Postato su 12. marzo 2017 In opere di misericordia, Progetti

“Per noi non sono ex criminali, ma adolescenti come gli altri”: Una nuova vita per 19 giovani nella Casa Madre di Tupãrendá

PARAGUAY, Ani Souberlich y Maria Fischer •

Il 12 febbraio si è compiuto un anno dalla benedizione della prima pietra per iniziare a costruire Casa Madre di Tupärenda in Paraguay. Si tratta di un centro per la reintegrazione sociale di adolescenti che sono stati in conflitto con la legge. In soli sei mesi è stata costruita la casa e si sono aperte immediatamente le porte per accogliere i partecipanti, che oggi sono già 19. Sono passati 6 mesi nei quali giorno per giorno possiamo essere testimoni di “piccoli grandi miracoli” nella vita di ciascuno di loro, sei mesi di importanti miglioramenti e di molta forza di volontà per stare in piedi.

Sono miracoli e sono reali

Alcuni piccoli messaggi che le madri hanno inviato, ringraziando della opportunità che ricevono i figli, parlano dei miracoli che si realizzano nella Casa Madre di Tupärenda, non solo nella vita dei giovani, ma anche in quella delle loro famiglie:

“È tornato da poco mio figlio e mi ha raccontato quello che ha fatto oggi. Siamo tutti molto contenti perché gli piace andare li, oggi lo vedo cambiato e questo mi rende molto felice. Grazie, grazie mille per quello che viene fatto per mio figlio.”

“Grazie per avermi aiutato a realizzare questo sorriso in mio figlio” (E invia la foto sorridente del figlio)

Tanta speranza accumulata, tante vite cambiate…

Siamo ispirati dalle parole di Papa Francesco rivolte al personale che lavora con i giovani trasgressori della legge: “Il vostro compito è andare avanti e non decrescere, nobilitare e non umiliare, incoraggiare e non affliggere” , e questa è l’unica maniera con la quale si può conquistare la loro fiducia.

È un regalo condividere con loro ogni giorno e vedere la trasformazione che vanno acquirendo, dal loro aspetto esteriore al loro modo di parlare e di comportarsi. È bello vederli recuperare la capacità di “sognare” con qualcosa di meglio, con qualcosa che li possa spingere ad essere qualcuno nella vita, quel qualcosa che li porta a voler riprendere i loro studi. Per questo, è una grande gioia quando “XX” arriva portando la prova di tale insegnamento già pagato e la 1°quota per iniziare il corso di elettricità delle auto, o “RR” che riprende le attività di calcio e le fa molto bene. Altri si iscrivono in corsi accelerati per poter fare 2 cicli in un anno… Sono testimonianze che ci permettono di comprovare che, in fondo, gli sono mancate le opportunità: non hanno avuto un papà o una mamma che li guidasse, la maggior parte non ha una famiglia, hanno vissuto la vita cercando di sopravvivere come potevano e le strade li hanno spinti a logorarsi per dimenticare il dolore e la solitudine.

Al di là di volerli correggere ed educare, la prima cosa di cui hanno bisogno è essere accolti, accettati, trattati con affetto e una volta che “confermano” che sono accettati così come sono e che per noi non sono “ex delinquenti” ma adolescenti come altri…è li in realtà dove ognuno di loro inizia a spiccare il volo.

Stanno dimostrando che gli si può dare un compito, che possono essere lasciati soli con la certezza che faranno bene quello che gli è stato affidato. Che sostituiscono l’aggressione con la solidarietà, le grida con il parlare moderato…questo è quando si vede il lavoro di Dio nelle loro anime.

Vorrei poter condividere con voi la gioia profonda che si prova ogni volta che si vedono raggiungere i cambiamenti. È una gioia che ti stringe il cuore tanto da poter quasi toccare con mano il miracolo di amore di Dio in ciascuno di essi. Solo il miracolo di amore misericordioso del Padre e l’amore materno della Beata Vergine possono soffiare sulla ferita e permettere che venga sanato tanto dolore. Solo Loro possono modellare l’argilla delle vite di costoro.

Questa è un’esperienza che può darsi solo quando decidiamo di andare incontro all’altro per condividere “questa opportunità che a me non è mancata”. Condividere con i ragazzi l’amore che Dio mi regala ogni giorno, attraverso il “tu umano”, il “laccio” attraverso il quale l’amore di Dio scende sulla terra e accende la luce della speranza nei loro cuori. Quando puoi essere testimone che l’amore è la forza più grande del cambiamento, allora puoi avere una riverenza e rimanere in silenzio, perché Dio stesso sta cesellando la sua opera.

Casa Madre di Tuparenda è per molti quella casa che non hanno mai avuto, quella famiglia che è sempre stata assente nelle loro vite.

Molte persone hanno detto che non si poteva, ora dimostriamo che si si può… #isalvati

Possiamo cambiare il Paraguay

Uno dei giovani, che ha già lasciato Casa Madre di Tuparenda con il suo certificato e in grado di continuare a studiare, ha scritto a Padre Pedro Kühlcke, tramite whatsapp: “Posso raggiungere molti ragazzi oltre a là. Possiamo cambiare il Paraguay!”

Emozionato, P. Pedro commenta: “È la prima volta che un beneficiario mi lascia così!”

Il cammino di recupero e di reintegrazione sociale per molti coincide con il cammino di fede. Questo inoltre da i suoi frutti. È già stato invitato Mons. Joaquín Robledo, vescovo della diocesi di San Lorenzo, alla quale appartiene  Tupärenda, da martedì 21 marzo. Il vescovo condividerà con i ragazzi e gli organizzatori un pranzo e presedierà la Messa dove 6 dei beneficiari riceveranno la loro Prima Comunione  e uno la Cresima. Gli adolescenti si stanno preparando con molta serietà e allegria; li accompagna Cristina, la loro catechista.

Qualche tempo fa, María Fischer, di schoenstatt.org, ricevette una telefonata da una signora tedesca con una domanda mai prima d’ora formulata: “Mi può consigliare riguardo un progetto con il quale fare una significante donazione?”. Dopo un primo silenzio di sorpresa di ella, la signora rettifica: “Visito ogni giorno schoenstatt.org e mi sono innamorata di Schoenstatt al servizio dei bisognosi che incontro li. “Ho” già alcune case solidali. Però adesso non posso decidermi… Qual è il tuo progetto preferito?” María Fischer ha risposto: “Sono tutti così impressionanti e importanti… Però la verità, personalmente, è che la Casa Madre di Tupärenda …”. Non fa in tempo a terminare la frase che la signora interrompe dicendo: “È nota. È stata anche la mia scelta. Qui si decide il futuro dei ragazzi e di tutto un paese. Per questo, è quello che ho salvato.”

Preparación a la primera comunión

Casa Madre di Tuparenda ha bisogno di tutti noi. Attraverso schoenstatt.org non ci conformiamo con le storie reali dei miracoli di trasformazione.

Dopo la storia – che cosa? L’invito è farsi padrini nella preghiera e capitale di grazia di uno di questi ragazzi. Un’alleanza solidaria.

Dopo la storia – che cosa? L’invito è dimostrare con i fatti che realmente siamo solidali con i ragazzi e con le persone che dedicano il loro tempo e le loro capacità ad essi. E noi ci sforziamo molto, insieme ad altri alleati solidari, a offrire a tutti i nostri lettori la possibilità di farlo, già con un semplice clic sul pulsante. Grazie a nome dei 19 ragazzi che possono e che vogliono cambiare il Paraguay e il mondo.

 

Donación con tarjeta de crédito pronto.

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BIC/SWIFT GENODEM1DKM
Referenza: P. Pedro Kuehlcke, Casa Madre de Tuparenda

Originale: spagnolo. Traduzione: Laura Agoglia, Roma, Italia

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