Postato su 2015-07-23 In Riflessioni e opinioni

“… ero straniero e senza tetto e mi avete accolto…” (cfr. Mt 25, 35)

Redazione •

Viene la paura, quando in Germania vanno in fiamme i Centri di accoglienza profughi. E fa venire la vergogna, ci si vergogna molto profondamente. E d’altro canto non serve sapere che la Germania non sia sola con questa xenofobia ottusa, morbosa, armata di fuoco, di pietre e di muri e frasi, che forse colpiscono più delle stesse fiamme.

Non si è obbligati ad aver simpatia per il celebre film “The day after Tomorrow” (L’alba del giorno dopo) di Roland Emmerich. Ma forse per questa breve scena che racconta come: All’ultimo momento, il Presidente degli Stati Uniti dà l’ordine di evacuare gli abitanti degli Stati centrali (quelli settentrionali sono già sepolti sotto neve e ghiaccio). Tutti corrono per salvare la nuda pelle … fino alla recinzione di confine, costruita appositamente per proteggersi dagli immigrati clandestini del Messico. Ed ecco che il Governo Messicano delibera di agevolare e sospendere del tutto i controlli di frontiera su questa recinzione, affinché i profughi vengano messi in salvo… E quelli che improvvisamente sono diventati profughi, comprendono solo al rallentatore …

Un mese fa, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, il Cardinale di Colonia, Mons. Rainer Maria Woelki, aveva lanciato un segnale. Alla vigilia erano state suonate le campane a morto in 230 chiese dell’Arcidiocesi di Colonia, ogni campana 100 rintocchi, un rintocco per ogni profugo scomparso. E in quell’occasione, l’Arcivescovo Mons. Woelki aveva detto: “Per 23.000 persone è troppo tardi – ma non troppo tardi per tutti coloro che si trovano in fuga verso l’Europa”. E ha soggiunto: “Abbiamo bisogno di una politica per profughi europea, allo scopo di creare una via legale per quelli diretti verso l’Europa e un salvataggio in mare che protegga uomini e non confini”. In fuga da condizioni di vita disumane, “i nostri fratelli e sorelle” si trovano spesso in balia della stessa disumanità che volevano lasciarsi alle spalle.

Infine, la Casa dell’Alleanza di Schoenstatt (Bundesheim) non è stata accettata come centro di accoglienza profughi, perché le misure di sicurezza antiincendio avrebbero causato troppi costi. Ma resta il fatto che era stata offerta. Ci sono stati dei rifugiati che hanno trovato accoglienza in alcuni Centri di Schoenstatt. Ed anche in molti santuari domestici e santuari del cuore, dove singole persone danno la mano ad altrettante singole persone, facendo dell’Europa una nuova, modesta e semplice dimora. La cosa è in fondo molto semplice, è un’unica frase: Ero straniero e senza tetto e mi avete accolto (cfr. Mt 25, 35).E l’Anno Santo della Misericordia è già iniziato.

Dove i profughi sono minacciati, la Chiesa sta dalla loro parte!

Prendendo spunto dai recenti attentati ai centri di accoglienza profughi, in Germania, il Presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, Cardinal Reinhard Marx, ha dichiarato:

“Tutto porta a pensare che il fuoco divampato nella notte tra il mercoledì e il giovedì, in un alloggio destinato ai richiedenti asilo nella località bavarese di Reichertshofen, sia stato appiccato dolosamente. Reichertshofen diventa così l’ultimo anello di una lunga catena di soprusi nei confronti di centri di accoglienza profughi e richiedenti asilo – 150 solo nei primi sei mesi del 2015! Sono soprattutto le insistenti proteste e sommosse nella località sassone di Freital, a mostrare come alcuni gruppi cerchino di avvelenare il clima della nostra società e di seminare l’odio. Da noi questo non sarà mai tollerato!

Negli ultimi due anni, il numero dei profughi arrivati in Germania ha aumentato notevolmente. Rischiando spesso la propria vita, queste persone sono scampate all’inenarrabile sofferenza delle zone di guerra e di guerre civili del Medio Oriente e dell’Africa. Per molti di loro non si tratta in prima linea di trovare buone condizioni di vita, ma solo e semplicemente di sopravvivenza. Senza se e ma. Questi profughi, molti dei quali sono traumatizzati, hanno diritto a protezione e assistenza. Minacciarli e attaccarli, significa dar prova di enorme degrado, che la nostra società non potrà e non dovrà mai accettare. Chi – alla luce degli incidenti più recenti – tace e si gira dall’altra parte, tradisce il nostro sistema di valori. Tutti dobbiamo prendere chiaramente posizione contro l’odio e la violenza.

Richiamo volentieri alla memoria, che Papa Francesco ci rivolge un appello per una cultura di accoglienza e solidarietà. Egli incoraggia a vincere la diffidenza morbosa nei confronti degli immigrati e stranieri. Le diocesi, le associazioni di beneficenza ecclesiali, le comunità parrocchiali, gli ordini religiosi e singole persone rispondono a quest’appello e intervengono a tutti i livelli sociali per una cultura di atteggiamento solidale positivo, impegnandosi in diversi modi. Di questo sono molto riconoscente! E non ci sia la minima ombra di dubbio: Dove i profughi sono minacciati, la Chiesa sta dallo loro parte!”

Originale: Tedesco. Traduzione: Maria D. Congiu, Roma, Italia

 

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