Postato su 21. Aprile 2018 In Francesco - messaggio, La Chiesa - il Papa

Sei uno di quelli che non si accontenta?

PAPA FRANCESCO – GAUDETE ET EXSULTATE •

Sei uno di quelli che non si accontenta di una vita mediocre? Questo è il forte inizio di un video sorprendente. Un video professionale per presentare una nuova esortazione apostolica è qualcosa senza precedenti. “Quelli del Vaticano hanno acceso le batterie con un video davvero attraente “, dice José Argüello, del Paraguay, che parlerà di questo nuovo invito di Papa Francesco durante un ritiro nel fine settimana. “gli saranno servite le critiche costruttive ricevute dai giovani nel questionario pre-sinodale.” —

 

Sei uno di quelli che non si accontenta…? Più di un anno fa, quando nella riunione del team di base di Schoenstatt.org abbiamo definito la linea editoriale per i prossimi anni, (proseguiamo con il tema di Hoerde ossia il passaggio di Schoenstatt dal laboratorio alla prova della realtà di essere un’autonoma Federazione Apostolica), che dichiarò l’apostolato come propria meta e che doveva formare i suoi membri come apostoli in tutte le professioni e gruppi. È stato riassunto, quindi, il “nucleo” di Hoerde in una frase: non accontentarti di ciò che hai già, di ciò che sai, che conosci e che fai. Questo risponde all’atteggiamento di Padre Kentenich per facilitare l’emergere della vita.

Sei uno che non si accontenta? È la domanda che riassume la nuova Esortazione Apostolica di Papa Francesco – pubblicata lo scorso 9 aprile, giorno in cui abbiamo festeggiato l’Annunciazione del Signore – sulla chiamata alla santità nel mondo d’oggi. Un invito rivolto a chi non si accontenta. (Solo per loro. E per noi?)

La santità è la cosa più semplice

“Possono esserci molte teorie sulla santità, spiegazioni abbondanti e distinzioni. Questa riflessione potrebbe essere utile, ma nulla è più illuminante che tornare alle parole di Gesù e riprendere il suo modo di trasmettere la verità. Gesù spiegò in tutta semplicità che cosa significa essere santi e lo fece quando ci lasciò le Beatitudini (vedere Mt 5: 3-12, Lc 6, 20-23). Sono come la carta d’identità del cristiano. Quindi, se uno di noi pone la domanda: “Cosa significa diventare un buon cristiano?”, La risposta è semplice: è necessario fare, ognuno a suo modo, ciò che Gesù dice nel discorso delle beatitudini. In esse viene disegnato il volto del Maestro che siamo chiamati a far trasparire nel quotidiano delle nostre vite »(GE, 63).

Non è un trattato ma il desiderio di far risuonare la chiamata alla santità

“Ognuno per la sua strada”, dice il Consiglio. Quindi, non bisogna sentirsi scoraggiati quando si contemplano modelli di santità che sembrano irraggiungibili. Esistono testimonianze molto utili per stimolarci e motivarci, ma non per cercare di copiarle, perché questo potrebbe persino allontanarci dal percorso unico e diverso che il Signore ha per noi. Ciò che è interessante, è che ogni credente discerne la propria strada e mette in luce il meglio di sé, tutto quello che di più personale Dio ha posto in lui (cfr 1 Cor 12, 7), e non cerca invece di imitare qualcosa di diverso”(GE 11). Che messaggio per un movimento che mette in luce sia la vocazione, il carisma e la scelta personale di ciascuno dei suoi membri.

Santità della vita quotidiana

Niente di più e niente di meno della Santità della vita quotidiana insomma, un grande tema molto caro a P. Kentenich. La santità di coloro che non cercano di santificarsi a scapito del servizio concreto, al lavoro e nella famiglia, una santità che non è quella di rifugiarsi ma quella di uscire.

“Non è sano amare il silenzio ed evitare l’incontro con l’altro, desiderare il riposo e rifiutare l’attività, cercare la preghiera e disprezzare il servizio. Tutto può essere accettato e integrato come parte della propria esistenza in questo mondo, ed è incorporato nel sentiero della santificazione. Siamo chiamati a vivere la contemplazione anche nel mezzo dell’azione e ci santifichiamo nell’esercizio responsabile e generoso della nostra missione. Può lo Spirito Santo lanciarci per compiere una missione e allo stesso tempo chiederci di fuggire da essa o evitare di darci totalmente per preservare la pace interiore? Tuttavia, a volte siamo tentati di relegare l’impegno pastorale o l’impegno nel mondo in un posto secondario, come se fossero “distrazioni” sul sentiero della santificazione e della pace interiore. Si dimentica che “non è che la vita abbia una missione, ma che sia una missione” (GE 26-27).

Il desiderio di papa Francesco

“Voglio che Maria coroni queste riflessioni, perché ha vissuto le beatitudini di Gesù come nessun altro. È lei che ha tremato di gioia alla presenza di Dio, colei che ha serbato tutto nel suo cuore e si è lasciata attraversare dalla spada. Lei è la santa tra i santi, la più benedetta, che ci insegna la via della santità e ci accompagna. Lei non accetta che cadiamo e a volte ci porta tra le braccia senza giudicarci. Conversare con lei ci conforta, ci libera e ci santifica. La mamma non ha bisogno di molte parole, non ha bisogno che ci sforziamo troppo per spiegarle cosa succede. Basta mormorare ancora e ancora: «Dio ti salvi, Maria …». “(GE 176).

“Spero che queste pagine siano utili affinché tutta la Chiesa si dedichi a promuovere il desiderio di santità. Chiediamo che lo Spirito Santo infonda in noi un intenso desiderio di essere santi per la maggiore gloria di Dio e incoraggiarci a vicenda in questo tentativo. In questo modo condivideremo una felicità che il mondo non potrà toglierci. (GE 177)

Il Papa chiede la santità nel mondo di oggi.

E adesso? Schoenstatt, schoenstattiano, sei uno di quelli che non si accontenta?

 

santidad

 

Originale: Spagnolo. Traduzione: Alessia Lullo, Roma, Italia

ESORTAZIONE APOSTOLICA

GAUDETE ET EXSULTATE DEL SANTO PADRE FRANCESCO

SULLA CHIAMATA ALLA SANTITÀ NEL MONDO CONTEMPORANEO

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