Postato su 25. Novembre 2016 In Santuario Originale

Per Schoenstatt dei prossimi cento anni

di Felix Geyer •

“Prendi il nostro amore, la nostra fedeltà, il nostro si. Per Schoenstatt dei prossimi cento anni. Questo rappresenta questa torcia”. Così abbiamo ascoltato durante la celebrazione della Vigilia del Giubileo 2014 nella grande arena dei pellegrini. Il fuoco, che i giovani avevano portato dall’ Italia e che accese le candele dei pellegrini e il grande braciere, è diventato il simbolo di quella notte e di un nuovo inizio. Ma soprattutto, è una promessa: chi accese la candela, prese la torcia o promesso nel santuario “Mater, io sono qui,” ora guarda indietro ringraziando, ma non si è fermato e fa già il prossimo passo verso il futuro.

Di fronte alla croce nella piazza dei pellegrini del Santuario Originale, ora c’è l’immagine di un corridore e il grande braciere del Giubileo. Entrambi gli elementi rappresentano questo inizio … e molto altro ancora.

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Paralleli con Roma

Il profilo del corridore è il ‘positivo’ della figura che i giovani della prima “Fackellauf” [Staffetta con la torcia] hanno messo a Belmonte nel 2009. “Shine your light”, fai brillare la tua luce, e porta il messaggio che hai ricevuto nel cuore della Chiesa: questo era il filo conduttore spirituale che aveva motivato i giovani in quel momento. Il ‘positivo’, cioè la figura del corridore che era stata tagliata da un pezzo di acciaio, era presente per l’apertura dell’Anno Giubilare nel mese di ottobre 2013 sul palco e simboleggiava l’inizio del Giubileo dei 100 anni. Come il Giubileo ha avuto a Roma e a Schoenstatt i suoi due posti centrali, così la stessa figura, dello stesso materiale, ma con diverso orientamento, si incontra in entrambi i luoghi. A Schoenstatt, “verso il santuario!”. Da Roma, “verso il mondo!”.

 

Verso il santuario

La figura del tedoforo, sotto la croce, corre verso il santuario. Lì si portano le preghiere, lì si va all’incontro e ci si sente a casa. Il santuario non è destinato ad essere fine a se stesso, ma è un passo necessario per modellare la vita quotidiana e il mondo. Il corridore, che guarda al santuario, ci parla di questa doppia direzione: il mondo arriva al santuario, affinché qualcosa del  santuario raggiunga il mondo.

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Un compito permanente: in uscita

Perché ciò avvenga, in modo che questo cambiamento avvenga in ciascuno di noi, e quindi anche intorno a noi, abbiamo bisogno di un “sempre di nuovo”. Cominciare sempre di nuovo, incendiare il fuoco sempre di nuovo, cercare incontri sempre di nuovo. Quando questo simbolo in uscita, la figura del corridore con la torcia e la fonte del fuoco, si riaffaccerà ancora nei prossimi mesi, ci ricorderà che siamo testimoni e ci spingerà a partire.

Prendi il nostro amore, la nostra fedeltà, il nostro sì. Schoenstatt per i prossimi cento anni. Questo è ciò che rappresenta la torcia!

 

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Originale: Tedesco. Traduzione: Pamela Fabiano, Roma, Italia

 

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