Postato su 2015-04-19 In La Chiesa - il Papa, Vivere l’Alleanza

Encarnación è stata terra di missione: oggi è chiamata ad essere terra di missionari

Di Maria Fischer, da Encarnación •

Tutta la città di Encarnación, la “Perla del Sud”, è in festa. Da tutte le parti si vedono manifesti e striscioni con i colori patriottici e della Chiesa, la Cattedrale illuminata e una serenata con artisti celebri. È la vigilia del grande avvenimento: si celebrano i 400 anni di fondazione di Encarnación, città che prende il nome dal grande evento che la Chiesa celebra il 25 Marzo: l’Incarnazione del Verbo Divino nel seno di Maria. “Ma l’Incarnazione che celebriamo ha molto più di 400 anni. Il momento dell’Annunciazione segna l’inizio di una nuova tappa della storia dell’umanità. Più di duemila anni fa abbiamo inaugurato il nuovo tempo di Cristo con la gioia dell’annuncio, l’elezione della Benedetta fra tutte le donne, il suo Sì al volere di Dio e la Concezione del Verbo che si fa carne, si fa umano, per noi e per la nostra salvezza. In Gesù, nato dalla Vergine, il mistero di Dio fatto uomo, vero Dio e vero uomo, irrompe nella storia dell’umanità bisognosa di redenzione. Il Redentore assume la nostra umanità e la conduce in se stesso alla vittoria sulla morte e sul peccato, con la sua passione, morte e risurrezione”, dice Mons. Francisco Javier Pistilli nella Messa Solenne celebrata nella Cattedrale di Encarnación. encarnacion3

Il cuore di San Rocco González ed un momento di alleanza solidale con Papa Francesco

Questo 25 Marzo la cattedrale era già gremita da più di un’ora prima della Santa Messa. Fanciulli e giovani con bandiere di associazioni e di scuole spianano la strada, il coro intona un canto dopo l’altro, gli amici si salutano e molti approfittano dell’attesa per avvicinarsi al reliquiario che custodisce il cuore di San Rocco González di Santa Cruz – il santo gesuita paraguayano, fondatore di questa città – e per pregare un momento davanti all’Immagine di Nostra Signora dell’Incarnazione. La cattedrale è avvolta in un’aura di fede, di amore e di gioia.

Non ho accredito stampa per questo evento, ma con la mia tessera di giornalista mi permettono di passare fino a molto avanti. Tocco il reliquiario e in quel momento mi ricordo che alcune settimane fa il Santo Padre, Papa Francesco, ha chiesto a qualcuno di salutare in nome suo il cuore di San Rocco. Non lo ha chiesto a me, ovviamente, ma io sto qui e compio, in alleanza solidale, la sua richiesta…

I santi incarnano la testimonianza di Cristo per ogni tempo ed ogni luogo

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La Santa Messa è stata presieduta da S.E.R. Mons. Francisco Javier Pistilli Scorzara, Vescovo della Diocesi di Encarnación e Padre di Schoenstatt, ed è stata concelebrata dai Vescovi emeriti Ignazio Gogorza Izaguirre e Claudio Silvero Acosta, accompagnati da tutti i Parroci del Decanato di Encarnación. Hanno partecipato alla cerimonia il Presidente della Repubblica, le autorità nazionali e regionali ed anche diplomatici stranieri, le autorità civili e militari, gli invitati speciali e la popolazione di Encarnación “e inclusa la stampa internazionale”, ha commentato Sonia Zaracho del Movimento delle Famiglie di Schoenstatt, riferendosi a schoenstatt.org. Sì, schoenstatt.org era presente a questa Messa Solenne della città, su cui si è posato lo sguardo di Padre Kentenich da Posadas Argentina e dove uno dei suoi figli spirituali e grande collaboratore di schoenstatt.org presiede ora all’Eucaristia.

Dopo aver salutato specialmente Mons. Ignacio Gogorza e Mons. Claudio Silvero, come “miei Fratelli nell’episcopato e tutti i miei Fratelli sacerdoti”, Mons. Pistilli ha dato un fraterno benvenuto “ai Fratelli della Chiesa Ucraina Greco-Cattolica e ai Fratelli cristiani di altre Chiese qui presenti”.

“Ogni tempo ed ogni cultura lungo il corso della storia ritorna ad immergersi nel mistero di Cristo. Ogni cristiano ed ogni comunità cristiana rivive in questo momento la sfida di aprirsi alla grazia, alla gratuità dell’amore di Dio per condurre ed elevare a Cristo la nostra natura eletta, ma allo stesso tempo ferita. Nelle gioie e tristezze della nostra storia, nelle vittorie e sconfitte delle nostre lotte, si manifesta Cristo che con la sua grazia va intessendo la sua presenza nella memoria del cristiano, per condurlo alla pienezza della sua santità, come ha fatto nella vita di San Rocco González di Santa Cruz. I santi “incarnano” la testimonianza di Cristo per ogni tempo ed ogni luogo”, ha detto Mons. Pistilli nella sua predica, mettendo in risalto motivo e ragione per celebrare ricorrenze giubilari: celebrare è far memoria con gratitudine, celebrare è rinnovare la grazia e donarsi, celebrare è rinnovare l’invio e la forza per costruire il Regno nei nuovissimi tempi, celebrare è rinnovare la fede e la sequela di Cristo, come Maria e come San Rocco.

La gioia del Vangelo “incarnata”

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Facendo riferimento alla “Evangelii Gaudium” ha sottolineato che “la gioia del Vangelo, della Buona Novella, è un invito ad incarnare una pastorale vicina agli uomini e alle donne d’oggi nelle nuove situazioni, nell’esser cristiani che irradiano con il loro modo di vivere, liberi da timori e rammarichi, liberi da sfiducia, liberi da complessi di inferiorità e di superiorità, travestiti talvolta da rigide convenzioni. Una pastorale da vicino è sollecita, risana, porta gioia, sostiene, con testimonianze di vita piene e non con vite disarticolate dalla realtà che Cristo è venuto a redimere.

La gioia del Vangelo si incarna in opere ed azioni che sostengono un’attività sociale orientata al bene comune che va verso coloro che sono più lontani, che esce per cercare e non aspetta con indifferenza, che cerca di condividere e si arricchisce nel dare. La gioia del Vangelo non si vive in solitudine, ma in comunità, nella comunione di coloro che sono forti e uniti e privilegiano chi è lontano dalla luce, dalla tenerezza, dal casolare.

La gioia del Vangelo s’incarna in un’educazione nuova che forma uomini e donne che non si chiudono in formalismi né in rigide usanze, ma che si aprono alla dinamica della carità a partire dalla conversione personale e dalla misericordia. Questa gioia nasce dalla vera conversione che riconosce che solo Dio è Colui che ci fa santi, si sostiene in questo Cristo vivo che non si chiude in se stesso e non si lascia chiudere in idee strane o ideologie che allontanano il cristiano da Cristo. Questa gioia ci fa forti senza chiuderci, affinché siamo ovunque fermento.

Gioiamo, perché possiamo sentire il saluto di Dio in molte voci di questo tempo, con mutamenti e sfide, con testimoni credibili del Vangelo, come Papa Francesco

Alla fine della Messa, l’Immagine della Vergine dell’Incarnazione e il Cuore di San Rocco sono usciti in processione, partendo dalla Cattedrale, verso le vie di Encarnación. Chiesa in uscita, come l’annuncia il Santo Padre, Papa Francesco, come programma per tutta la Chiesa, per ogni Movimento, per ogni persona. Nel pomeriggio, la Famiglia di Schoenstatt di Encarnación ha riflettuto sulla sfida dell’essere santuari vivi “in uscita” – a partire dal Santuario della MTA – nella gioia del Vangelo, come ha detto Mons. Pistilli alla fine della predica:

“Gioiamo, perché possiamo sentire il saluto di Dio in molte voci di questo tempo, con mutamenti e sfide, con testimoni credibili del Vangelo, come Papa Francesco. Gioiamo, perché oggi siamo noi i protagonisti di una nuova tappa d’annuncio del Vangelo che vuole arrivare più lontano e più profondamente di altre epoche. Gioiamo, perché siamo stati scelti a partecipare ed essere la comunità dei nuovi missionari che incarnano il Vangelo per le nuove generazioni.”

Predica di S.E.R. Mons. Pistilli 25.3.2015

 

 
29 de marzo de 2015 – Encarnación
Originale: Spagnolo Traduzione: Maria Dolores Congiu, Roma, Italia

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