Postato su 2012-12-26 In Colonna - P. José María García Sepúlveda

La proposta della Speranza

P. JOSÉ MARÍA GARCÍA – Carissimi amici, Abbiamo terminato un anno duro e difficile con conflitti gravi, che noi stessi abbiamo generato, e che non si sa bene come risolverli, né superarli con le situazioni burocratiche e politiche che si sono create. Guerre e crisi di ogni tipo, incluso nell’orgogliosa e nella colta Europa. Crisi che ci fanno perdere la speranza in tutto quanto umanamente si è venuto costruendo finora, e che ci va portando conseguenze negative, che si percepiscono sia nella vita sociale, istituzionale, sia in quella personale. Conseguenze negative di scoraggiamento, tristezza, insicurezza, angustia ecc., e soprattutto mancanza di speranza. Ma purtroppo già non sono sufficienti i discorsi, che cercano “creare un buon ambiente” guardando verso un’altra parte o pensando che le cose già si risolveranno da sole.

 

 

I nostri vescovi si sono riuniti con il Papa per studiare come adattare la “Nuova Evangelizzazione” davanti alla sfida dell’apatia religiosa e mancanza di fede combattiva di certi settori della società di origine cristiana. I Padri sinodali hanno fatto 58 proposte, affinché quest’iniziativa potesse compiere i suoi obiettivi. Il Santo Padre ci ha chiesto da prima, che celebrassimo un anno dedicato alla fede… e ci ha regalato la sua riflessione e il suo pensiero in “Porta fidei”, e nella su preziosa meditazione intorno all’infanzia del Signore…

In questo panorama celebriamo il Natale. È tempo, nella società e nella Chiesa, di ricostruire e di rinnovarsi nella Speranza, che Dio Padre ci regala in Gesù Cristo.  E in quest’Avvento abbiamo acquistato piena coscienza, che l’unico inizio possibile di questa speranza, ci si presenta nel Presepe Natalizio.

La Chiesa ci chiede tra tante sfide ed insicurezza, che rivolgiamo di nuovo il nostro sguardo, a contemplare la realtà e il mistero di Betlemme….perché non sono stati gli ”scriba, né gli esperti della legge della corte di Erode” che si sono avvicinati al presepe, nonostante conoscessero il luogo e il tempo dell’arrivo del Messia, bensì coloro che avevano il cuore tanto semplice ed umile per contemplare “il bambino avvolto in fasce in un presepe” accompagnato da una semplice donna: Maria e un padre silenzioso Giuseppe… e rallegrarsi con Lui e ad affrettarsi a dare testimonianza di quello che avevano visto e udito.

Confidiamo nelle parole del nostro Fondatore di Schoenstatt, parole che lui ha vissuto in forma preclara. Secondo lui, le crisi di qualsiasi ordine rivelano e dimostrano le debolezze, incluso le malattie delle radici o fondamenta sulle quali abbiamo costruito, e ci danno l’opportunità di purificarle e sanarle nella forza dell’Amore, della Verità e della Giustizia. Ci permettiamo dire, nella forza dell’Alleanza d’Amore

La Famiglia Internazionale si occupa con gran fervore del centenario del suo Giubileo 2014, ed oltre i necessari preparativi di organizzazione, di responsabilità e di riflessioni e di discussioni sensate, sembrerebbe che di nuovo la Mater, in questo contesto di crisi e poca speranza ci vorrebbe rimandare come Famiglia di Schoenstatt, ora internazionale, al mistero di Betlemme, così come lo ha fatto nel 1914, al mistero del Santuario Originale…il Schoenstatt che sembrerebbe avere vocazione di “Presepe Natalizio”….

Ed Ella vuole, perciò, educarci, affinché giungiamo con quello sguardo e quell’atteggiamento semplice ed impegnato, coraggioso ed austero dei pastori semplici e degli umili Re Magi, che avevano abbandonato il loro potere per essere semplici e aperti pellegrini, con cui Ella aveva visto avvicinarsi a suo Figlio, quell’atteggiamento che avevano avuto i figli preclari di P. Kentenich. Ed Ella lo fa con la speranza che ci si regala con l’anno della fede missionaria e con la fede nell’Alleanza 2014, la grazia rinnovatrice del 2014; speranza viva e fede reale in tanti che si preparano e si dedicano per il pellegrinaggio giubilare del 2014.

Loro, come i pastori e i Re Magi, hanno saputo rendere conto della loro speranza.

Dal Santuario e in quest’anno del servizio missionario chiedo ed imploro, affinché apriamo le nostre vite all’azione educatrice di Maria, affinché con Padre Kentenich e come Famiglia Internazionale ci avviciniamo al Santuario-Betlemme, come i pastori e i  Re Magi con i loro regali di atteggiamento in umile adorazione, affinché portiamo come nostri regali i progetti della Cultura d’Alleanza e possiamo dare testimonianza di Speranza e di costruttori di una Cultura d’Alleanza, per il nostro tempo.

BUON NATALE, dal Santuario di Madrid.

Con la mia benedizione sacerdotale

P. José María

[email protected]

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Traduzione: Maria Tedeschi, La Plata, Argentina

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