Postato su 2016-03-09 In La Chiesa - il Papa

Papa Francesco nel mio Messico: Testimonianze di schoenstattiani messicani (3)

PAPA FRANCESCO IN MESSICO, di Maricarmen Cereceda ●

Appena ho saputo che Papa Francesco sarebbe venuto a Morelia, ho fatto subito piani per andare a vederlo, tanto più che là vive mio figlio che mi avrebbe facilitato le cose. Ho avuto anche la fortuna di procurarmi i biglietti per lo Stadio, dove mi sarei incontrata con i giovani. Anche se appartengo alla terza età mi entusiasmava sentire il suo messaggio. Quel giorno l’ho atteso dalle sette, pur sapendo che il Papa sarebbe arrivato alle 16:00.

Il messaggio di Sua Santità ai Giovani mi ha affascinato, perché li ha invitati ad avere speranza e dignità e a sognare di non permettere a nessuno di rubare loro questi sogni.

Stando là, mi sembrava di essere vicino a Gesù quando predicava e mi domandavo se oggi farei la stessa cosa per attendere il suo arrivo.

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Un effetto personale

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Mi considero fortunata per essere stata così vicina ad un Pastore della qualità di Papa Francesco, che mi spinge in quest’Anno della Misericordia ad uscire dalle mie comodità per andare dai più bisognosi, senza fermarsi ad una religione di “tempio e preghiere”.

 

E mi sono chiesta: se sono stata capace di andare fino a Morelia, con tutto ciò che implicano i preparativi di viaggio e lo stare tutto il giorno in piedi aspettando il Papa, perché allora sono stata così avara di tempo nello star vicina al tabernacolo, nel far visita a Gesù stesso, che sta così vicino a casa, senza fare un lungo viaggio!? Ho ripreso la mia visita quotidiana al tabernacolo e ho continuato a lavorare per i più piccoli dei miei fratelli, per coloro che non hanno avuto l’occasione che ho avuto io.

 

 

 

 

 

Originale: Spagnolo. Traduzione: Maria D. Congiu, Roma, Italia

 

 

 

 

Testo integrale dell’Omelia di Papa Francesco nello Stadio di Morelia

 

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