José

Postato su 2021-02-04 In Anno di San Giuseppe

San Giuseppe, padre nell’obbedienza

Uomini San Giuseppe/ P. Júlio Fabiano R. Afonso, Brasile •

La Joseph Challenge 2021 di Schoenstatt.org, per soli uomini: uomini di differenti scelte vocazionali nell’Alleanza d’Amore, di differenti paesi e generazioni, si lasciano sfidare dalla lettera di Papa Francesco Patris Corde su Giuseppe, “questa figura straordinaria, tanto vicina alla nostra condizione umana” e condividono quello che più li colpisce e li motiva della figura di San Giuseppe e della lettera del Santo Padre su di lui. Padre Julio condivide con noi il suo legame con San Giuseppe attraverso la pratica dell’obbedienza.—

 

Nel nascondimento di Nazaret, alla scuola di Giuseppe, Gesù imparò a fare la volontà del Padre. Tale volontà divenne suo cibo quotidiano (cfr Gv 4,34). Anche nel momento più difficile della sua vita, vissuto nel Getsemani, preferì fare la volontà del Padre e non la propria e si fece «obbediente fino alla morte […] di croce» (Fil 2,8). Per questo, l’autore della Lettera agli Ebrei conclude che Gesù «imparò l’obbedienza da ciò che patì» (5,8).

Non è strano che la mia identificazione personale con San Giuseppe derivi dal suo essere falegname e lavorare il legno. Amo tutto ciò che è fatto di legno; vedo in esso l’incontro della mano umana con la mano creatrice di Dio. Ecco perché il mio calice di ordinazione è di legno. Metto la mia umanità (il legno del calice) perché Gesù lo riempia della sua grazia e realizzi il suo piano di salvezza (il vino della salvezza).

Ora, chi mi conosce meglio, sa che sono sempre stato appassionato di musica, e che suono la chitarra da quando ero bambino. La vibrazione del legno della chitarra è una cosa bellissima non solo da ascoltare, ma da sentire!

Quando vedo San Giuseppe, mi ricordo del padre di Gesù, falegname e lavoratore. Un uomo che non solo lavorava il legno, ma sapeva anche essere il legno che Dio scolpiva.

L’analogia si applica a tutti. Credo che sia necessario scolpire  il proprio legno e sentire le sue vibrazioni. Nella scuola di San Giuseppe, diventiamo apprendisti falegnami. Perché è lavorando sul proprio legno che percepiremo la vibrazione di Dio in noi e compiremo la nostra missione di vita, io come sacerdote e voi con la vostra particolare vocazione.

Jose Pe Julio

Era necessario scolpire il legno

Pensiamo ai suoi dubbi e alle sue angosce quando seppe che Maria, la sua promessa sposa, era incinta. Per non diffamarla, decise di lasciarla in segreto (Mt. 1,19), ma fu guidato da Dio in un sogno a non farlo. Infatti, l’angelo di Dio gli parlò quattro volte in sogno, e San Giuseppe alla fine obbedì!

Avrebbe potuto disobbedire? Sì, avrebbe potuto pensare che quel sogno non veniva da Dio e rifiutare di accettare Maria incinta di Gesù; avrebbe potuto pensare che fosse sciocco lasciare la sua patria e fuggire in Egitto (immagina quanto lavoro e quante difficoltà avrebbe significato!). San Giuseppe potrebbe aver deciso di non tornare in patria dopo essersi abituato a vivere in Egitto. Avrebbe potuto non andare a vivere a Nazareth di Galilea… Ma ci andò, e così manifestò la sua obbedienza a Dio.

Cosa mi insegna San Giuseppe sull’obbedienza?

A volte è difficile ascoltare… molte volte vogliamo imporre il nostro modo di pensare e poi fare quello che vogliamo. A volte il nostro legno resiste. Ma solo chi supera questa resistenza imparando ad ascoltare, obbedisce. Perché colui che vive chiuso in se stesso non elabora ciò che l’altro dice, anzi, ripete la stessa cosa con insistenza. San Giuseppe superò la resistenza, che era il voler seguire i suoi propri piani, e ascoltò ciò che l’angelo gli disse in sogno.

A chi obbedire?

È vero che non dobbiamo dire di sì a tutto ciò che ci viene chiesto né vivere secondo le aspettative degli altri. Come dice la Sacra Scrittura, “Dobbiamo obbedire a Dio piuttosto che agli uomini” (Atti 4,29). Immaginate quante persone devono aver consigliato a Giuseppe di non lasciare il suo paese per andare in Egitto. Ma San Giuseppe sapeva riconoscere e distinguere le voci e obbedire a Dio piuttosto che agli uomini.

Quando facciamo le cose in coscienza per il bene, possiamo dormire con la coscienza pulita, anche se alcune persone dicono che non stiamo agendo nel modo che si aspettavano. Se lo faccio per Dio, non me ne pentirò.

Obbedienza e libertà

L’obbedienza non è paura. È ancora meno il desiderio di certe aspettative per ottenere un riconoscimento. Vediamo come Dio procede con San Giuseppe: si comunica in sogno attraverso l’angelo. Questo dettaglio garantisce la possibilità di prendere una decisione libera. San Giuseppe fece un salto di fede, comprendendo la volontà di Dio nel sogno, e mise in pratica ciò che aveva deciso dopo il sogno.

Dio rispettò la sua libertà e la sua decisione. Anche Dio è così con noi, ci lascia liberi di decidere e di mettere in pratica ciò che abbiamo deciso, e non ci fa la morale quando andiamo fuori strada.

Dio rispetta il nostro legno. Conosce le possibilità e i limiti del legno che abbiamo. Egli suggerisce e conosce la nostra capacità di conversione e di cambiamento. Dio sa che solo obbedendo liberamente possiamo farlo per amore. L’opposto sarebbe obbedire per paura o coercizione.

Obbedienza consapevole

San Giuseppe non ha semplicemente detto di sì senza sapere quanto fosse faticoso. Ha dovuto calcolare e assumere i rischi. Almeno quei rischi che poteva concepire nella sua mente. Obbedire non è rifiutarsi di pensare e lasciare che qualcun altro pensi per te. Obbedire non è passività, ma azione! E per questo è necessario pensare insieme a Dio. Non sei un falegname per disegnare un progetto, ma per fare una sedia con il legno che hai!

Non dobbiamo vivere rassegnati, seduti ad aspettare. Oppure dire: è successo perché Dio ha voluto che succedesse e basta… Ogni situazione richiede un ascolto attivo della volontà di Dio. E questo si realizza nel nostro cuore e nella nostra coscienza. A volte, obbedire è aspettare, così come San Giuseppe aspettò il messaggio dell’angelo per tornare dall’Egitto alla sua patria (Mt 2,19-20). Ma altre volte è prendere l’iniziativa e cercare la soluzione, come quando Giuseppe e Maria tornarono a Gerusalemme per cercare il Bambino perduto. Non sono rimasti a discutere su chi avesse la colpa di averlo perso, hanno agito!  (Lc 2,43-46).

Falegname come San Giuseppe

San Giuseppe, il falegname, mi ispira ad essere un sacerdote obbediente a Dio così come sono, con il legno con cui mi ha creato, ma in una obbedienza attiva, come apprendista del grande falegname che è Dio, perché il legno è fatto per essere lavorato!

 

José

 

Originale: portoghese 30.01.2021. Traduzione in italiano: Pamela Fabiano, Roma, Italia

 

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