Postato su 25. Ottobre 2015 In Riflessioni e opinioni

Schoenstatt è Chiesa

di Padre Alexandre Awi, Brasile •

Né “conservatrice”, né “progressista”. Semplicemente Chiesa. Da noi ci sono “conservatori” e “progressisti”, come ce ne sono anche nella Chiesa. Fortunatamente, la ricca pluralità di opinioni e tendenze all’interno della propria Chiesa c’è anche nel nostro Movimento. Non disdegniamo né la Teologia della Liberazione né la Messa in latino, poiché neanche la Chiesa lo fa. Chi pensa che lo faccia, deve cercare di conoscere meglio le posizioni ufficiali della Chiesa. Nel nostro Movimento c’è chi simpatizza per la Teologia della Liberazione e c’è chi simpatizza per la Messa in latino, tanto per fare alcuni esempi di ciò che s’intende normalmente con queste etichette, rispettivamente di “progressista” o “conservatore”. Se la Chiesa accoglie qualcosa legittimamente, può essere accolto anche dal Movimento Apostolico di Schoenstatt. Non siamo né di destra né di sinistra e neanche di centro. Siamo di Chiesa e questa non ha posizione di parte. In temi sociali la nostra bandiera è la Dottrina Sociale della Chiesa. In temi dottrinali, il Catechismo della Chiesa Cattolica. In temi liturgici, gli orientamenti della Congregazione per la Disciplina dei Sacramenti. E nella nostra Pastorale ci lasciamo orientare dalla CNBB o Conferenza Episcopale del Brasile, la legittima rappresentante della collegialità dei nostri vescovi in Brasile.

A volte si ha l’impressione che le persone più “conservatrici (o più “di destra”) si preoccupino solo dei temi di morale sessuale e della vita (aborto, ideologia gender, eutanasia, matrimonio e famiglia, ecc.) e i più “progressisti” (o più di “sinistra”) dei temi di morale sociale (povertà, ecologia, diritti del lavoratore, difesa degli emarginati, ecc.). La Chiesa, però, si occupa di entrambe le realtà, perché sa che l’una non è più importante dell’altra. Sarebbe incoerente per un cristiano lottare contro l’aborto, ma difendere la pena di morte; o lottare per l’ecologia, ma appoggiare l’ideologia gender! Osserviamo per esempio le posizioni di Papa Francesco: lancia una “enciclica ecologica”, condanna il sistema finanziario vigente nella società, ma si oppone anche all’aborto e all’ideologia gender! L’immoralità sessuale non è maggiore dell’immoralità sociale in cui viviamo né viceversa. Anche se molta gente la pensa così. Oppure, osserviamo anche il nostro Fondatore che, per esempio, ha denunziato sia una “cultura unisex” (che scaratterizza lo specifico dell’uomo e della donna) sia la “ingiustizia sociale” (condannando sia il capitalismo selvaggio sia il marxismo, che egli chiamava bolscevismo).

Gesù Cristo ha un messaggio di gioia e di salvezza per tutte le situazioni della vita dell’uomo, sia nell’ambito sociale che comunitario. Perciò la CNBB, per esempio, ha emesso recentemente dei comunicati ufficiali sia contro l’ideologia gender (che potrebbe sembrare “conservatrice”) sia contro la riduzione della maggiore età penale (che potrebbe sembrare “progressista”). La Chiesa, grazie a Dio, non si lascia né etichettare né inquadrare in queste categorie! La sua unica fedeltà deve essere fedeltà a Gesù Cristo e non a ideologie politiche o di partito.

Il Movimento di Schoenstatt ha pertanto bisogno di riflettere sia sui temi di morale sessuale che su quelli di morale sociale. Deve optare, pregare e combattere per una posizione più cristiana! Le speculazioni non sono sufficienti! (“Penso questo…” o “penso quello…”) La domanda è: “Che cosa pensa Gesù Cristo?!” La Fede Pratica nella Divina Provvidenza – propria della spiritualità di Schoenstatt – ci insegna a chiederci sempre: qual è la volontà di Dio a riguardo?! O che cosa farebbero Gesù Cristo, la Madre di Dio o il nostro Padre Fondatore se dovessero prendere posizione su questo argomento? E per avere aiuto nella riflessione, abbiamo bisogno in primo luogo di ascoltare la voce della Chiesa.

In definitiva, crediamo che essa abbia un’assistenza speciale dello Spirito Santo! Ancor più quando si pronunzia collegialmente: sia in un Concilio, in una Conferenza Episcopale o nella persona del Papa (che parla come capo del collegio episcopale). Una prova recente, per restare agli esempi citati, sono stati i due comunicati, promulgati dalla CNBB. Sinceramente non ho dubbi che, se in Brasile gli lasciassero far leggi, Gesù Cristo opterebbe sia contro l’ideologia gender che contro la riduzione della maggior età penale! Ringrazio i nostri vescovi perché ci illuminano in modo così sicuro. Indipendentemente dai risultati parziali delle votazioni, questa continua ad essere la posizione della nostra Chiesa. Suppongo che i cristiani che la pensano diversamente abbiano motivi sufficienti per giustificare la loro posizione davanti al proprio Cristo. Possono non essere d’accordo, ma che lo facciano con la piena convinzione che è realmente lo Spirito Santo che li sta ispirando!

Di fatto, le persone possono anche non essere d’accordo, individualmente, con qualche orientamento della Chiesa nell’ambito sociale, dottrinale, liturgico o pastorale (sempre che non si tratti di un dogma di fede). Anche la libertà di coscienza fa parte della dottrina della Chiesa! Tuttavia la nostra posizione come Movimento non sarà divergente dalla posizione della Chiesa. E questo vale soprattutto per coloro che occupano posizioni dirigenziali all’interno della nostra Opera.

A Schoenstatt valorizziamo molto la libertà. La legittima libertà di coscienza e di espressione deve essere accompagnata, tuttavia, da un’adeguata formazione della nostra coscienza. Perciò, oltre alla ricerca di vere cognizioni nell’ambito scientifico, politico, economico e sociale, ci lasciamo illuminare decisivamente dalle prese di posizione della Chiesa. Specialmente i nostri direttori e dirigenti hanno bisogno di pensare a questo, prima di postare le loro opinioni nelle reti sociali, poiché tante volte la posizione di un dirigente è vista, soprattutto dalle persone che si affidano a loro, come un’opinione del Movimento e della Chiesa! Con ciò non stiamo “in cima al muro”, sul muro di cinta, come alcuni potrebbero obiettare. Stiamo dentro le mura! Dentro le mura della Chiesa.

E il motivo di tale atteggiamento è semplice: la fedeltà al nostro Padre e Fondatore. In definitiva, Padre Kentenich, persino nei momenti di incomprensione e persecuzione da parte della propria Chiesa, ha seguito in tutto i suoi orientamenti e ha chiesto che sulla sua tomba si scolpisse un’unica frase: “Dilexit Ecclesiam!” (Ha amato la Chiesa). Compendio della sua vita che continua ad essere anche l’atteggiamento dei suoi figli! Il nostro Fondatore, per esempio, ha seguito attentamente il Concilio Vaticano II. Aveva capito, a questo riguardo, che per alcuni aspetti il nostro carisma aveva anticipato il Concilio. Ha accolto pienamente le sue decisioni e ha promesso a Papa Paolo VI che Schoenstatt avrebbe aiutato a recepire e tradurre in pratica gli impulsi del Vaticano II nella vita della Chiesa. Ed oggi, noi suoi figli, non vogliamo agire diversamente!

“Con te, o Padre” recita l’inizio della parola d’ordine di quest’anno della Famiglia di Schoenstatt del Brasile. Anche negli scontri sociali, politici e ideologici, che abbondano in questi tempi, continuiamo a ripetere: “Con te, o Padre, amiamo la Chiesa!”.

Nota: pubblicato sulla pagina web della JUMAS (Gioventù Maschile del Brasile) e in seguito anche sulla pagina web della Campagna della Madonna Pellegrina, www.maeperegrina.org.br.

Originale: Portoghese. Traduzione: Maria D. Congiu, Roma, Italia

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