Postato su 3. Marzo 2019 In abusi, La Chiesa - il Papa

Come Chiesa, all’interno di una Chiesa colpevole e ferita

“SENTIRE CON LA CHIESA”, redazione con materiale della Sala Stampa del Vaticano •

“Vi invito a pregare in questi giorni per l’Incontro sulla protezione dei minori nella Chiesa, evento che ho voluto come atto di forte responsabilità pastorale davanti a una sfida urgente del nostro tempo”, così ha twittato Papa Francesco lo scorso 18 febbraio, rivolgendosi a tutta la chiesa. L’evento ha avuto inizio il 21 febbraio e, come schoenstattiani, ci sentiamo chiamati a pregare e ad offrire molto, in e come Chiesa colpevole e ferita.—

Sempre il 18 febbraio si è tenuta presso la Sala Stampa della Santa Sede una conferenza per presentare l’incontro sulla “Protezione dei minori nella Chiesa”, che si terrà presso l’Aula Nuova del Sinodo in Vaticano dal 21 al 24 febbraio 2019, con la partecipazione dei presidenti delle conferenze episcopali del mondo.

Hanno partecipato alla presentazione i seguenti membri del Comitato organizzatore: Blase J. Cupich Cardinale, Arcivescovo di Chicago; monsignor Charles J. Scicluna, Arcivescovo di Malta e sottosegretario della Congregazione per la Dottrina della Fede; padre Federico Lombardi SJ, presidente della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI e, moderatore dell’incontro, padre Hans Zollner SJ, presidente del Centro per la protezione dell’infanzia presso la Pontificia Università Gregoriana, membro della Pontificia Commissione per la protezione dei bambini, nonchè sorella Bernadette Reis FSP, assistente del direttore dell’Ufficio stampa della Santa Sede.

Il silenzio è inaccettabile

Durante la conferenza, Monsignor Scicluna ha sottolineato che “La negazione è un meccanismo primitivo, ma dobbiamo allontanarci dal codice del silenzio, spezzare la complicità, perché l’omertà non è accettabile”.

Inoltre, ha ribadito che l’incontro fa parte parte di un cammino intrapreso dalla Santa Sede da diverso tempo e adesso si vogliono creare i giusti presupposti affinchè ci sia un seguito concreto da parte dei vescovi una volta rientrati nelle loro diocesi. Saranno gli stessi vescovi a continuare il lavoro e sviluppare le “procedure” necessarie, consapevoli delle loro responsabilità. Quando si tratta di “protezione dell’innocenza”, ha insistito, “non bisogna mollare”: occorre trovare soluzioni sempre più adeguate al problema, “perché la Chiesa sia un luogo sicuro per tutti, soprattutto i bambini”.

Monsignor Scicluna ha parlato anche delle “aspettative” che ricadono su questo incontro, precisando che si può iniziare dalle “aspettative ragionevoli”; non sarà possibile, infatti, in soli “tre giorni”, risolvere tutti i problemi.

“Una nuova alba sulla trasparenza”

Da parte sua, il Cardinale Blase J. Cupich ha parlato di “nuova alba sulla trasparenza”, e ha osservato che i partecipanti prelati dovrebbero capire chiaramente quali sono le loro responsabilità in questo orizzonte, e che un “programma di salvaguardia” puntuale potrà evitare che si ripeta quanto è accaduto in passato.

Il cardinale Blase J. Cupich ha sottolineato che molti di coloro che parteciperanno all’appuntamento in Vaticano hanno già avuto incontri con le vittime, come richiesto dallo stesso Papa Francesco, e ciascuno di essi “porta nel cuore le ferite” da chi ha subito abusi da parte di membri della chiesa.

D’altra parte, l’arcivescovo di Chicago ha affermato che l’omosessualità non è “una causa di abuso” e ha fatto riferimento a metodi di screening appropriati da utilizzarsi per quanti vogliono entrare in seminario, in modo da escludere l’ingresso a quelli che sono “a rischio” “casi abusi su minori”.

Numeri e contesti

Per quanto riguarda la possibile pubblicazione di dati e statistiche sulle vittime di abusi e sul comportamento adottato dai membri della Chiesa per affrontare il problema, monsignor Scicluna ha affermato che si tratta di un’opzione che probabilmente arriverà, ma che “non è sufficiente pubblicare il numeri, è necessario uno studio approfondito per dare un contesto “.

Una risposta globale

Padre Federico Lombardi ha invece illustrato la dinamica dell’Incontro sulla protezione dei minori.

I tre giorni di discussione saranno dedicati a un tema specifico: la responsabilità dei vescovi; la cosiddetta “accountability”, vale a dire a chi i vescovi e i superiori maggiori degli Ordini religiosi devono rendere conto; ed infine la trasparenza.

I 190 presenti nella nuova sala del Sinodo ascolteranno da giovedì a sabato tre relazioni giornaliere, tenute anche da tre donne, seguite da domande e risposte e lavori di gruppo. Poi ci saranno le testimonianze dei sopravvissuti e i momenti di preghiera, in apertura e chiusura di giornata.

Papa Francesco aprirà i lavori con un’introduzione e li chiuderà domenica con un discorso dopo la messa.

La celebrazione eucaristica avrà luogo nella Sala Regia alle 9.30 e l’omelia sarà pronunciata dall’arcivescovo Mark Coleridge, presidente della Conferenza episcopale australiana. Altro momento liturgico si avrà sabato pomeriggio, con la liturgia penitenziale.

Sito web

Infine, padre Hans Zollner ha illustrato ai giornalisti il sito web ufficiale dell’Incontro – www.pbc2019.org –  che rimarrà quale “strumento per sviluppare iniziative future”. Il portale sarà periodicamente aggiornato per supportare gli sforzi dei media.

Originale: Spagnolo, 22.02.2019. Traduzione: Alessia Lullo, Roma, Italia

 

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