Video del Papa

Postato su 2022-01-07 In La Chiesa - il Papa

O siamo fratelli o perdiamo tutti

L’INTENZIONE DI PREGHIERA – PAPA FRANCESCO •

Il Video del Papa inizia il suo settimo anno condividendo l’intenzione di preghiera che Francesco affida a tutta la Chiesa cattolica attraverso la Rete Mondiale di Preghiera del Papa. L’edizione di gennaio è stata appena pubblicata con un forte messaggio a favore della libertà religiosa e delle persone che subiscono discriminazione. Il Santo Padre invita tutti a scegliere “il cammino della fraternità. Perché o siamo fratelli o perdiamo tutto”. Per questo, è fondamentale porre fine a tante restrizioni che molti trovano al momento di professare la propria fede.

Come può essere che attualmente molte minoranze religiose subiscano discriminazioni o persecuzioni?
Come permettiamo, in questa società tanto civilizzata, che ci siano persone che vengono perseguitate semplicemente perché professano pubblicamente la propria fede? Non è soltanto inaccettabile: è disumano, è una follia.
La libertà religiosa non si limita alla libertà di culto, ovvero al fatto che si possa avere un culto nel giorno prescritto dai propri libri sacri, ma ci fa valorizzare l’altro nella sua differenza e riconoscere in lui un vero fratello.
Come esseri umani, abbiamo tante cose in comune da poter convivere, accogliendo le differenze con la gioia di essere fratelli.
E una piccola differenza, o una differenza sostanziale com’è quella religiosa, non offuschi la grande unità dell’essere fratelli.
Scegliamo il cammino della fraternità. Perché o siamo fratelli o perdiamo tutti.
Preghiamo perché tutte le persone che subiscono discriminazione e persecuzione religiosa trovino nelle società in cui vivono il riconoscimento e la dignità che nasce dall’essere fratelli e sorelle.

Con un appello all’attenzione a tutti i governi del mondo, Il Video del Papa rafforza l’idea che nelle società in cui viviamo e ci sviluppiamo debba fiorire il riconoscimento dei diritti e della dignità che tutti abbiamo per il fatto di essere persone.

Minoranze religiose e persecuzioni

Nella sua prima intenzione di preghiera del 2022, Francesco apre con due domande dirette, incisive, che esigono una risposta: “Come può essere che attualmente molte minoranze religiose subiscano discriminazioni o persecuzioni? Come permettiamo in questa società tanto civilizzata che ci siano persone che vengono perseguitate semplicemente perché professano pubblicamente la propria fede?” Secondo quanto rivela il Rapporto sulla Libertà Religiosa nel Mondo pubblicato da ACN nell’aprile 2021, la libertà religiosa viene lesa in un terzo dei Paesi del mondo, in cui vivono circa 5 miliardi e 200 milioni di persone. Lo stesso rapporto indica che più di 646 milioni di cristiani vivono in Paesi in cui la libertà religiosa non viene rispettata.

Dal 2020 si denuncia come molte minoranze etniche e religiose, soprattutto di origine musulmana, non godano di pieni diritti di cittadinanza nei Paesi in cui vivono.

La libertà religiosa come base della pace

È un tema che merita attenzione, come conferma Thomas Heine-Geldern, presidente esecutivo di ACN Internazionale: “Anche se è impossibile conoscerne il numero esatto, la nostra indagine indica che due terzi della popolazione mondiale vivono in Paesi in cui si verificano violazioni alla libertà religiosa in un modo o nell’altro. Sorprende? No, questa situazione è peggiorata per secoli partendo da una radice di intolleranza e passando per discriminazione e perfino persecuzione. Crediamo fermamente che l’essere liberi di praticare o meno qualsiasi religione sia un diritto umano fondamentale, direttamente collegato alla dignità di ogni persona. Può sembrare ovvio, ma – anche in un momento in cui i diritti umani sono sulla bocca di tutti – la libertà religiosa sembra avere una connotazione poco chiara, mentre questo diritto è iil punto di partenza di tutta la nostra missione. Come potremmo difendere i diritti della comunità cristiana se non difendiamo prima il diritto universale? La religione viene spesso manipolata per provocare guerre. Ad ACN lo affrontiamo tutti i giorni. Difendere il diritto alla libertà religiosa è fondamentale per esporre la realtà di questi conflitti. Le comunità religiose svolgono un ruolo centrale quando ‘non funziona niente’ a livello politico o diplomatico nelle regioni in guerra e in crisi. Il mondo dev’essere consapevole del fatto che le prospettive di coesistenza pacifica saranno sconfortanti se non si rispetta la libertà di religione o di credo come un diritto umano fondamentale, basato sulla dignità umana di ogni persona”.

Cammini di fraternità: accogliere le differenze degli altri

Il Papa ricorda che la libertà religiosa è legata al concetto di fraternità, e per cominciare a percorrere i cammini di fraternità su cui Francesco insiste tanto da anni è imperativo non solo rispettare l’altro, ma valorizzarlo autenticamente “nella sua differenza e riconoscere in lui un vero fratello”. Per il Santo Padre, “come esseri umani, abbiamo tante cose in comune da poter convivere, accogliendo le differenze con la gioia di essere fratelli”. Senza questa premessa, il cammino verso la pace e la convivenza comune non è possibile.

P. Frédéric Fornos S.J., direttore internazionale della Rete Mondiale di Preghiera del Papa, ha commentato a proposito di questa intenzione: “Francesco ci ha dato una bussola con la sua enciclica Fratelli Tutti: la fratellanza umana. Come ha detto anche nel suo messaggio per la prima Giornata Internazionale della Fratellanza Umana, ‘oggi la fratellanza è la nuova frontiera dell’umanità. O siamo fratelli, o ci distruggiamo a vicenda’. Per questo, è importante riconoscere quello che lede la fratellanza, per poterla guarire de evitare che si traduca in discriminazione e persecuzione religiosa, come spesso accade, in particolare contro i cristiani. Preghiamo per questa intenzione di preghiera con tutto il cuore: ‘perché tutte le persone che subiscono discriminazioni e persecuzioni religiose trovino nelle società in cui vivono il riconoscimento dei propri diritti e della dignità che nasce dall’essere fratelli e sorelle’”.

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