Postato su 19. Luglio 2015 In Alleanza solidale con Papa Francesco, Francesco - messaggio, La Chiesa - il Papa

“Indescrivibile, emozionante e sotto pioggia torrenziale”

PARAGUAY, di María Fischer, Redazione •

Gracias, Santo Padre” … Non appena hanno visto l’aereo dell’Alitalia avvicinarsi all’aeroporto di Asuncion, è risuonato l’Inno ufficiale della visita di Papa Francesco in Paraguay. Questo è un canto del gruppo “Nazarenos” di Luque, il quale è stato ascoltato con vera gioia – per il suo testo semplice e delicato e allo stesso tempo impegnativo – già tante volte e da tante settimane, anche per la grande gioia che quattro membri del gruppo appartengono a Schoenstatt e contribuiscono spesso all’animazione delle sante Messe a Tuparenda. Quest’Inno ha accompagnato, come musica di sottofondo, tutte le trasmissioni televisive del Paraguay, – in diretta 24 ore su 24 c’è solo un Programma: Papa Francesco. Le registrazioni delle telecamere, che normalmente servono per il controllo della sicurezza e del traffico, riprendono ogni momento del percorso di Papa Francesco.

All’aeroporto ci sono schoenstattiani del Paraguay (tra i quali entrambi i vescovi del Movimento), ce ne sono come volontari nella fascia che collega l’aeroporto alla Nunziatura e ce ne sono tanti altri – che in Paraguay e in molti altri paesi seguono le dirette del Vaticano (o per l’appunto della televisione del Paraguay) – che si sentono uniti attraverso quest’Inno e si scambiano fotografie per WhatsApp, quando vengono a mancare loro le parole per la forte commozione…

“Il Santo Padre si trova già in territorio paraguayano”, dice l’annunciatore all’aeroporto, dove piove a catinelle. Sonia Zaracho della città di Encarnación invia una fotografia di giovani sulla strada che fanno grandi salti in alto per salutare il Papa non appena l’aereo dell’Alitalia si profila all’orizzonte… ed altre fotografie di schoenstattiani che attendono presso il “Giovane Santuario”, perché il Papa ci passerà molto vicino.

Il Papa scende ora dall’aereo, saluta … Ai bambini del coro – che danno il Benvenuto – scorrono le lacrime sulle guance, mentre cantano: “Grazie, Santo Padre … Messaggero di gioia e di pace…”

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E poi non li ferma più niente e nessuno

“Indescrivibile, emozionante e sotto pioggia torrenziale” commenta Sebastián Acha. “Un giorno carico di emozioni! Non si può descrivere la gioia che desta in noi la visita del Papa”, scrive Sandra Lezcano del Team di schoenstatt.org, sabato a mezzogiorno, prima di prendere servizio nella grande area riservata alla Messa di chiusura.

Il Santo Padre fa i primi passi in terra paraguayana; si vedono i vescovi del Movimento di Schoenstatt: S.E. Mons. Catalino Claudio Giménez Medina e S.E. Mons. Francisco Javier Pistilli. E si cede alla tentazione spontanea di inviare un saluto per WhatsApp a Mons. Pistilli. Non passa un minuto che sul cellulare “lampeggia” una notizia fresca. È Mons. Pistilli che invia una fotografia dell’arrivo di Papa Francesco, con un breve ma cordiale messaggio di “benedizioni” per il Team di schoenstatt.org.

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All’aeroporto il Benvenuto è cordiale, senza discorsi, con una bella rappresentazione di Danza religiosa, tipica del Paraguay. Susi Sacco, la direttrice del Balletto Folkloristico, appartiene al Movimento di Schoenstatt. È lo stesso gruppo che ogni 18 Ottobre danza a Tuparenda. AgyVXRG0_QsVIPg3vyTpM32LofOEWP0-jP9XcqTkFd7R

“Un Papa senza parapioggia riceve un nubifragio d’amore al suo arrivo in Paraguay” è il titolo del “Religión Digital. Finita la rappresentazione e il canto degli Inni del Paraguay e del Vaticano, Papa Francesco si dirige – “ignorando” tappeto rosso e protocollo – verso il Coro… ed ecco che arriva il momento più toccante. Decine di bambini scavalcano la barriera di sicurezza e corrono incontro al “loro” Papa, che si lascia abbracciare, baciare e stringere dai piccoli. E anche noi corriamo tutti, spiritualmente, insieme ai bambini …

Per le strade c’è una sola grande festa

AlB5FbEnpUX4Agt19al_huQ7cBM8udeHLLCvNDb-ETatDiana ed Alejandra Caballero, della Pastorale del Santuario di Tuparenda, scrivono: “Siamo così felici di avere Papa Francesco tra noi in Paraguay; sulle strade c’è una vera festa; la gente passa la notte nei punti di passaggio del Papa e non si dorme proprio per la grande emozione”.

Ed Anna Souberlich racconta che: “Il cattivo tempo ha messo alla prova la nostra fede e la nostra fiducia e a parte la pioggia e il cielo scuro, non c’è stato niente che abbia potuto frenare il nostro amore e la nostra speranza e non ci siamo spostati di un millimetro da dove stavamo ad aspettarlo. È bellissimo … non ci sono parole! E il più bello è stato che non appena Papa Francesco è passato, all’orizzonte è comparso – tra pioggerellina e sole – un arcobaleno che si vedeva da tutta la città. È stato per me così bello e significativo, che mi veniva in mente soltanto: “Ho stretto con te un’Alleanza …” La mia Alleanza con Papa Francesco! È il segno che ci dà Dio stesso, è il segno della sua promessa.”

“Siamo felicissimi … Tutti molto felici … e così benedetti!” scrive Graciela Vera, della Pastorale di Tuparenda.

Tra i tanti volontari c’erano numerosi schoenstattiani che formavano i tredici chilometri di “transenna umana” dall’aeroporto alla Nunziatura. E Alberto Sallustro ha confermato: “Siamo stati volontari come “transenna papale”, mia moglie ed io, i miei figli e i miei nipoti”.

Padre Pedro Kühlcke dice a sua volta: “Lo abbiamo atteso di fronte al carcere femminile”. E continua: “Un coro di donne della prigione ha cantato per lui.” E lui si è fermato e le ha salutate …

La Madonna Pellegrina saluta il Papa

Ag9E2zZbc0M5xtDhFEvwgdvXa3LKPHDYLi1MAMSZhKRGJosé Argüello racconta: “Poco fa ero con i miei genitori davanti alla Nunziatura. Lo abbiamo visto proprio da vicino. È passato lentamente davanti a noi e ha rivolto lo sguardo verso di noi…”

Si tengono in alto bandiere, bandierine, palloncini, Bibbie, immagini della Vergine di Caacupé. E ci sono naturalmente tante piccole Edicole della Madonna pellegrina, tante, tante! Mons. Pistilli esce dalla Nunziatura per salutare gli schoenstattiani che stanno aspettando là con le loro “Madonne Pellegrine”…

Durante la breve pausa in Nunziatura, vengono offerti al Papa i tipici rinfreschi del Paraguay, Mate e deliziose Chipas (tipico pane o bollito di farina di manioca con formaggio). Claudia Echenique di Buenos Aires ha detto che: “È lo stesso spuntino serale che ha preso insieme alle famiglie paraguayane durante le sue visite alla Villa 21 (quartieri poveri) di Barracas, Buenos Aires”.

Ci sono di nuovo decine di migliaia di persone che costeggiano la strada, quando più tardi il Santo Padre si trasferisce dalla Nunziatura al Palazzo del Governo, per una visita di cortesia al Presidente e per l’Incontro con il Governo del Paraguay e il Corpo Diplomatico nel Giardino del Palazzo de López, Asuncion.

Un Programma per il secondo secolo di Schoenstatt

Il Papa dona al Presidente del Paraguay una copia dell’Immagine “Mater Ecclesiae” del Vaticano.

Il Presidente del Paraguay ha chiamato il Santo Padre “Messaggero di gioia, d’amore e di solidarietà” e ha lodato le parole della nuova Enciclica, definendola un “monumento contro l’indifferenza”. Da parte sua, Papa Francesco ha detto: “mi sento a casa e non è difficile sentirsi a proprio agio in questa terra tanto ospitale”.

 

Incontro con S.E. Mons. Pistilli davanti alla Nunziatura

“Nella volontà di servizio e di lavoro per il bene comune, i poveri e i bisognosi devono occupare un posto prioritario. Si stanno compiendo molti sforzi perché il Paraguay progredisca sulla via della crescita economica. Ci sono stati passi importanti nei campi dell’istruzione e della sanità. Non si fermi tale sforzo di tutti gli attori sociali, fino a quando non ci saranno più bambini senza accesso all’istruzione, famiglie senza casa, lavoratori senza un lavoro dignitoso, contadini senza una terra da coltivare e tante persone costrette a migrare verso un futuro incerto; finché non ci saranno più vittime della violenza, della corruzione o del narcotraffico. Uno sviluppo economico che non tiene conto dei più deboli e sfortunati, non è vero sviluppo. La misura del modello economico dev’essere la dignità integrale della persona, soprattutto la persona più vulnerabile e indifesa.”

Chi è che non pensa subito alle 100 case di solidarietà (dono giubilare di schoenstatt.org al Santo Padre) o a Dequení o alla Pastorale penitenziaria di Padre Pedro Kühlcke e ai tanti progetti piccoli e grandi, sociali e solidali di Schoenstatt?

“Stiamo ascoltando qui il programma per il secondo secolo di Schoenstatt?” si scrivono per Twitter i giovani del Movimento.

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Un paio d’ore più tardi, la giornata termina per molti schoenstattiani nel Giovane Santuario, dove molti giovani avevano guardato la trasmissione in diretta, mentre preparavano gli ultimi dettagli per l’incontro di Papa Francesco con la gioventù per il pomeriggio di domenica. Hanno concluso la giornata con la santa Messa, pregando per Papa Francesco e per tutti coloro che lo sostengono … José Argüello scrive per WhatsApp: “Ci uniamo in Alleanza Solidale” e soggiunge “Domenica mattina alle cinque, la Gioventù della Campagna reciterà il Rosario a Ñu Guazú, durante la Veglia che precede la grande Messa finale di Domenica”.

E sabato mattina, Sandra Lexcano scrive: “Se il paraguayano si distingue già di per sé stesso per il suo carattere allegro, ti dico che questi giorni siamo stati stracolmi di gioia”.

E se si guardano le immagini delle Celebrazioni e degli Incontri, sembra proprio che anche Papa Francesco trabocchi di gioia…

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Jovenes de la Campaña Juvenil esperando al Papa Francisco

Discurso del Papa Francisco

Signor Presidente,
Autorità della Repubblica,
Membri del Corpo Diplomatico,
Signore e Signori!

Saluto cordialmente Vostra Eccellenza, Signor Presidente della Repubblica, e La ringrazio per le deferenti parole di benvenuto e di affetto che mi ha rivolto, anche a nome del Governo, delle alte Magistrature dello Stato e del caro popolo paraguaiano. Saluto anche i distinti membri del Corpo Diplomatico e, tramite loro, faccio giungere i miei sentimenti di rispetto e apprezzamento ai loro rispettivi Paesi.

Un “grazie” speciale a tutte le persone e istituzioni che hanno collaborato con impegno e dedizione nella preparazione di questo viaggio e perché mi senta a casa. E non è difficile sentirsi a casa in questa terra così accogliente. Il Paraguay è conosciuto come il cuore dell’America, e non solo per la posizione geografica, ma anche per il calore dell’ospitalità e la vicinanza delle sue genti.

Fin dai suoi primi passi come nazione indipendente e fino a poco tempo fa, la storia del Paraguay ha conosciuto la sofferenza terribile della guerra, dello scontro fratricida, della mancanza di libertà e della violazione dei diritti umani. Quanto dolore e quanta morte! Ma sono ammirevoli la tenacia e lo spirito di reazione del popolo paraguayano per superare le tante avversità e continuare gli sforzi per costruire una nazione prospera e pacifica. Qui – nel giardino di questo palazzo che è stato testimone della storia paraguaiana: da quando era solo la riva del fiume e lo usavano i guaranì, fino agli ultimi avvenimenti contemporanei – voglio rendere omaggio a quelle migliaia di semplici paraguaiani, i cui nomi non compariranno nei libri di storia, ma che sono stati e rimangono veri protagonisti del loro popolo. E voglio riconoscere con emozione e ammirazione il ruolo svolto dalla donna paraguaiana in quei momenti così drammatici della storia, specialmente quella guerra iniqua che portò quasi a distruggere la fraternità dei nostri popoli. Sulle loro spalle di madri, mogli e vedove hanno portato il peso più grande, sono state in grado di portare avanti le loro famiglie e il loro Paese, infondendo nelle nuove generazioni la speranza di un domani migliore. Dio benedica la donna paraguaiana, la più gloriosa d’America.

Un popolo che dimentica il suo passato, la sua storia, le sue radici, non ha futuro, è un popolo secco. La memoria, poggiata saldamente sulla giustizia, libera da sentimenti di vendetta e di odio, trasforma il passato in fonte di ispirazione per costruire un futuro di convivenza e di armonia, rendendoci consapevoli della tragedia e dell’assurdità della guerra. Mai più guerra tra fratelli! Costruiamo sempre la pace! Anche una pace del giorno per giorno, una pace della vita quotidiana, a cui tutti partecipiamo evitando gesti arroganti, parole offensive, atteggiamenti prepotenti, e promuovendo invece la comprensione, il dialogo e la collaborazione.

Da alcuni anni, il Paraguay è impegnato nella costruzione di un progetto democratico solido e stabile. Ed è giusto riconoscere con soddisfazione i molti progressi fatti su questa strada grazie allo sforzo di tutti, anche in mezzo a grandi difficoltà e incertezze. Vi incoraggio a continuare a lavorare con tutte le forze per consolidare le strutture e le istituzioni democratiche che rispondono alle giuste aspirazioni dei cittadini. La forma di governo adottata nella vostra Costituzione: «democrazia rappresentativa, partecipativa e pluralista», basata sulla promozione e il rispetto dei diritti umani, ci tiene lontano dalla tentazione della democrazia formale, che Aparecida definiva come quella che si accontentava di essere «fondata sulla correttezza dei processi elettorali» (Documento di Aparecida, 74). Questa è una democrazia formale.

In tutti gli ambiti della società, ma soprattutto nell’attività pubblica, si deve potenziare il dialogo come mezzo privilegiato per favorire il bene comune, sulla base della cultura dell’incontro, del rispetto e del riconoscimento delle legittime differenze e delle opinioni degli altri. Non dobbiamo rimanere nella conflittualità; l’unità è sempre superiore al conflitto; è un esercizio interessante decantare nell’amore per la patria e nell’amore per il popolo ogni prospettiva che nasce dalle convinzioni di una scelta partigiana o ideologica. E questo stesso amore dev’essere l’impulso a crescere ogni giorno di più in gestioni trasparenti che lottino vigorosamente contro la corruzione. So che esiste oggi una ferma volontà di eliminare la corruzione.

Cari amici, nella volontà di servizio e di lavoro per il bene comune, i poveri e i bisognosi devono occupare un posto prioritario. Si stanno compiendo molti sforzi perché il Paraguay progredisca sulla via della crescita economica. Ci sono stati passi importanti nei campi dell’istruzione e della sanità. Non si fermi tale sforzo di tutti gli attori sociali, fino a quando non ci saranno più bambini senza accesso all’istruzione, famiglie senza casa, lavoratori senza un lavoro dignitoso, contadini senza una terra da coltivare e tante persone costrette a migrare verso un futuro incerto; finché non ci saranno più vittime della violenza, della corruzione o del narcotraffico. Uno sviluppo economico che non tiene conto dei più deboli e sfortunati, non è vero sviluppo. La misura del modello economico dev’essere la dignità integrale della persona, soprattutto la persona più vulnerabile e indifesa.

Signor Presidente, cari amici. Anche a nome dei miei fratelli Vescovi del Paraguay, desidero assicurare l’impegno e la collaborazione della Chiesa Cattolica nello sforzo comune di costruire una società equa e inclusiva, nella quale si possa vivere insieme in pace e armonia. Perché tutti, anche i Pastori della Chiesa, siamo chiamati a preoccuparci della costruzione di un mondo migliore (cfr Evangelii gaudium, 183). Ci spinge a questo la certezza della nostra fede in Dio, che ha voluto farsi uomo e, vivendo con noi, condividere la nostra sorte. Cristo ci apre la via della misericordia, che, poggiando sulla giustizia, va oltre, e illumina la carità, in modo che nessuno si tenga ai margini di questa grande famiglia che è il Paraguay, che ama e vuole servire.

Con l’immensa gioia di trovarmi in questa terra consacrata alla Vergine di Caacupé – e voglio anche ricordare in modo speciale i miei fratelli paraguaiani di Buenos Aires, della mia diocesi precedente: essi hanno la parrocchia della Vergine dei Miracoli di Caacupé –, imploro la benedizione del Signore su tutti voi, sulle vostre famiglie e su tutto l’amato popolo paraguaiano. Che il Paraguay sia fecondo, come indica il fiore della passiflora nel manto della Vergine, e come quella cinta con i colori paraguaiani che ha l’immagine, così resti abbracciato alla Madre di Caacupé. Tante grazie!

 

11 de julio de 2015 Papa Francisco en Paraguay

Cerimonia di Benvenuto all’aeroporto

Incontro con le Autorità e con il Corpo Diplomatico del Paraguay nel Giardino del Palazzo de López, Asunción

Originale: Tedesco. Traduzione: Maria D. Congiu, Roma, Italia

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