Postato su 8. Ottobre 2017 In Riflessioni e opinioni

Nulla senza di Te, nulla senza di Noi: origine e significato.

Michael Okpala I., Nigeria •

Entrando nel Santuario, c’è una scritta sull’antependium (la parte anteriore dell’altare). La frase “Nulla senza di Te, nulla senza di Noi” descrive pienamente il fondamento della spiritualità schoenstattiana (e cristiana). Al centro della spiritualità schoenstattiana, infatti, c’è l’Alleanza d’Amore costruita su questa frase. Questa frase indica una spiritualità bilaterale, nella quale noi abbiamo bisogno della Madre, e Lei chiede il nostro contributo. La frase “Nulla senza di Te, nulla senza di Noi” è un’espressione dell’Alleanza d’Amore. Da un lato e in primo luogo, indica la (nostra) assoluta dipendenza dalla presenza e dall’azione di Maria nel Santuario, dall’altro lato, in secondo luogo, indica la necessità del nostro contributo e del nostro sforzo affinché Maria sia persuasa a venire ad abitare in mezzo a noi, a Schoenstatt.

L’origine della frase

Sebbene la diffusione della frase sia avvenuta più tardi, nel 1933, l’origine deve essere rintracciata nel Primo Documento di Fondazione, nel 1914. Nel Primo Documento di Fondazione, P. Joseph Kentenich, rivolgendosi ai giovani seminaristi, propose loro una sfida straordinaria: straordinaria perché il mondo era tormentato da una mediocrità cancerogena, che soffocava ogni tentativo di prendersi cura della malattia; straordinaria perché le feroci tentazioni della carne impongono sforzi erculei; straordinaria perché disinteressata, e quindi estesa come l’aria che respiriamo; straordinaria perché viviamo in un mondo (specialmente in Nigeria) nel quale le scorciatoie premiano più della franchezza. Ci presenta questa sfida straordinaria sotto forma di un umile desiderio: “ognuno di noi deve aspirare al più alto livello concepibile di perfezione e santità, in proporzione con la propria condizione di vita. L’obiettivo dei nostri continui sforzi non deve essere, semplicemente, un livello alto, bensì il livello più alto”.”

Perché Padre Kentenich ci pone questa sfida straordinaria? Leggendo in maniera più approfondita il Primo Documento di Fondazione, vediamo che questa sfida straordinaria ci viene presentata in vista dell’obiettivo di porre un trono per Maria all’interno del Santuario di Schoenstatt, affinché quel Santuario di Schoenstatt, nel quale Maria stabilirà il suo trono, possa diventare una meta di pellegrinaggio, una culla di santità, un luogo di grazia, dal quale Maria possa distribuire i suoi tesori e operare i suoi miracoli di grazia. È sulla base di questi punti che la frase può essere davvero ricondotta al primo Documento di Fondazione. Poiché si vede il riconoscimento di Padre Kentenich della nostra dipendenza da Maria, e la richiesta di Maria di un apporto da parte nostra.

Il significato della frase.

Padre Kentenich era molto attento all’uso del termine “miracolo”. Nella spiritualità di Schoenstatt, Maria compie miracoli, non magie. Mentre noi dipendiamo dalla presenza e dall’attività di Maria nel Santuario, la stessa Maria vuole essere parte della nostra storia: per aiutarci a proteggere il regno di Dio dai suoi potentissimi nemici; per erigere il suo trono in mezzo a noi, e per operare miracoli di grazia e distribuire miracolosamente i suoi tesori.

Il punto fondamentale che rende l’opera di Maria miracolosa e non magica consiste nel fatto che lei desidera agire con il nostro contributo. Si tratta di magia quando ci limitiamo a rilassarci aspettando che le cose inizino ad accadere. Lei vuole collaborare con noi per proseguire la sua missione, per distribuire i suoi tesori e operare miracoli di grazia attraverso i nostri apporti al capitale di grazie, per rendere Schoenstatt una meta di pellegrinaggio, un luogo di grazia e una culla di santità. Vuole fare tutte queste cose e molto altro, ma con noi – col nostro contributo.

Maria ci chiede sei cose come Schoenstattiani:

  • Dimostra, innanzitutto con le tue azioni, che mi ami davvero
  • Aumenta il tuo impegno fino al massimo livello
  • Questa santità io Ti chiedo
  • Dai diligentemente apporti al capitale di grazie
  • Compi sempre i tuoi doveri
  • Prega con fervore

Questa spiritualità basata su uno sforzo comunitario mi ricorda un sermone di Sant’Agostino: “Il Dio che ti ha creato senza il tuo aiuto non ti salverà senza il tuo aiuto

È solo eseguendo ciò, che ci sarà assicurato il compimento di queste sei promesse:

  • Sarò felice di abitare in mezzo a Voi
  • E miracolosamente distribuire doni e grazie in abbondanza
  • Da qui attirerò I cuori giovanili
  • Li educherò
  • Affinché diventino utili strumenti
  • Nelle mie mani.

Questo non significa, chiaramente, che i nostri contributi siano proporzionati ai doni promessi. L’Alleanza d’Amore è un patto reciproco tra due parti disuguali. È il desiderio di Maria più che il nostro. È Lei che sigilla l’Alleanza. È per questo che quando falliamo per via della nostra fragilità, lei rimane Fedele. Lei vuole solamente che proviamo il nostro amore e prendiamo sul serio i nostri propositi.

Nulla senza di Te, nulla senza di Noi: cosa ci dice come schoenstattiani?

La Missione non è solo nostra: nella frase “Nulla senza di Te, nulla senza di Noi” riconosciamo che la missione è di Maria. Non è solo la nostra missione. E proprio perché non è solo la nostra missione, dobbiamo affidarci e fare sempre ricorso a Lei, titolare della missione. Siamo solo strumenti nelle mani di Maria. Questo dovrebbe renderci più umili. La missione non può essere compiuta se non diamo il nostro apporto al capitale di grazie in preghiere, sacrifici e quotidiani passi verso la santità.

L’altruismo è una virtù: Nel documento di Fondazione del 1914, la sfida straordinaria di Padre Kentenich ai giovani seminaristi non era semplicemente per la Gloria o il guadagno personale, ma affinché Maria potesse erigere il suo trono in mezzo a loro, e quindi rendere Schoenstatt un luogo di pellegrinaggio e grazia per tutti. Vediamo che l’accento è su “tutti” e non su ciascuno. Nell’Alleanza d’Amore, i nostri contributi non sono per noi, ma per gli altri. E chi sono questi altri? Coloro che visitano il santuario, i cuori giovanili e il mondo intero.

Dobbiamo contribuire in qualche modo. La sorte della nostra salvezza non è affidata solo a Dio. Dio intende salvarci dalla montagna di sterco del peccato, e chiede il nostro contibuto, anche se minuscolo. Anche il semplice desiderio di contribuire ai piani di Dio può richiedere un cammino lungo. Analogamente, la missione di Maria richiede che anche noi facciamo la nostra parte. Per quanto imperfetto e infinitesimale il contributo possa essere, ciò che è importante è che ci siano uno sforzo e un desiderio sinceri; questo è ciò a cui la Madre tiene. Dobbiamo essere partecipi della sua missione, dobbiamo fare la nostra parte.

Dobbiamo rifuggire la mediocrità. Mediocrità è una vita da mediano; una vita che è a proprio agio nel minimalismo, nel pensiero di massa. Se vogliamo essere alleati di Maria, dobbiamo rifuggire questa vita. Padre Kentenich dice che dobbiamo aspirare al più alto (non alto, o molto alto) livello concepibile di perfezione in proporzione con la propria condizione di vita, e non possiamo accontentarci della mentalità della folla. Dobbiamo essere risoluti nell’aspirare al meglio, nel perseguire la giustizia in un mondo tormentato dall’ingiustizia, nella santità anche in riferimento alla cattiva educazione sessuale presente in Nigeria, nel dire la verità anche quando il mondo cerca di soffermarsi sulle bugie e ci incoraggia a fare altrettanto.

Dare il meglio in ciò che facciamo. Non c’è bisogno di essere preti per essere santi. Che tu sia single o sposato, lascia che la santità sviluppi il tuo essere. Padre Kentenich vuole che rispettiamo la nostra originalità individuale  e la nostra individualità originale. Non abbiamo bisogno di assomigliare agli altri per aspirare alla grandezza. Nella tua personale situazione, dai il meglio. Se sei un medico, elimina qualsiasi forma di inganno; sei sei un avvocato, resta saldamente ancorato all’amore per la verità e per la giustizia; se sei un muratore, svolgi il tuo lavoro come se lo stessi facendo per Maria. Semplicemente, dai il meglio in ciò che fai.

La migliore alleata. Maria ha brillantemente dimostrato di essere la miglior alleata che possiamo desiderare. Perché vuole essere vicina a noi. Vuole che siamo i suoi figli prediletti. Ma non potrà farlo se noi non desideriamo che lei sia la nostra madre. È per questo che in Giovanni 19:26, quando Gesù dice a Maria: “Donna, ecco Tuo figlio” aggiunge, rivolgendosi al discepolo: “Figlio, ecco Tua madre”. Egli riconosce che Maria, nel desiderarci come suoi figli, vuole che noi compiamo un passo nel volerla come nostra madre.

Maria vuole stare vicino a noi, in questo modo avvicinandoci alla santissima Trinità. Vuole avvalersi di noi come suoi strumenti, vuole essere parte delle nostre vite e delle nostre storie, vuole attirarci a Lei.

Sei pronto a collaborare con lei? Siamo pronti a dare una risposta affermativa? E così coltivare uno spirito di alleanza profondo e disponibile al sacrificio? Se sì, seguiamola da vicino e amiamola dal profondo.

Original: inglese, 23.09.2017. Traduzione: Federico Bauml, Roma, Italia

 

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