Postato su 26. febbraio 2016 In opere di misericordia, Progetti

“Casa Madre di Tupãrenda”: dal dolore nasce un sogno…che si fa realtà

PARAGUAY, P. Pedro Kühlcke •

– Ciao Pepito! Sei di nuovo in carcere? Che amarezza! Perché?

–Si, Padre, perdonami! Ho resistito quattro mesi fuori ma non trovavo lavoro da nessuna parte. Non ho ricevuto l’appoggio di nessuno, sai bene che caos c’è nella mia famiglia. La tentazione fu troppo forte e cedetti di nuovo.

01. Aquí construimos la Casa Madre de TR

Il dolore: non hanno il tempo di assaporare la libertà che già rientrano in carcere

Dopo quasi due anni dalla chiamata della Mater alla missione in una periferia così esistenziale come il carcere minorile, ci lanciammo in quest’avventura – con molte domande e dubbi ma anche fiducia e coraggio. Incontriamo giovani con una vita problematica: famiglie divise, povertà e miseria, violenza, abbandono, abuso. Presupposti di condizioni ancora più gravi come il vagabondaggio, la tossicodipendenza, la delinquenza e così via. Ma conosciamo anche ragazzi, nello stesso carcere, la cui vita ha preso una piega completamente diversa. Grazie al nostro incoraggiamento, o a quello di tante altre persone, riprendono – o cominciano – la scuola, iniziano a lottare contro i propri vizi, partecipano a corsi di formazione al lavoro e compiono i primi passi nella loro crescita spirituale attraverso il Battesimo o la Prima Comunione. Quando arrivano alla tanto attesa uscita, partono con il cuore ricolmo di illusione e speranza. Con dolore scopriamo che molti “Pepitos” non hanno il tempo di assaporare la libertà che già rientrano in carcere, non avendo rispettato le misure alternative o a causa della difficoltà a trovare un lavoro, di una ricaduta nella droga… Ma il vero problema è che molte volte non trovano un reale appoggio fuori così da poter completare il loro processo di cambiamento.

02. Parte de los asistentes

Il sogno: forse la Mater desidera una casa proprio a Tupãrenda dove abbracciarli e educarli alla realizzazione di una vita nuova?

Con il gruppo della Pastorale carceraria, abbiamo iniziato a riflettere su questa realtà e a sognare: stiamo seguendo gli adolescenti molto da vicino all’interno del carcere ma cosa possiamo fare per continuare ad accompagnarli fuori? Forse la Mater ci chiede di dargli il sostegno di cui hanno bisogno per condurre una vita più dignitosa attraverso lo studio, la formazione e il lavoro? Forse la Mater desidera una casa proprio a Tupãrenda dove abbracciarli e educarli alla realizzazione di una vita nuova? Forse ci saranno “Pepitos” che riusciranno a rompere il circolo vizioso della strada, droga, crimine e carcere? Un sogno che non è poi così utopico!

03. Algunos internos también participaron

Il passo decisivo: incontrare degli alleati

Ho avuto l’opportunità di conoscere la Pastorale carceraria della Repubblicana Domenicana e del Cile che svilupparono dei modelli molto efficaci di reinserimento sociale di adolescenti in conflitto con la legge. Ci offrirono tutto il loro Know-how e appoggio e ci incitarono a realizzare questo sogno. Elemento fondamentale fu la scoperta al Ministero di Giustizia di un gruppo di professionisti molto motivati e con lo stesso slancio verso un miglioramento delle condizioni degli adolescenti problematici, al fine di evitare le ricadute e realizzare un vero reinserimento sociale – essenziale alla riduzione della delinquenza giovanile. Raccoglievamo le forze, dialogavamo, progettavamo, pregavamo e ogni volta Dio e la Mater ci aprivano sempre più porte. Ci “regalarono” una Fondazione, “Fundaprova”, un terreno a Tupãrenda e molte persone generose che offrirono il loro tempo, forza e denaro. La precedente Ministra di Giustizia, Sheila Abed, e la sua Viceministra, l’attuale Ministra Carla Bacigalupo, si misero in gioco e credettero nel nostro progetto fino al punto da raccogliere i fondi per la costruzione e messa in funzione della “Casa Madre di Tupãrenda”. Il Sinafocal (Sistema Nazionale di Formazione al Lavoro) del Ministero del Lavoro, ci ha assegnato sei corsi gratuiti di formazione ai seguenti mestieri: edilizia, idraulica, elettricismo, botanica e ingegneria civile; compresa la fornitura di strumenti, supporti e certificate ufficiale e la possibilità di ulteriori corsi nel futuro.

12. La piedra fundamental

La prima pietra di una nuova realtà

Dopo molti viaggi di carattere burocratico e politico, a metà gennaio si presentarono gli ultimi ostacoli. Si è potuto dare inizio alla costruzione, tanto attesa, con la benedizione della prima pietra, lo scorso 12 febbraio. C’erano le due Ministre e altre autorità del Ministero della Giustizia, così come del Sinafocal, del Comune di Itauguá, del Ministero dell’Industria… C’erano molti componenti della Pastorale carceraria e di “Fundaprova”; ma soprattutto cerano vari futuri beneficiari: giovanissimi detenuti a cui fu dato il privilegio, per buona condotta, di partecipare a quest’importante cerimonia.

Ci aspettiamo anche il vostro contributo, con preghiere e contributi al Capitale di Grazia e con ciò che ognuno può e vuole apportare…Che Dio e la Mater vi possa ripagare ampiamente!

09. Bendición

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