Postato su 2018-04-07 In Kentenich

Essere audace come Padre Kentenich

PARAGUAY, José Argüello •

Giovedì scorso, 15 marzo, abbiamo ricevuto da Mons. Claudio Giménez, aneddoti inediti circa le giornate iniziali della nascita del Movimento di Schoenstatt in Paraguay e sulla partecipazione di P. Josef Kentenich in questa fase. Ci ha anche raccontato come si sono svolti alcuni dei suoi incontri personali e riservati con il Fondatore e anche i dettagli più sconosciuti del giorno della sua morte.—

“… Nel contesto dell’Anno di P. Kentenich, nessuno dovrebbe esimersi della preghiera, anche solo di un Ave Maria, per la sua canonizzazione”, e ricordando poi quando un’udienza con Papa Giovanni Paolo II, un gruppo di sacerdoti di Schoenstatt gridò ‘Santo subito! Santo subito!’, il Santo Padre rispose: ‘Canonizzatelo voi il vostro fondatore’.

“Questa frase dobbiamo tenerla impressa sulla nostra fronte”, ha detto l’oratore, indicando proprio la fronte.

Tra le prime storie menzionate, quella di quando con il piccolo gruppo fondatore del Movimento di Schoenstatt in Paraguay, nacque l’idea di inviare una lettera a Padre Kentenich, manifestando il desiderio di avere una “ora di vincolo spirituale” con lui, e che l’orario scelto da loro sarebbe stato alle 9 in punto di notte. L’impegno era di affidarsi al Fondatore, ovunque si sarebbero trovati … all’università, a scuola … ovunque … sperando di ricevere la sua benedizione. Inviarono la lettera, ma non ricevettero mai alcuna risposta, dal momento che P. Kentenich aveva il divieto di scrivere lettere durante il suo soggiorno a Milwaukee.

“Sono io il capoccione che sta lì…”

Poi Mons. Gimenéz racconta il primo incontro che ebbe con il Fondatore. Mostra una foto in cui vede Padre Kentenich, una persona al suo fianco, e la testa di un’altra persona che copre oltre la metà della foto: “Sono io il capoccione che sta lì …” dice allegro e orgoglioso Monsignor Claudio. Quindi, ricorda come la fotografia giunse  per caso tra le sue mani e commenta che la inviò anche al Padre Fondatore. Il Padre gliela rimandò, con una lettera del 29 marzo del 1966 in cui scrisse: “Sia la patria di voi tutti, terra santa, mariana, schoenstattiana”. Questo era il desiderio di P. Kentenich, rivolgendosi a un sacerdote paraguaiano.

“Questa frase è per tutti noi.”

Mons. Giménez racconta anche che un giorno, una mattina, dovette accompagnare P. Kentenich per celebrare una Messa. Dopo quella Messa, fu in grado di descrivere il Padre come “un essere naturalmente soprannaturale”.

Dopo quella messa, P. Kentenich invitò Monsignor Claudio – allora in Seminario – a fare colazione con lui. Nonostante i limiti del linguaggio, Padre Kentenich disse: “Sii fedele all’Alleanza d’amore con la Madonna, la madre di Gesù, e tutto andrà bene”.

Inginocchiarsi nel segno della Inscriptio

Voglio aggiungere che, dopo pochi anni, monsignor Claudio e P. Antonio Cosp – entrambi nel processo di formazione –  cominciarono ad impegnarsi per il futuro del Movimento in Paraguay, perché con loro al di fuori del paese, lo sviluppo del Movimento aveva naturalmente un po’ rallentato. Fu allora che decisero di fare la consacrazione dell’ Inscriptio[1]dalle mani del Fondatore, e quando lo avvicinarono per manifestargli il desiderio di pregare con lui, egli domandò loro: “Quale preghiera desiderano pregare?” … L’Inscriptio, risposero. Al che Padre Kentenich si inginocchiò immediatamente e, davanti allo sguardo attonito dei giovani seminaristi, che si inginocchiarono, cominciò a pregare insieme a loro.

Dopo questa speciale preghiera, ognuno di loro passò il proprio libro di preghiere al Padre, il quale lasciò ad ognuno un messaggio: a Padre Antonio scrisse “vai e brucia il mondo” e a Mons. Claudio ” tecum sum in aeternum. mphc[2]“. “Sarò con te per sempre. La madre si prenderà cura di tutto perfettamente”.

“Io padre, ho intenzione di prendermi cura, vuoi o non vuoi, della tua famiglia”.

Il 15 settembre 1968, Mons. Claudio era a Schoenstatt, quando ricevette la notizia da un sacerdote tedesco che gli disse “Il padre è appena morto”. Quindi lo accompagnò alla Chiesa dell’Adorazione, dove trova il corpo già senza vita del Fondatore. Erano presenti un altro sacerdote, che pregava su una sedia vicina e anche diverse Sorelle di Maria, con gli occhi pieni di lacrime, come se dicessero “Fate qualcosa, per favore”. Monsignor Claudio racconta che quando gli toccò avvicinarsi più vicino al corpo di Padre Kentenich, si inginocchiò accanto a lui e tenendogli le mani, le unì e mise le mani sul libro di preghiere Verso il Cielo. In quel momento,  dopo aver pregato, fece al padre la seguente promessa: “Padre, ho intenzione di prendermi cura, vuoi o non vuoi, della tua famiglia”.

Monsignor Claudio conclude la sua splendida testimonianza invitando tutti noi a vivere pienamente quest’Anno del Padre e di trasformare la nostra vita, in ciò che egli si aspetta da noi.

Cosa ti dice Padre Kentenich dopo aver letto questa testimonianza? Come assomiglio a P. Kentenich nel mio ambiente? Sto vivendo pienamente l’Anno di padre Josef Kentenich?

Personalmente, P. Kentenich mi ha ispirato a trascrivere questa testimonianza di Monsignor Claudio. È qualcosa di così prezioso che non può essere limitato alle quasi 200 persone che lo hanno ascoltato. Il Padre Fondatore mi dice che è sempre alla ricerca della sua Famiglia, e che sarà sempre lì per noi … per intercedere con la sua preghiera. Ma mi dice anche che dovremmo sforzarci di più per tenerlo presente, non solo dal punto di vista pietistico, venerandolo o ammirandolo … ma essendo audace quanto lui. Sento che voleva una famiglia audace. Spero di essere in grado quest’anno di approfondirlo nella conoscenza, ma, soprattutto, di assomigliare a lui, alla sua audacia.

[1] “Padre, sia fatto in ogni momento ciò che hai previsto”. Questa espressione ha origine in una designazione d’amore conosciuta come “inscriptio cordis in cor”, cioè un’iscrizione reciproca di cuori. Parola che viene, probabilmente da Sant’Agostino e che P. Kentenich usò per la prima volta nel 1941, per indicare una crescita nell’Alleanza d’Amore, secondo la quale non solo è accettata la croce, ma, per amore, è addirittura richiesta in quanto contemplato nel piano di Dio.
[2] Mater perfectam habebit curam: La Madre si prenderà cura perfettamente.

Originale: spagnolo, 23.03.2018. Traduzione di Pamela Fabiano, Roma, Italia.

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