di portare il denaro della colletta alla banca e di pagare i conti?

Spesso pensiamo che siamo l’unica persona nella parrocchia, e che il parroco deve rispondere a tutte le nostre necessità. Possiamo aiutarlo chiedendogli un appuntamento in un momento che gli sia conveniente, invece di voler parlare con lui dopo la Messa, perché conviene a noi.

Ci sono molte maniere con le quali possiamo aiutare i nostri sacerdoti con le loro occupazioni di carattere materiale, lasciando loro più tempo per continuare il loro lavoro di assistere la comunità.

Impegnandosi

Prima del Concilio Vaticano II, i sacerdoti e i religiosi facevano tutto. Grazie al Vaticano II, già non abbiamo scuse per impegnarci a diffondere la Parola di Dio. Nel 1931, molto prima del Concilio Vaticano II, Padre Kentenich ha tenuto una conferenza a sacerdoti, in cui ha affermato: “Anche i laici hanno una missione. Sono uniti a Cristo e Cristo vuole compiere la sua missione anche attraverso loro“.

Padre Kentenich intende che nella misura che la gente si educa, ha più “accesso al potere politico e spirituale-intellettuale“. Il laico, perciò, è capace di prepararsi per compiere la missione di Dio qui in terra. Padre Kentenich promuove un solido “programma” come autodidatta, il che ci prepara a scoprire una relazione più profonda con Cristo mediante la nostra meditazione dei Vangeli, ed un’attiva ricerca per comprendere di più dettagliatamente gli insegnamenti della Chiesa. L’essere autodidattico ci conferisce anche una maggiore responsabilità come laici verso la nostra Chiesa e la comunità in cui noi viviamo. Padre Kentenich ci avverte che “i problemi della Chiesa peggiorano, perché tanti cattolici, che sono tra noi, stanno dormendo” e perciò c’insiste a “risvegliare un senso religioso di responsabilità. Molti laici, uomini e donne, sono preoccupati per la Chiesa“.

In questa nota, ciascuno di noi è chiamato alla riflessione: Quali aeree hanno bisogno che io lavori come autodidatta? E come posso aiutare così il ministero della Chiesa?. Sono chiamata a dare catechismo, ad organizzare uno studio di Bibbia o un gruppo di preghiera, o a propormi come ministro dell’Eucaristia o a proclamare la Parola? Vuole Dio che io usi le mie abilità per organizzare una mensa per i poveri nella parrocchia? C’è qualche altra attività pericolare che solo io possa realizzare?

Essendo responsabili

ChurchFinalmente siamo impegnati a collaborare con i nostri sacerdoti in maniera efficiente. Ma dobbiamo ricordare che i nostri sacerdoti sono anche umani e possono sbagliare. In questi casi è nostra responsabilità pregare per saper discernere, affinché lo Spirito Santo possa guidarci come avvicinarci a loro, come far loro capire che hanno mancato al loro gregge e si sono allontanati dalla missione che Dio ha loro affidato. Attraverso il mio esempio e il mio rapporto con il parroco, lo aiuto, affinché viva la sua vocazione o glielo rendo più difficile?

Nel 25º anniversario del suo sacerdozio, Padre Kentenich ha legato con un vincolo il ‘successo’ della sua vocazione a “tutti coloro che hanno legato con un vincolo le loro vite e destini…ai miei“. La santità del sacerdozio anche dipende parzialmente da noi. Padre Kentenich c’insisteva ad “unirci gli uni con gli altri interiormente” , il che significa che non solo i nostri cuori sono uniti alla gente, con cui condividiamo vincoli naturali, bensì dovremmo anche unire i nostri cuori ai cuori dei nostri sacerdoti – questa è la maniera di appoggiarli e di aiutarli a continuare essendo buoni sacerdoti.

Se i nostri cuori sono uniti, significa che abbiamo un vincolo in comune che ci unisce e ci fa essere uno solo, ci fa essere una famiglia. In Schoenstatt, questo vincolo è la nostra Alleanza d’Amore e viviamo quest’Alleanza attraverso il nostro contributo al Capitale di Grazie. Padre Kentenich lo chiarisce perfettamente, al riflettere sul sacerdozio e sulla sua missione di unirsi al popolo di Dio, afferma: “hanno salvaguardato la famiglia aumentando gli apporti al Capitale di Grazie“. Nello stesso modo possiamo aiutare a salvaguardare la famiglia della Chiesa Cattolica alla luce di tutte le sfide che affronta mediante l’aumento dei nostri contributi al Capitale di Grazie.

La Lega Femminile di Schoenstatt a Johannesburg invita la Famiglia di Schoenstatt ad appoggiare i nostri sacerdoti offrendo loro un aiuto pratico, che possiamo continuare nelle nostre parrocchie, quando ritorneremo alle nostre attività ed offrirlo come un contributo al Capitale di Grazie per il proprio parroco o per un sacerdote, con cui ci sia un contatto interiore come ha affermato Padre Kentenich.

E non vi scoraggiate che i vostri sforzi siano inutili alla luce dell’enorme compito che abbiamo e ascoltate le parole del Padre, quando ci incute forza affermando: “Un giorno l’eternità rivelerà come le anime più piccole e più nascoste della nostra Famiglia hanno contribuito con un tesoro dopo l’altro. Senza vite eroiche di sacrificio e preghiera, lo spirito di famiglia che abbiamo oggi, sarebbe impensabile. Veramente nulla senza di Te“.

Traduzione: Maria Tedeschi, La Plata, Argentina