Postato su 26. Gennaio 2018 In opere di misericordia, Progetti

I “saggi di fine anno” dei bambini e degli adolescenti del “Catarina Kentenich”

BRASILE, Vítor H. Possetti •

I bambini e gli adolescente del Servizio di Accoglienza del Centro Educativo “Catarina Kentenich”, hanno preparato il loro saggio di fine anno a San Paolo, dando esempio di solidarietà.

Aiutare i disagiati

Ispirati dal Natale e dal clima del Capodanno, i bambini e gli adolescenti del Servizio di accoglienza istituzionale di bambini e e adolescenti “Catarina Kentenich” hanno deciso di attuare diverse azioni di solidarietà nella città di San Paolo. La maggior parte di loro sono membri della Gioventù Maschile (Jumas) e delle Apostole di Maria.

Le case di accoglienza per adolescenti fanno parte del Centro Educativo “Catarina Kentenich”, all’ombra del Santuario della Madre e della Regina a Jaraguá, e offre una casa a più di 40 bambini e adolescenti tra 0 e 18 anni, temporaneamente separati dalla convivenza familiare come misura preventiva.

L’idea di compiere atti di solidarietà è emersa in alcuni adolescenti nel senso di rivolgersi direttamente agli “adolescenti” e in particolare a “quelli che ne hanno più bisogno”. Quindi, la corrente ha contagiato quasi tutte le persone nelle varie case di accoglienza. Pertanto, si sono svolti alcuni incontri preparatori alla presenza di professionisti e di un consulente pastorale,  durante i quali sono state discusse le idee e sono state decise le azioni di solidarietà da svolgere, distribuendo alcuni compiti e responsabilità tra i partecipanti.

 

Azione solidaria

Il primo atto di solidarietà è stata la visita a una casa per anziani nella regione, dove i bambini hanno consegnato diversi cartoncini natalizi fatti da loro stessi. Hanno anche condiviso i panettoni, cantato alcune canzoni e distribuito abbracci e molta simpatia a ciascuna delle persone che vivono lì. È stata una giornata emozionante e indimenticabile per gli otto bambini che hanno rappresentato tutti gli altri, così come per i “nonni” della casa, che hanno salutato con un “ritornate sempre!”.

Un altro atto solidale deciso dai ragazzi stessi ospiti delle case di accoglienza è stato realizzato dagli adolescenti, che sono usciti un pomeriggio per condividere i panettoni con gente di strada proveniente da una delle regioni di San Paolo. L’iniziativa si è poi conclusa al monastero di San Benito con una preghiera per tutte le persone con cui avevano condiviso quel giorno.

La terza azione di solidarietà è stata la visita alle case dei vicini e alle varie famiglie della comunità, portando piccole cartoline e palline, con questo, i bambini hanno preso l’iniziativa di incontrarsi, augurando un felice Natale e un felice anno nuovo, per sorprendere e dare gioia a molti. Questa attività si è svolta in diversi giorni e in diversi gruppi, ed è stata caratterizzata dalla tipica spontaneità dei bambini.

La generosità dei piccoli

L’ultima azione solidale è forse la più sorprendente. I bambini ospitati nelle case di accoglienza hanno deciso di condividere alcuni dei loro giocattoli con alcuni bambini che stanno affrontando la lotta contro il cancro. La loro disponibilità e generosità erano impressionanti. Molti hanno donato più di un giocattolo, vestiti, scarpe … volevano addirittura donare i loro capelli. C’erano automobili, bambole, giochi vari, palloni, alcuni ancora nelle loro scatole, nuovi di zecca e tutti in buone condizioni. L’attività si è svolta nella Casa del Bambino, che accoglie mamme povere e  bambini di altre città e Stati che vengono a fare trattamenti per malattie tumorali all’Ospedale di San Paolo. Le madri e i bambini della Casa del Bambino e i quattro figli di Catarina del “Catarina Kentenich”, che hanno rappresentato tutti gli altri in questa visita, hanno incontrato e condiviso un bellissimo pomeriggio. I bambini hanno conosciuto la casa, hanno mangiato e dipinto insieme e hanno consegnato i regali. C’erano giocattoli per tutti i bambini in casa e molti ne sono rimasti. Alcuni sono stati lasciati per coloro che saranno ricevuti in futuro nella Casa del Bambino e altri per una visita successiva alla casa degli adolescenti in cura per il cancro di quello stesso progetto. Tutti erano grati e felici dell’attività e si sono salutati anche loro con un “ritornate sempre!”.

È stato molto speciale, ad esempio, ascoltare la riflessione di uno degli adolescenti che ha ammesso di non aver praticamente mai ricevuto giocattoli, una motivazione forte per condividere ciò che ora hanno con i più poveri.

Possa l’esempio dei bambini sfidarci e servire da testimonianza e ispirazione per una vita più solidale, estroversa, sensibile a coloro che “ne hanno più bisogno”, come segno di speranza.

 

 Fonte: www.jumasbrasil.com.br

 

Originale: Portoghese. Traduzione: Pamela Fabiano, Roma, Italia

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