Postato su 20. Marzo 2017 In Riflessioni e opinioni

Un itinerario quaresimale alla ricerca della verità

di Sarah-Leah Pimentel, Cape Town, Sud Africa

C’era una volta una storia che dice così: un re malvagio voleva distruggere la fede che il suo popolo aveva in Dio. Così, chiamati i suoi consiglieri più fidati chiese loro dove avrebbe potuto nascondere la verità sull’esistenza di Dio, in modo che la sua gente non potesse mai più trovarlo.

Il primo consigliere disse: “Nascondi la verità sul loro Dio sopra la stella più lontana, dove non potranno mai trovarla”.

“No” rispose il secondo consigliere: “Un giorno impareranno a volare e troveranno il loro Dio. Sarebbe meglio nascondere la verità nelle profondità dell’oceano. Lì non potranno mai trovarla”.

“Non funzionerà neanche questo” disse il terzo saggio consigliere “Un giorno, essi impareranno a nuotare sul fondo del mare e la troveranno. Piuttosto, nascondiamo la verità dentro il loro cuore, perché l’uomo non potrà mai imparare a cercare Dio dentro di sé”.

La morale di questa storia è che se troviamo la verità, troviamo Dio. Il nostro Dio che è la Via, la Verità e la Vita, vive dentro di noi. Ma spesso siamo così impegnati a cercare tante versioni della verità, o falsità dipinte da verità, che non riusciamo a riconoscere la verità vera che vive dentro ognuno di noi.

La ricerca di Pilato per la verità

Questa ricerca della verità ossessionava Ponzio Pilato. In qualità di ambasciatore di Roma, Pilato era un uomo potente. Aveva il mondo ai suoi piedi. Possedeva qualunque lusso potesse sognare. Non gli mancava nulla. Eppure, in fondo, ha riconosciuto la sua profonda povertà spirituale. Ha riconosciuto che la realtà che aveva creato intorno a sé era soltanto uno spettro di verità. Egli sapeva, in fondo, che quella non era tutta la verità.

Quando incontra Gesù – picchiato e flagellato – il cuore di Pilato si agita e un grande peso viene sollevato dalle sue spalle quando chiede a Gesù: “Che cos’è la verità?”

Nel brano della Scrittura, Gesù non gli risponde, rimane in silenzio. Ma mi chiedo, se in quel momento, non ci fosse una profonda conversazione di anime – tra il cuore di Gesù e il cuore di Pilato.

Una parte di noi vuole che Gesù dia a Pilato una risposta diretta. Perché Gesù non può semplicemente rispondergli che Egli è il Figlio di Dio? Forse il motivo è che la verità è qualcosa che viene scoperto nel cuore, e non solo con il potere della mente. Sì, la verità fa uso della nostra ragione e dell’intelletto, ma è soprattutto un’esperienza spirituale che non può essere contorta o schiavizzata da argomenti intelligenti e ben articolati.

Vivere un’epoca che raccoglie e sceglie la propria “verità”

La nostra epoca lotta con il discernimento della Verità, proprio perché abbiamo cercato di piegare la nostra volontà. Abbiamo incatenato la Verità al nostro modo di pensare e l’abbiamo modellata alle nostre varie visioni del mondo. I recenti eventi politici avvenuti in Europa, America e Africa hanno dimostrato che non è nemmeno la verità ad importare; invece, le versioni della verità (anche quelle che sono equivalenti alle bugie) divengono parte della narrazione all’ordine del giorno. E spetta a ciascuno di noi scegliere il nostro ordine del giorno, o “verità”.

Vediamo come la stessa cosa avvenga con i gruppi fondamentalisti che utilizzano la religione per promuovere i loro obiettivi politici e ideologici. Il loro messaggio è in contrasto con l’amore di Dio, ma sono riusciti a trasformare il fratello contro fratello – come Gesù aveva predetto prima della sua morte – prendendo elementi di verità e provocando paura (cfr Mc 13,12).

Il risultato è che l’uomo moderno è diventato così diffidente della verità che ha smesso di cercarla.

Vi è anche una grande stanchezza a questo proposito, siamo troppo stanchi e troppo occupati a cercare attivamente la verità. E ‘molto più facile “consumare” le versioni della verità attraverso Facebook o il nostro quotidiano preferito. E ‘più facile muoversi con la massa o rimanere nella nostra zona di comfort, la quale ci offre una verità che non ci sfida.

Il Sintomo dell’uomo di massa

Questa è la mentalità della massa. Pensiamo ciò che la società ci dice di pensare. Ci comportiamo secondo l’idea moderna di oggi. Il nostro comportamento può cambiare domani se questo diventa la nuova moda.

E non manca mai di stupirmi come P. Kentenich sia stato in grado di vedere questo così chiaramente nei primi anni del 1960. Parlando alla comunità a Milwaukee (cfr Discorso del 28 ottobre 1962) [1], descrive le caratteristiche della persona consumata dalla mentalità di massa. Secondo P. Kentenich l’uomo-massa è una persona che:

“Non fa domande più profonde”

“Pensa a quello che pensano gli altri, perché gli altri lo pensano”

“Ha perso la capacità di pensare qualcosa attraverso sé stesso”

“Non ha nessuna energia, nessun capacità di studiare sé stesso”

Chiamati ad essere un uomo nuovo in una nuova società

Tuttavia, siamo chiamati ad essere un uomo nuovo in una nuova società. L’uomo nuovo è l’opposto dell’uomo di massa. L’uomo nuovo è una personalità forte, libera e sacerdotale. L’uomo nuovo non è incatenato dalle mode del tempo. L’uomo è chiamato a prendere posizione, a governare.

P. Kentenich ci chiede di modellarci in Maria, la donna che “serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore”.

Maria non sempre capiva quello che Dio le aveva chiesto. Il piano divenne chiaro man mano che si sviluppava. Maria probabilmente non riusciva a capire esattamente come sarebbe rimasta incinta attraverso la potenza dello Spirito Santo. È probabile che ella potesse non aver capito le parole del profeta che dicevano: “Questo bambino è destinato a causare la caduta e la risurrezione di molti in Israele”. Ma Maria sapeva che tutto sarebbe stato rivelato a tempo debito, se solo avesse depositato la sua fede in Dio. E nel frattempo, rifletteva sugli eventi della sua vita e la vita di suo Figlio.

Interpretare le verità del mondo con gli occhi della fede

Questo è esattamente l’atteggiamento che Padre Kentenich ci chiama ad adottare. Esso ci spinge a vedere gli eventi del mondo attraverso gli occhi della fede. E seguire gli eventi mondiali nel contesto della realtà soprannaturale:

“La mia conoscenza della fede deve essere brillante e sicura. Deve esserci una conoscenza che collega tutto ad un quadro più ampio … La nostra fede deve irradiare molta luce, è necessario creare un clima di luce intorno a me … devo vedere la luce che gli altri non vedono “.

Una sfida quaresimale

Forse, mentre viaggiamo in questa Quaresima, possiamo chiedere il dono della fede e del discernimento.

 

Questi quaranta giorni sono un buon momento per porci la domanda di Pilato: Che cos’è la verità? Per quaranta giorni disconnettiamoci dalle tante verità che il mondo sta cercando di venderci. Invece, cerchiamo la verità. Cerchiamo la verità che conduce a Dio e vive dentro di noi.

Così, accettiamo la sfida di Padre Kentenich, cioè vedere e discernere se l’eterna verità coincide con quello che i diversi gruppi sociali riconoscono come verità. Vedo la verità di Dio nella mia visione del mondo? Se non è così, forse questo richiederà un cambiamento di pensiero da parte mia, in modo da poter realmente condividere la“strong faith of personalities formed by a single idea.” (? Qualcosa non mi suona ?)

 

Originale: inglese. Traduzione: Alessia Lullo, Roma, Italia

 

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