Postato su 2. Ottobre 2015 In Vivere l’Alleanza

Guardando dalla finestra del Sudafrica; Quattro letti in Portogallo e: “C’è per caso ‘in Argentina’ il ‘Dulce de Leche’ per l’inaugurazione?

ROMA, Belmonte, di Maria Fischer •

È l’8 settembre 2015. È l’XI anniversario della Benedizione del Santuario di noi tutti a Roma. La Famiglia di Schoenstatt d’Italia ha festeggiato l’anniversario della Benedizione del Santuario già la domenica precedente – “per l’ultima volta con il cantiere”, come dice Davide Russo. Dopo tutto, le conferenze e la santa Messa non hanno avuto più luogo, come in precedenza, in una tenda affittata. L’atrio della Domus Pater Kentenich sta a disposizione già da quando c’è stato il Pellegrinaggio giubilare dell’ottobre 2014. Quanti bei ricordi si ridestano di incontri avuti qui, di vendita di libri e ricordini religiosi, di una tazza di caffè, bibite e tante conversazioni! Il fatto che questo 6 settembre si siano sfasciate alcune sedie di plastica, è forse anche segno che il provvisorio sta per finire …

La Domus Pater Kentenich sarà presto ultimata, proprio in coincidenza con l’Apertura dell’Anno Santo della Misericordia, 50 anni dopo la fine del Concilio Vaticano II e della Posa Simbolica della Prima Pietra del Santuario Matri Ecclesiae per mano di Padre Kentenich, insieme alla sua conferenza programmatica sulla missione di Schoenstatt nella Chiesa postconciliare.

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Più che solo mobili

“La Domus Pater Kentenich di Belmonte è in fase di ultimazione. Presto si riempirà di mobili, lampade e tecnica, mentre le porte e le finestre, i bagni e le piastrelle ci sono già. Perché si riempia ancor più di vita, nello spirito dell’Alleanza e della gioia del Vangelo e dell’Amore alla Chiesa, serve però qualcosa di più dei soli mobili: servono idee, entusiasmo, movimento, vita”, scrive il Rettore Don Daniel Lozano, in una lettera con la quale invita a creare insieme. E continua scrivendo che: “Servono Anfore, in cui l’acqua dell’Alleanza, che scaturisce da molti Santuari del mondo, diventi ‘vino’ dell’Amore alla Chiesa. Servono Colonne, che reggano la Domus del Padre; servono Volti che diano Volto all’Immagine della Madonna – tre iniziative degli ultimi anni che hanno messo e mettono ancora in movimento.”

Il meglio dalla Cultura dell’Alleanza di ogni Paese

Egli cita poi l’iniziativa che rende unica la Domus Pater Kentenich tra tutte le Case di Schoenstatt sparse per il mondo. “Serve il meglio della Cultura dell’Alleanza di ogni Paese in cui c’è Schoenstatt, serve la testimonianza vissuta degli Schoenstattiani: per questo motivo c’è in questa Casa una Stanza per ogni Paese in cui c’è un Santuario e ci sono tre Sale per seminari che portano il nome di personalità che hanno dato un’impronta a Schoenstatt: Padre Franz Reinisch, Gertraud von Buillon e Joao (Giovanni) Pozzobon. L’8 Settembre, nell’XI anniversario della Benedizione del nostro Santuario, noi, come Direzione Generale dell’Istituto dei Sacerdoti Diocesani di Schoenstatt, abbiamo applicato solennemente i nomi dei Paesi e di queste tre personalità alle porte delle camere degli ospiti e dei vani adibiti a seminari.”

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Una decisione presa nella serata del 7 settembre

Torniamo a questo 8 settembre. Da lunedì 7 settembre, la Direzione Generale dell’Istituto dei Sacerdoti Diocesani sta in riunione a Belmonte. Intensivamente, poiché la si vede appena. La sera del 7 settembre si prende una decisione: “Non aspettiamo fino a quando si prenoti qualcuno per la terza Sala di Seminari ancora “libera”. Le altre due hanno già un nome per iniziativa di amici di Padre Reinisch e della Federazione-Donne di Schoenstatt. La terza porterà il nome di Joao Pozzobon – e speriamo che la Campagna della Madonna Pellegrina di tutto il mondo sostenga questa Stanza!” Viene quasi la pelle d’oca. Undici anni prima, proprio alla stessa ora in cui viene presa questa decisione, centinaia di missionari e missionarie tenevano in alto le loro Immagini pellegrine. L’Immagine della MTA destinata al Santuario era appena caduta a terra andando in mille frantumi. Un segno tacito e forte. Noi ci siamo. Continuiamo a portare la Madonna …

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“Ma che bella Stanza è toccata alla Germania!”

Ritorniamo all’8 settembre. Nel tardo pomeriggio c’è nel Santuario la santa Messa per la Festa della Natività di Maria. Ma poco prima ha luogo un avvenimento importante: l’assegnazione delle Stanze dei Paesi.

Promemoria: Per la Benedizione del “Santuario di noi tutti”, nel settembre del 2004, la ricchezza dei popoli fu portata nel Santuario in numerose Anfore originali. Dopo dieci anni i Paesi sono invitati a svelare qualcosa della loro ricchezza nella “loro” Stanza della Domus del Padre.

Chi un giorno abiterà in una di queste Stanze, “abiterà” anche nel cuore e nella vita di un determinato Paese con una propria missione e cultura del tutto originali.

Infatti, Belmonte dovrà essere il dono di tutti questi Paesi e una Casa di tutti i popoli e culture in Alleanza d’Amore. Dove ognuno potrà essere come egli è, dove tutti abiteranno sotto lo stesso tetto e si sentiranno di casa, vicendevolmente insieme, vicini e un cuor solo.

Nella Domus Pater Kentenich ci sono 31 camere per ospiti, suddivise in due piani: ci sono camere singole e doppie. Inoltre due camere attrezzate per disabili e altre due camere con quattro letti ciascuna – per famiglie o giovani, fino a quando saranno completate le camere per giovani. Ci sono 31 Paesi che hanno un Santuario. Queste camere avranno quindi i nomi di questi 31 Paesi. E gli Schoenstattiani di ogni Paese sono invitati ad arredare la rispettiva camera e possibilmente a contribuire al finanziamento. Questo è chiaro già da tempo. Ma ciò che mancava ancora è l’assegnazione concreta. Ora siamo pronti. E si procede semplicemente per ordine alfabetico. La prima Stanza porterà il nome di “Argentina” e l’ultima quello d’ “Uruguay” e tra queste due intercorrono sorprese d’ogni genere – come fanno notare i cinque sacerdoti della Direzione Generale, quando, seguiti dal fotografo, attaccano alle porte delle camere dei cartellini con il Nome del Paese e il Numero della Stanza.

Lì per lì, dopo le prime stanze, volevano far continuare il fotografo da solo con la lista, ma: “Ma che bella Stanza è toccata alla Germania!”, esclama Don Stefan Keller e tutti vogliono vedere perché dovrebbe essere così bella… ed anche dove si trovano Burundi e Portogallo e Sudafrica. E il Rettore Don Lozano si ferma con il volto tutto raggiante alla porta dell’Argentina. – Questa stanza è illuminata a giorno. – “E attrezzata per disabili”, dice ridendo e soggiunge: “Come farò a spiegarglielo agli Argentini?”

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Guardando dalla finestra del “Portogallo”

Aperti alle sorprese di Dio

Don Martin Emge spiega che: “La famiglia di Schoenstatt della Rep. Ceca ha già finanziato la stanza e ora ha donato alcune lampade per l’illuminazione esterna” E succede qualcosa: “Non è possibile – dalla finestra della stanza della Rep. Ceca si vedono proprio queste lampade!” Intanto Don Martin Dörflinger attacca il cartellino con il nome di “Burundi” sulla porta della stanza “in sostituzione dei miei fratelli di corso del Burundi.”

“La veduta della finestra del Sudafrica è chiaramente la più bella di tutte”, spiega Sarah-Leah Pimentel, che riceve una delle prime fotografie della “sua” Stanza.

Il 18 Ottobre arriverà a Belmonte un pellegrinaggio dal Portogallo. E i pellegrini vedranno che: la Stanza del Portogallo si trova in un angolo particolarmente grande (con quattro letti) e una stupenda veduta verso la parte dell’area dove c’è l’Edicola della MTA.

Verso l’Edicola si può guardare anche dalla Stanza di Gertraud von Buillon. Era stata proprio la Federazione-Donne di Schoenstatt a prendere l’iniziativa per questa stanza, donando quest’Edicola.

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Guardando dalla finestra della “Rep. Ceca”

Ed ora tocca ai diversi Paesi

E sarà una cosa avvincente! Ogni Paese è invitato a mettere nella sua Stanza un’Immagine della MTA e un Crocifisso tipico del rispettivo Paese. La Stanza dell’Australia avrà un Crocifisso in Stile Aborigeno. L’Immagine della MTA delle Filippine è già a Belmonte, un Crocifisso arriverà a Novembre.

Inoltre, da ogni Paese dovrebbe arrivare un ornamento di parete – qualcosa di tipico, di inconfondibile, della natura e cultura di questo paese.

“E per l’ospite della Stanza Svizzera ci sarà come sorpresa cioccolato svizzero!”, è stata l’idea di un’argentina, cui è arrivata subito la risposta di Don Emge: “Allora pernotterò d’ora in poi solo nella Stanza Svizzera”. Ed ecco che arriva la domanda (retorica): “Allora, ci sarà in Argentina, per il saluto di benvenuto, ‘Dulce de Leche” o Alfajor, vale a dire dolce al latte o biscotti tipici?” E le idee prolificano …

E devono continuare a prolificare! Il Rettore Don Lozano invita ad un “Incontro-Belmonte” per raccogliere idee, concepire visioni, pianificare azioni … Per il primo incontro sono stati già fissati Luogo, Data e i Primi partecipanti: 27/28 Novembre, Memhölz/Allgovia (invito) Memhölz è il Centro che ha una colonna a Belmonte.

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Direzione Generale: Don Martin Emge, Don Stefan Keller, Mons. Dr. Peter Wolf, Don Martin Dörflinger, Don Klaus Alender (ospite in questo giorno), Rettore Don Daniel Lozano (da sinistra)

In fotografia: il giro per tutte le stanze dei diversi Paesi

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Stanze dei Paesi a Belmonte

Arredamento, numeri di camere e partecipazione finanziaria alle Stanze dei Paesi

Invito al primo Incontro di Belmonte

La pagina web di Belmonte

Originale: Tedesco. Traduzione: Maria D. Congiu, Roma, Italia

 

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