Postato su 10. Ottobre 2015 In secondo seculo, Vivere l’Alleanza

Tre domande … su Schoenstatt nel Secondo Secolo dell’Alleanza d’Amore (33)

Oggi risponde Braulio Heisecke, paraguayano, 21 anni, attualmente a Roma per un anno. Fa parte del gruppo “Misión Roma” •

Sono già sei mesi che ci siamo incamminati nel secondo secolo di Alleanza d’Amore … : Come sogna questo Schoenstatt nel suo essere, nella sua localizzazione in Chiesa e mondo e nel suo operare?

Sogno Schoenstatt in cerca di rinnovarsi e di interrogarsi costantemente sul suo essere spirituale ed apostolico.

Che cerca questo rinnovamento interiore (personale e di gruppo) per poter essere più sensibile ad ascoltare, interpretare ed agire, in base alla chiamata specifica di Dio, di Gesù e della Vergine Maria.

Che si interroga dei suoi atti, metodi, spiritualità, difetti e virtù.

Sogno Schoenstatt impegnato con e per la Chiesa, a disposizione degli altri, in uscita.

Schoenstatt più sensibile alle realtà parrocchiali.

Che non perde mai la gioia e il fervore che contraddistinguono il cristiano.

Cosa dobbiamo lasciarci alle spalle o evitare, affinché questo sogno diventi realtà?

Credo che dobbiamo evitare di far prevalere la modalità “quantitativa”.

Non permettere che i successi e gli insuccessi si misurino in base a numeri.

L’idea è di invitare a vivere una spiritualità umile, di mostrare quel Gesù che si trova nelle persone che ci stanno accanto. E per arrivare a questo non credo che sia indispensabile avere grandi “numeri”.

Sapere che da “tutte” le persone con cui viviamo (siano esse nuove, più giovani, uomini, donne) possiamo imparare e imitare qualcosa.

Quale passo concreto dobbiamo intraprendere, affinché questo sogno diventi realtà?

Un passo, che credo sia molto importante, sarebbe di garantire la vita spirituale, che è nucleo e motore di tutto ciò che facciamo. Se non abbiamo come priorità una vita di preghiera e di meditazione, è probabile che facciamo le cose per il semplice fatto di doverle fare. I nostri atti, sforzi, sacrifici, insuccessi e successi devono essere profondamente ancorati nel Capitale di Grazie e in Dio.

L’ultimo passo sarebbe quello di sognare in grande, di dare prova con i fatti dell’impegno assunto. È giunto il momento di fare salti “di follia” della fede. Uscire dallo schema con radicalità, piena fiducia e amore.

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Originale: Spagnolo. Traduzione: Maria D. Congiu, Roma, Italia

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