Postato su 18. Marzo 2016 In Che cosa significa l'anno della misericordia?

Il Nome di Dio è Misericordia

Di Dr. Robert Zollitsch, Arcivescovo emerito di Friburgo/Br. per schoenstatt.org – Un contributo per la serie: Che cosa significa l’Anno Santo della Misericordia? •

Il 13 Marzo 2013 Papa Francesco è stato eletto Papa. La domenica successiva, 17 marzo, ha recitato per la prima volta l’Angelus in Piazza San Pietro. E ha raccontato: “In questi giorni, ho potuto leggere un libro di un Cardinale – il Cardinale Kasper, un teologo in gamba, un buon teologo – sulla misericordia. E mi ha fatto tanto bene, quel libro […], tanto bene. Il Cardinale Kasper diceva che sentire misericordia, questa parola cambia tutto.” Così la vede anche Papa Francesco. Perché “Misericordia” è il Nome di Dio e ciò che più caratterizza e contraddistingue Dio. “È proprio di Dio usare misericordia – ha detto ancora il Papa – e specialmente in questo si manifesta la sua onnipotenza.”(MV 6)

Così Papa Francesco ha indetto anche il “Giubileo Straordinario della Misericordia”. Egli vuole contribuire affinché “in questo momento di grandi cambiamenti epocali” torniamo a sperimentare Dio come il Dio della vicinanza e come il “Dio con noi”. E la vicinanza di Dio viene vissuta nel modo più immediato in ciò che noi chiamiamo pietà e misericordia.

Gesù non è venuto a riportarci le Tavole di pietra dei Dieci Comandamenti . Egli si è fatto uomo, si è fatto uno di noi, per condividere tutto con noi. È venuto per guarire le nostre infermità e aver cura di tutti coloro che non ce la possono fare da soli, che sono nella necessità e hanno bisogno di aiuto – compresi quelli che si sono resi colpevoli. Gesù ha compassione di noi e si cura di noi con amore e misericordia, come egli stesso illustra espressamente nelle parabole del Buon Samaritano, del Figliol Prodigo e del Padre Misericordioso.

Con l’Anno Santo della Misericordia, Papa Francesco ci invita ad una conoscenza approfondita di Dio come Padre e come Dio, un Dio che si prende cura con amore paterno.

Per lui si tratta di schiuderci più profondamente il mistero del cuore di Dio, rendendoci consapevoli di ciò che significa che la Misericordia – secondo il Papa – sia “propria di Dio”, anzi “la parola-chiave per indicare l’agire di Dio verso di noi”. Poiché “Dio manifesta la sua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono”. E ciò è tutt’altro che scontato e fa stupire non solo noi, ma il Papa stesso, tanto che egli constata: “Questo amore misericordioso è l’attributo più sorprendente del Creatore e Redentore ”. È la traduzione, in termini di quotidianità, della affermazione dominante, secondo cui Dio è un Dio di dedizione e di amore. È ciò che fa sperimentare esistenzialmente l’amore di Dio per noi.

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Incontro: P. Josef Kentenich e Robert Zollitsch a Milwaukee

Questo Dio-Padre ci fa sentire al sicuro non solo nel suo amore e nella sua misericordia. Egli ci tende la mano, ci invita ad afferrarla per coinvolgerci nell’offerta della sua alleanza, e in alleanza con lui camminare nel pellegrinaggio della fede. E non lo fa con aria di condiscendenza dall’alto, ma diventando – nel suo Figlio fatto Uomo – completamente Dio-con-noi: Gesù, “Volto della Misericordia del Padre”, ci guida “in ogni questione” – come ci incoraggia Padre Kentenich – “a confidare nell’infinita Misericordia di Dio”.

In questo ci accompagna Maria nell’Alleanza d’Amore. Lei che sotto la Croce è stata testimone delle parole di perdono uscite dalle labbra di Gesù, Lei che ha sperimentato “il perdono supremo offerto a chi lo ha crocifisso”, sa fin dove può arrivare la misericordia di Dio. E “la misericordia di Dio non ha fine”. Lei ci aiuta e ci incoraggia a rifugiarci nella “Misericordia di Dio che non conosce confini”.

Originale: Tedesco. Traduzione: Maria Congiu, Roma, Italia

 

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