Postato su 21. Luglio 2018 In Kentenich

È nostra responsabilità che il suo carisma si realizzi e sia fecondo nella Chiesa e nel mondo.

Anno di P. Kentenich. Riflessione di P. Eduardo Aguirre, postulatore del processo di beatificazione •

In questo anno di P. Kentenich – si avvicina la celebrazione del 15 settembre – la domanda sullo stato della causa di beatificazione si propone con più forza; questa considerazione ha motivato P. Eduardo Aguirre, a scrivere “una riflessione/dichiarazione in merito allo stato del processo di beatificazione di P. Kentenich”.—

“Ho scritto questo pensando alla domanda che sempre si pone: a che punto è il processo di Pade Kentenich? Domanda a cui non è così facile rispondere, poiché non si tratta solo di “lavoro d’ufficio”, tecnico, quanto di un processo che deve essere sostenuto e animato dalla vita della nostra Famiglia di Schoenstatt, dalla sua aspirazione alla santità e fedeltà alla missione. Penso che, come tante volte nella storia di Schoenstatt, Dio e la Santissima Vergine si manifesteranno e “abbatteranno i muri”, una volta che compiremo i presupposti che la Divina Provvidenza si aspetta da noi …  e così potremo contribuire ad un rinnovo della vita della Chiesa”, ci dice.

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In merito allo stato del processo di beatificazione di Padre Kentenich

Molti membri della Famiglia di Schoenstatt si domandano quanto dovremo attendere il prossimo passo del processo di beatificazione di Padre Kentenich. Come postulatore del suo processo di beatificazione, mi piacerebbe esporre le seguenti considerazioni.

Il procedimento diocesano per la beatificazione di P. Joseph Kentenich si è concluso già per larga misura. Il movimento di Schoenstatt apprezza la prudenza e la buona volontà che la diocesi di Treviri ha manifestato e dispensato verso la causa di beatificazione del suo fondatore. Schoenstatt continua a puntare sul rapporto di fiducia e cooperazione con la diocesi per chiarire i problemi ancora pendenti.

È ben noto che il processo di P. Kentenich è molto esteso, di ampia portata e non scevro da controversie. Egli è la personalità fondatrice di un’opera molto grande, differente e mondiale. La sua beatificazione non è legata solo localmente alla diocesi di Treviri, ma ha un ampio significato internazionale per tutta la Chiesa.  P. Kentenich è stato fortemente messo alla prova dalla Chiesa per oltre 14 anni. Ciò che era innovativo nella sua fondazione e nella sua pedagogia fu spesso messo in dubbio dalla Chiesa. Questa è una delle ragioni per le quali è necessario studiare e chiarire a fondo molti aspetti durante il suo processo di beatificazione.

Come in ogni processo di beatificazione, l’indagine su P. Kentenich riguarda sia la santità nella sua vita personale che la sua missione per la Chiesa. Entrambi gli aspetti sono stati valutati nel processo. Si tratta di aspetti rilevanti che sono stati trattati coscienziosamente e in maniera lodevole negli ultimi decenni, dalla morte del fondatore, dai postulatori e dal Segretariato di P. Kentenich, così come da molti membri della Famiglia di Schoenstatt. Per questo, a 50 anni dalla morte del fondatore, meritano un ringraziamento. È giusto dire oggi, con riguardo alla beatificazione del fondatore, che è stato fatto uno sforzo serio e che è stato fatto tutto ciò che è umanamente possibile per dare impulso a questo processo. Ora è per noi, come Famiglia di Schoenstatt, il momento di porre nuovamente tutto nelle mani di Dio e della Santissima Vergine; di insistere con rinnovato ardore nella nostra preghiera e nei nostri apporti al capitale di grazie per la causa del nostro Padre: Tua res agitur! Ora Dio Padre deve parlare. E dobbiamo ascoltare con pazienza e fiducia filiale ciò che vuole dirci.

Cosa Dio potrebbe voler dirci in questo momento di attesa? Cosa possiamo fare?

È concepibile che Dio ci voglia dar tempo affinché il nostro padre fondatore, con la sua persona e la sua missione, si faccia ancor più vivo e presente in mezzo a noi; affinché lo conosciamo ancora meglio e comprendiamo con maggiore decisione e efficienza la sua visione, la sua spiritualità e la sua pedagogia. Sí, tutta la famiglia di Schoenstatt dovrebbe essere più consapevole e sentirsi più responsabile della sua beatificazione. Siamo ancora lontani dall’obiettivo della assimilazione e trasmissione del suo carisma. Lo spirito del fondatore deve arrivare ad essere ancora più forte e più vivo in noi. Lo spirito che ispirò il Congresso di Pentecoste del 2015 a Schoenstatt e che deve animare e promuovere uno “Schoenstatt in uscita”:

“Pieni di spirito missionario offriamo a tutti gli uomini, oltre ogni barriera – fino alle periferie della società – l’Alleanza di Amore come cammino e speranza. In questo modo, aiutiamo a costruire una cultura di alleanza globale. Il carisma profetico del nostro Padre e fondatore ci spinge verso una nuova fondazione di Schoenstatt in mezzo alle circostanze del tempo attuale. (Dal Memorándum del Congresso di Pentecoste, Schoenstatt, 23 maggio 2015).

Dovremo incrementare i nostri sforzi per far conoscere di più la persona di P. Kentenich e promuovere la sua missione. Dovremmo orientare tutte le nostre attività a questo sentimento; in ogni riunione di gruppo a cui partecipiamo, in ogni incontro o azione apostolica nella quale ci proponiamo di mettere in pratica gli insegnamenti e gli orientamenti del fondatore, contribuiamo al suo riconoscimento come una personalità profetica e santa del nostro tempo. Nelle comunità, nelle diocesi, nei paesi e nella Chiesa universale, specialmente a Roma, la persona e la missione del nostro Pare e fondatore dovranno essere ancora più conosciute e riconosciute.

Ma ciò che deve interessarci e preoccuparci non è tanto che P. Kentenich sia “elevato agli altari” il prima possibile, il che significa che il fondatore di un’opera così grande sia venerato come un santo. Non ci impegniamo per la canonizzazione di p. Kentenich per noi stesi, per la nostra soddisfazione e per il prestigio del Movimento. Ciò a cui più di tutto aspiriamo e che desideriamo è che con il riconoscimento della santità del nostro Padre da parte della Chiesa il suo carisma sia riconosciuto, accettato e sia fonte di rinnovamento per il tempo presente.

P. Kentenich coscientemente non parla del suo carisma, ma del carisma e della missione di Schoenstatt per la Chiesa e per il mondo di oggi. Questa è l’eredità che abbiamo ricevuto da lui e che dobbiamo assumere di nuovo e con maggiore consapevolezza, specialmente in questo anno di P. Kentenich, per offrirla alla Chiesa. Il carisma di P. Kentenich è il nostro carisma. Per questo, è una nostra sfida – a 50 anni dalla sua morte – e una nostra responsabilità, che il suo carisma si realizzi e sia fecondo nella Chiesa e nel mondo. Questo non può restare separato dalla sua persona; per questo, perseguiamo il riconoscimento formale da parte della Chiesa. Con lo spirito del fondatore, vogliamo progettare il futuro insieme a lui.

 

Prima di tutto, ognuno di noi e insieme alla nostra comunità, siamo chiamati a seguire il cammino di santità che ci segnala Papa Francesco nella sua esortazione apostolica, Gaudate et exultatem del 19 marzo 2018. Così saremo i migliori testimoni della santità del nostro Padre e fondatore.

Lasciamoci interpellare nuovamente dalle parole della Sma. Vergine nell’”Atto di Fondazione”: “Non preoccupatevi per la realizzazione del vostro desiderio. Ego diligentes me diligo. Amo coloro che mi amano. Provatemi, prima di tutto, che mi amate davvero e che prendete sul serio il vostro proposito. Ne avete adesso la migliore opportunità”

Se viviamo la nostra propria missione in modo che sia vincolata alla missione di P. Kentenich, allora la sua beatificazione e la sua canonizzazione da parte della Chiesa giungeranno nel momento giusto.

 

Roma, 05/07/18

Eduardo Aguirre

Postulatore

 

 

Originale: spagnolo. Traduzione, Federico Bauml, Roma, Italia.

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