Postato su 20. Settembre 2016 In Riflessioni e opinioni

Per la Medaglia d’Oro

di p. Guillermo Carmona

Le ultime settimane sono state intense quanto a eventi sociali, religiosi e sportivi. “La vita”, diceva san Tommaso “è un movimento costante” il cui obiettivo è crescere verso una maggiore pienezza. Tra tutti quegli eventi, ne richiamo due per la nostra meditazione: l’incontro del Papa con la Gioventù in Polonia e le Olimpiadi in Brasile.

“Con la mano sul polso del tempo…”

Sono stato felicissimo di respirare nuovamente l’aria fresca che entra nella Chiesa come un soffio dello Spirito. Il messaggio del Papa non riguarda solo i giovani. Possiamo tutti essere ri-accesi dal fuoco della Pentecoste. È il budget per vivere “Schoenstatt in uscita”.

Nel Parco Jordan di  Błonia, a Cracovia, Papa Francesco ha ricordato i suoi anni da vescovo a Buenos Aires. Ha lodato la dedizione e la passione con cui molti giovani vivevano la loro vita: “È stimolante sentirli condividere i loro sogni, le loro domande e il loro desiderio di opporsi a tutti coloro che dicono che le cose non possono cambiare… Dire misericordia insieme a voi, è dire opportunità, è dire domani, è dire impegno, è dire fiducia, è dire apertura, ospitalità, compassione, è dire sogni”.

Che sfida per noi Schoenstattiani! È la promessa sempre attuale della nostra Beata Madre: “Io chiamerò a me cuori giovanili e li educherò per diventare utili strumenti nelle mie mani”. Come si può non ricordare il cuore giovanile di Josef Engling, di João, Barbara Kast, Sr. M. Emilie, Sr. Fiatis o Mario Hiriart? Non dipende dall’età: non è importante mettere anni nella vita, ma piuttosto mettere vita negli anni. E questo si sceglie ogni mattina quando ci ricordiamo chi ci sta aspettando e ha bisogno che gli diamo una mano e il nostro cuore aperto.

È triste per il Papa pensare ai giovani che sembrano “pensionati prima del tempo”, e che “hanno gettato la spugna prima di iniziare la partita.” L’Alleanza d’Amore con la Madonna ci incoraggia a non rassegnarci; Lei non è un sedativo, un messaggio rassicurante e zuccheroso. L’esperienza dell’Alleanza dovrebbe modificare la nostra vita accomodante e la nostra mancanza di vera azione. La vita nell’Alleanza dovrebbe motivarci verso i più alti ideali.

E dal momento che molti hanno probabilmente visto le Olimpiadi in quest’ultimo periodo,

sarà un bene per noi richiamare alla mente alcuni atleti che hanno lottato oltre le loro forze. Per vincere una gara non ti puoi abbandonare alla rassegnazione, ma devi sognare il trionfo. Abbiamo avuto sorprese, illusioni, delusioni e lezioni, medaglie d’oro, d’argento e di bronzo. Il nostro Padre e Fondatore esemplificò il modo di vivere la nostra vocazione applicando l’immagine dell’oro, dell’argento e del bronzo.

Meritiamo la medaglia d’oro quando facciamo nascere da ogni prova un’opportunità, dal dolore, un’occasione per crescere. Sappiamo che senza la grazia non possiamo fare nulla, ma la grazia ci incoraggia ad un amore che trionfa sempre. Un amore che è paziente, gentile, capace, attivo, in grado di perdonare e sempre di ricominciare, come diceva San Paolo (1Cor 13).

Per meritare la medaglia d’argento, si deve fare tutto questo, ma senza impegnarsi troppo. Forse qualcosa però è carente. Non è facile vivere la radicalità del Vangelo: “Nessuno ha amore più grande di questo: dare la propria vita per i propri amici” ha detto Gesù (Giov  15,13).

È già un grande premio vincere la medaglia di bronzo. La vincono combattenti entusiasti, vigorosi, ma che ad un dato momento diventano scostanti. Sappiamo tutti che Dio si aspetta molto da noi, ma a volte emerge la paura di rischiare completamente noi stessi. C’è una frase di Nietzsche che è una grande tentazione: “Mettiamo degli argini a Dio, affinché non finisca che ci anneghi”.

Ad ogni modo, c’è qualcosa che ci rende diversi dagli atleti olimpici: sappiamo che saremo in grado di vincere una di queste medaglie solo se permettiamo alla Madonna di trionfare in noi. E questo valore ci dà un grande vantaggio, di cui è bene approfittare.

Qualcuno ha detto che l’Assunzione di Maria e la sua incoronazione rappresentano la grande medaglia d’oro che Dio le ha tributato per sempre. Noi la applaudiamo sul podio del nostro cuore e siamo felici che abbia conseguito la palma della vittoria in eterno.

Originale spagnolo. Traduzione di Gianfrancesco Romano, Roma, Italia

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