Postato su 3. Ottobre 2018 In Kentenich

Uniti nella diversità, siamo il biglietto da visita di Padre Kentenich.

ITALIA, Pamela Fabiano •

La Festa annuale della Famiglia italiana di Schoenstatt, nel 50°Anniversario della morte del nostro Padre Fondatore. Le parole di P. Alexandre Awi Mello, un invito a coltivare insieme lo spirito di fondazione. —

In occasione del XIV Incontro Nazionale della Famiglia italiana di Schoenstatt, che si è svolta a Belmonte domenica 30 settembre,  P. Alexandre Awi Mello – Segretario del Dicastero per il Laici, Famiglia e Vita e Padre di Schoenstatt a Roma – ha celebrato la Santa Messa alla quale hanno preso parte circa 250 persone provenienti da tutta Italia. Pubblichiamo di seguito la sua omelia, che è una riflessione sul triplo messaggio di Schoenstatt, i tratti essenziali del nostro carisma, il nostro dono e il nostro compito, e un invito a continuare nello spirito di famiglia, in unità.


Cara Famiglia italiana di Schoenstatt!

È per me una gioia poter parlare a tutti voi per la prima volta. Ringrazio P. Facundo per l’invito e, naturalmente, mi scuso perché sono consapevole che sto per “uccidere” la bella lingua italiana con il mio “portu-itagnolo”… Cercherò, allora, di parlare con il cuore per compensare la mancanza di spontaneità di un’omelia letta (addirittura con un accento straniero). Spero mi perdonerete!

Delle letture di oggi, vorrei menzionare soltanto la prima lettura, dal Libro dei Numeri: “In quei giorni, il Signore scese nella nube e parlò a Mosè: tolse parte dello spirito che era su di lui e lo pose sopra i settanta uomini anziani; quando lo spirito si fu posato su di loro, quelli profetizzarono (…)” E Mosè cosa fa? Esprime un suo desiderio: “Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il suo spirito!”

Ecco, provvidenzialmente questo è stato lo stesso brano biblico della prima lettura della messa d’apertura dell’anno di Padre Kentenich, tenutasi a Schoenstatt il 15 settembre 2017. Nell’omelia, p. Juan Pablo Catoggio, Presidente della Presidenza Internazionale dell’Opera di Schoenstatt, ha applicato questo testo ai figli spirituali di p. Kentenich: “Forse questo è il dono dell’Anno di Padre Kentenich, che Dio prenda qualcosa dallo spirito che ha messo nel cuore del Padre e lo comunichi a noi. Così chiediamo nella preghiera speciale di quest’anno: “dacci il suo fuoco e il suo spirito di fondatore!… Fa’ che il suo carisma viva in noi!”

Quando sono stato due settimane fa a Schoenstatt per la chiusura dell’anno Kentenichiano ho voluto ricordare anche un’altra omelia: quella di Mons. Tenhumberg durante i funerali del nostro fondatore, 50 anni fa. Nell’omelia diceva che “ogni grande uomo è una lettera di Dio al suo tempo, un messaggio agli uomini”, una lettera – in realtà un intero libro – “scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente, non su tavole di pietra, ma nei cuori viventi” (2 Corinzi 3,1-3). “Il libro della sua vita [di P. Kentenich] è il nostro libro di Dio”. Tenhumberg, però, dice anche che noi siamo la “lettera di presentazione” del Padre, il suo “biglietto da visita”. “Ciò che la Chiesa potrà mai dire del nostro Padre e Fondatore”, ha detto il predicatore, “si decide nella nostra vita, nella forma in cui noi incarniamo il suo spirito”.

Mons. Tenhumberg ha parlato poi di tre capitoli del libro della vita del Padre: il messaggio della fede pratica nella Divina Provvidenza, l’Alleanza d’Amore con la Madre tre volte Ammirabile e la consapevolezza della missione di Schoenstatt per il tempo presente. Questi tre capitoli si riferiscono a quello che chiamiamo il triplo messaggio di Schoenstatt, i tratti essenziali del nostro carisma, il nostro dono e il nostro compito. Credo che siano ancora validissimi e abbiano un grande rapporto con ciò che oggi sta vivendo la Famiglia di Schoenstatt in Italia. Pertanto, vorrei rafforzare, senza entrare nei dettagli, l’importanza di questi messaggi (capitoli) della vita del Padre che vogliamo incarnare nel libro della nostra vita come suoi figli.

  • La fede pratica nella Divina Provvidenza: è così che siamo nati come Famiglia, come avete visto oggi nella storia di Pompei, la parte italiana della Fondazione di Schoenstatt. Il Padre era un maestro nell’arte del dialogo con il Dio della vita, che ci parla costantemente attraverso gli eventi, le persone, le voci dell’essere, dell’anima, del tempo. Oggi chiediamo il suo spirito affinché possiamo ascoltare il Dio della vita e lasciarci guidare da Lui.
  • L’Alleanza d’amore con la Madre tre volte Ammirabile di Schoenstatt: il centro della nostra spiritualità, il dono più grande della vita di p. Kentenich al mondo. Per questo il nostro sforzo di portare l’Alleanza a molti in Italia, di divulgarla, di fare insieme un cammino di Alleanza, coltivando una cultura dell’Alleanza. Oggi chiediamo il suo spirito in modo che possiamo offrire a tutta l’Italia questo grande dono che abbiamo ricevuto.
  • Un altro importante capitolo del libro di vita di p. Kentenich è la consapevolezza della missione: P. Kentenich è sempre stato profondamente convinto e permeato della missione di Schoenstatt. “Tutto per Schoenstatt, Schoenstatt per la Chiesa, la Chiesa per la Trinità”. Chiediamo oggi il suo spirito per vivere con entusiasmo e audacia la nostra missione in Italia, così che molti scoprano la gioia di appartenere alla Madonna, al Santuario, alla nostra Famiglia, al servizio della Chiesa e della società.

Vogliamo partecipare allo spirito fondativo e carismatico del Padre, vogliamo profetizzare come lui. Per questo imploriamo oggi, a 50 anni della sua morte, che lo Spirito Santo venga su di noi, distribuisca lo spirito profetico di Kentenich su di noi, come ha fatto con lo spirito di Mosè sugli israeliti nel deserto. Forse è per questo che, provvidenzialmente, la Famiglia di Schoenstatt italiana vuole conquistare quest’anno giustamente il Simbolo dello Spirito Santo per il Santuario Matri Ecclesiae, che è addirittura un dono dallo stesso p. Kentenich. È come se il Padre stesso ci mandasse il suo spirito nel simbolo dello Spirito Santo! Spirito di fede pratica, spirito di Alleanza, spirito di missione. È poi un momento di Pentecoste per la nostra Famiglia in Italia. (Un’altra conferma provvidenziale è che il simbolo posto nella cappella del Padre, dove è la sua tomba, 15 giorni fa, è stato una vetrata che rappresenta il fuoco pentecostale, l’invio missionario, la “Chiesa in uscita”, come Papa Francesco ci chiede di essere.)

In conclusione, vorrei ricordarvi che questo spirito si riceve nella famiglia, uniti nella diversità dei diversi rami, comunità, regioni e realtà di Schoenstatt in Italia. Gli israeliti ricevettero insieme lo spirito profetico di Mosè. È la sfida della cosiddetta “federatività” della nostra famiglia, un concetto tanto difficile ma molto apprezzato dal Padre. Cerchiamo di continuare a lavorare insieme, perché questa è la condizione per poter dare il nostro contributo alla Chiesa e al mondo. “Siamo come le piccole tessere di un mosaico, che solo insieme mostrano il tutto”, ha detto p. Catoggio nell’omelia menzionata precedentemente. “Il mosaico è come un puzzle difficile e impegnativo che dobbiamo montare. Solo in questo modo rappresentiamo pienamente p. Kentenich” (15/09/2017).

Credo sinceramente che questo mosaico con il volto del Padre è la copertina del libro delle nostre vite. Sì, della vita di tutti noi, perché Dio da sempre ci ha pensato insieme, come un unico libro! Solo così la vita del Padre – il libro della sua vita – vivrà nella Chiesa affinché il suo carisma di Fondatore contribuisca alla trasformazione dell’uomo e del mondo di oggi. Continuiamo a scrivere questo libro insieme in modo che l’immagine del Padre possa apparire sempre più vivida e chiara nei prossimi 50 anni della nostra storia.

Simboli della nostra famiglia quest’anno: Madonna di Pompei “il lato italiano di Schoenstatt” e simboli GM / GF

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