Postato su 15. giugno 2016 In opere di misericordia, Progetti

Un sogno che diventa realtà: la Casa Madre di Tupãrenda

PARAGUAY, di María Fischer •

“Santo Padre, si ricorda di Orlando?” Padre Tommy Nin Mitchell, direttore del movimento di Schoenstatt in Paraguay chiese al Santo Padre in occasione dell’udienza con il Capitolo Generale dei Padri di Schoenstatt nel Settembre 2015. “Si, mi ricordo di Orlando,” disse Papa Francesco. Orlando è il giovane uomo – internato presso il penitenziario minorile di Itaguá – che ha salutato Papa Francesco ad Asunción durante l’incontro con i giovani che ha portato il Santo Padre a modificare il suo discorso. “Dopo aver letto il vangelo, Orlando venne da me e mi disse, “Le chiedo di pregare per la libertà di noi tutti“. Questa è la benedizione che Orlando ha chiesto per ciascuno di noi. È la benedizione per cui tutti noi preghiamo ….” “Molto bene, Sua santità,” disse Padre Tommy e gli mostrà un quadro della Madre Tre Volte Ammirabile di Schoenstatt, “Per favore benedici questa immagine della nostra Madonna di Schoenstatt destinata alla Casa Madre di Tupãrenda che stiamo costruendo per accogliere i ragazzi che come Orlando chiedono di realizzare il sogno di essere liberi e di avere una vita nuova…

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Sabato 7 maggio P. Pedro Kühlcke ha raccontato questa storia agli operai e a tutti coloro che si occuperanno del futuro Casa Madre di Tupärenda in occasione dei festeggiamenti per il completamento del tetto. Questa casa, che probabilmente inizierà ad essere in funzione a metà giugno, avrà un quadro della Madonna benedetta da Papa Francesco per i venti giovani che, dopo aver lasciato il carcere, troveranno qui un posto per iniziare la loro nuova vita in libertà, e per coloro che lavoreranno per loro in questo luogo.

“Questa è la benedizione che Orlando ha chiesto per ciascuno di noi. È la benedizione per cui noi tutti preghiamo: la libertà. La libertà è un dono che Dio ci dà, ma dobbiamo sapere come accettarla. Dobbiamo essere in grado di avere un cuore libero, perché tutti sappiamo che nel mondo ci sono tante cose che legano i nostri cuori e gli impediscono di essere liberi. Lo sfruttamento, la mancanza di mezzi di sopravvivenza, la tossicodipendenza, la tristezza e tutte quelle cose ci privano della nostra libertà. Allora tutti noi possiamo ringraziare Orlando per aver chiesto la benedizione di avere un cuore libero, un cuore che può dire quello che pensa, che può esprimere ciò che prova e può agire a seconda di come pensa e sente. Questo è un cuore libero! E questo è ciò che ci accingiamo a chiedere insieme: la benedizione che Orlando ha richiesto per tutti. (Papa Francesco, 12 luglio 2015)

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Presso l’edicola in cui è stato firmato l’accordo

“Preghiamo presso l’Edicola in cui è stato firmato l’accordo quasi un anno fa”, ha detto Ana Maria Acha, presidentessa di Fundaprova (Fondazione per la promozione dei valori e per la prevenzione della violenza).

Il 4 GIUGNO 2015 il ministro della Giustizia, Sheila Abed, P. Pedro Kühlcke, cappellano del Centro Educativo di Itauguá e il presidente di Fundaprova, Ana Maria Mendonza de Acha, insieme ad altre autorità e un gruppo di giovani di Esperanza [Speranza] padiglione del carcere che ha partecipato alla benedizione dell’edicola della Madonna di Schoenstatt. È stato come la prima pietra posta per la costruzione della casa-scuola che ospiterà una ventina di giovani che hanno scontato la loro pena. Precedentemente si erano riuniti nel santuario dove fu firmato sull’altare l’accordo da entrambe le parti che aiuteranno i ragazzi appena rilasciati.

Un anno dopo si riuniscono intorno all’edicola con la vista della casa, le cui pareti esterne che sono quasi pronte. Ana Maria Acha, P. Pedro Kühlcke, Mirta Contini de Etchegaray, l’ingegnere supervisore per la costruzione, Gisela Fiorio, responsabile della raccolta fondi, Jaime Ortiz, l’operaio e i suoi figli Pablo e Elena Ortiz – anch’essi operai – Augusto Ramírez, l’architetto e Maria Fischer di Schoenstatt.org. Tutti i schoenstattiani.

Una semplice preghiera e benedizione per la costruzione in corso, una preghiera per tutti coloro che ci lavoreranno in futuro (il primo dipendente ha iniziato a lavorare il lunedi successivo), per gli insegnanti dei vari corsi sulle competenze lavorative e, soprattutto, per i giovani che si trasferiranno presto, molto presto. E ‘un sogno che si sta avverando … è il sogno di Joseph Kentenich, il quale desiderava che accanto ad ogni Santuario di Schoenstatt ci fosse una casa per la formazione e una casa per l’impegno sociale. Maria, educatrice della persona nuova ma soprattutto, Madre.

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La casa dei sogni

Prima di festeggiare la costruzione del tetto con Chipas [rotoli di formaggio tradizionali], panini, caffè, tè, mate – P. Pedro fa un giro della casa. Tutto è stato ben pensato: dal numero di docce accanto ai laboratori fino alle finestre delle camere di consultazione, in modo che ogni conversazione con i giovani possa essere “trasparente” e visibile.

Ci sarà una panetteria, una sala computer e anche un orto già in attesa dei giovani.. e molto altro ancora. “Saremo in grado di vendere prodotti realizzati qui, realizzati dai ragazzi stessi” spiega P. Pedro. Lavoreranno a turni nei diversi laboratori in modo da poter scoprire cosa gli piace di più e quello che preferiscono imparare. Lasceranno la Casa con un certificato.

“L’idea è di realizzare una riabilitazione completa, essi potranno venire qui ogni giorno dal Lunedi al Venerdì e crescere spiritualmente e professionalmente. Saranno ricevuti tutti i ragazzi che vogliono cambiare e reintegrarsi in società”, spiega P. Pedro.

Sembra ancora tutto un sogno: la storia del denaro promesso dal governo e che sembrava non sarebbe mai arrivato, il conto con 2.000 euro donato da un benefattore tedesco che è stato chiuso per risparmiare sui costi e riaperto mezz’ora prima della comunicazione del trasferimento del denaro promesso dal governo nel gennaio 2016, la benedizione della prima pietra e la promessa del governo di pagare, inizialmente, per il costo dei corsi …

I festeggiamenti si sono conclusi con la messa celebrata nel santuario di Tupärenda, in rendimento di grazie e ancora una volta di supplica per la fecondità di questa opera di misericordia con la M maiuscola.

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P. Pedro sta pensando a come impostare una campagna di finanziamento indirizzata ai schoenstattiani e agli amici di tutto il mondo che vogliano aiutarci nel finanziamento di corsi, cibo e salari destinati ai giovani che troveranno una seconda possibilità qui, o in molti casi anche una “prima possibilità”. Hanno bisogno non solo di aiuto finanziario, che è necessario, ovviamente ma anche di madrine e padrini, fratelli e veri amici che preghino per loro e che si interessino a loro. Hanno bisogno di “vivere nella Casa Madre di Tupärenda.”

Voglio essere parte di questa casa da sogno, questo vivere la Casa Madre di Tupärenda!

Il 9 maggio scorso sono passata per Tupärenda per l’ultima volta quest’anno, sulla strada per Ciudad del Este. Quello che ho visto e ciò che resta nella mia mente e nel mio cuore è la grande immagine della Beata Madre Pellegrina che appare da lontano e la Casa Madre di Tupärenda.

È meraviglioso, Madre di Tupärenda, che tu abbia questa casa!

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Referenza: P. Pedro Kühlcke, Casa Madre de Tuparenda

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Originale: spagnolo. Traduzione: Claudia Minici, Roma, Italia

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